Come il Corano Corregge la Bibbia

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso


Come il Corano Corregge la Bibbia


by Mohamed Ghounem & Sara C. Meskar

Table of Contents

 Prefazione. PAGEREF _Toc337316631 \h 2

INTRODUZIONE. PAGEREF _Toc337316632 \h 3

La Mappa delle Confutazioni: PAGEREF _Toc337316633 \h 6

(I.) Dio. PAGEREF _Toc337316634 \h 11

1. Ha bisogno di tranquillità?. PAGEREF _Toc337316635 \h 11

2. Ha bisogno di cibo?. PAGEREF _Toc337316636 \h 11

3. Ha bisogno di dormire?. PAGEREF _Toc337316637 \h 12

4. Al buio o nella luce?. PAGEREF _Toc337316638 \h 12

5. Fa degli errori?. PAGEREF _Toc337316639 \h 14

6. Dio può essere visto?. PAGEREF _Toc337316640 \h 14

7. Dio ricorda tutto?. PAGEREF _Toc337316641 \h 16

8. Dio è debole nella lotta?. PAGEREF _Toc337316642 \h 17

9. Muove il ferro?. PAGEREF _Toc337316643 \h 18

10. La Reputazione di Dio?. PAGEREF _Toc337316644 \h 19

11. In cerca di Adamo. PAGEREF _Toc337316645 \h 19

12. Il Signore della Terra?. PAGEREF _Toc337316646 \h 20

13. Dio è vicino?. PAGEREF _Toc337316647 \h 20

14. Si alza per giudicare?. PAGEREF _Toc337316648 \h 21

15. Punizione Collettiva. PAGEREF _Toc337316649 \h 22

16. Distruggera’ nuovamente il mondo?. PAGEREF _Toc337316650 \h 22

17. Vanità. PAGEREF _Toc337316651 \h 23

18. Misericordioso?. PAGEREF _Toc337316652 \h 24

19. Proposta indecente. PAGEREF _Toc337316653 \h 24

20. Mosè uccise a causa del peccato?. PAGEREF _Toc337316654 \h 25

21. Aronne adorava gli idoli?. PAGEREF _Toc337316655 \h 27

22. Il Profeta Davide. PAGEREF _Toc337316656 \h 28

23. La maledizione di Gesù?. PAGEREF _Toc337316657 \h 29

24. Il delitto di Caino?. PAGEREF _Toc337316658 \h 30

25. Dove si trovava Mosé quando Dio lo chiamo’?. PAGEREF _Toc337316659 \h 31

26. Profeta o Spirito?. PAGEREF _Toc337316660 \h 32

27. Colui che recita. PAGEREF _Toc337316661 \h 34

(III.) La Scienza. PAGEREF _Toc337316662 \h 35

28. la Creazione degli esseri viventi PAGEREF _Toc337316663 \h 35

29. Incoerenza cronologica. PAGEREF _Toc337316664 \h 35

30. La Luce nell’Universo. PAGEREF _Toc337316665 \h 36

31. La creazione della vita vegetale. PAGEREF _Toc337316666 \h 37

32. Gli animali creati prima dell’uomo?. PAGEREF _Toc337316667 \h 37

33. Gli alberi creati prima dell’uomo. PAGEREF _Toc337316668 \h 38

34. Perché muoriamo. PAGEREF _Toc337316669 \h 39

35. La forma della Terra. PAGEREF _Toc337316670 \h 43

36. La Terra si muove?. PAGEREF _Toc337316671 \h 45

37. La Terra e' sorretta?. PAGEREF _Toc337316672 \h 46

38. Il Cielo è sorretto?. PAGEREF _Toc337316673 \h 46

39. La durata della vita?. PAGEREF _Toc337316674 \h 47

40. Sulla Terra per sempre?. PAGEREF _Toc337316675 \h 49

41. La ricerca della conoscenza. PAGEREF _Toc337316676 \h 49

42. Esaminando l’Embriologia. PAGEREF _Toc337316677 \h 49

(IV.) Le Leggi PAGEREF _Toc337316678 \h 51

43. Concupire i beni?. PAGEREF _Toc337316679 \h 51

44. La giovenca del perdono?. PAGEREF _Toc337316680 \h 52

45. Il celibato è preferito?. PAGEREF _Toc337316681 \h 53

46. Halal è Kosher. PAGEREF _Toc337316682 \h 54

47. Vegetariani?. PAGEREF _Toc337316683 \h 56

48. La ragione del Sabato. PAGEREF _Toc337316684 \h 56

49. Si lavora di Sabato?. PAGEREF _Toc337316685 \h 57

50. Leggi buone?. PAGEREF _Toc337316686 \h 59

51. I poveri o i predicatori?. PAGEREF _Toc337316687 \h 60

52. Gli interessi PAGEREF _Toc337316688 \h 61

53. La corruzione è incoraggiata?. PAGEREF _Toc337316689 \h 62

54. Il digiuno. PAGEREF _Toc337316690 \h 63

55. Il destino degli apostati PAGEREF _Toc337316691 \h 64

56. Fede cieca. PAGEREF _Toc337316692 \h 65

57. Zoppia?. PAGEREF _Toc337316693 \h 66

58. Aspetto del volto?. PAGEREF _Toc337316694 \h 66

59. Piede ferito?. PAGEREF _Toc337316695 \h 67

60. Mano ferita?. PAGEREF _Toc337316696 \h 67

61. Gobba?. PAGEREF _Toc337316697 \h 68

62. Una crescita ridotta?. PAGEREF _Toc337316698 \h 69

63. Primogenito?. PAGEREF _Toc337316699 \h 69

64. Poligamia?. PAGEREF _Toc337316700 \h 70

65. Prestare giuramento?. PAGEREF _Toc337316701 \h 71

66. Belle parole?. PAGEREF _Toc337316702 \h 72

67. Rendere schiavi i bambini?. PAGEREF _Toc337316703 \h 72

68. È permesso ridere?. PAGEREF _Toc337316704 \h 73

69. Parlare ai non credenti?. PAGEREF _Toc337316705 \h 74

70. Trattare con i missionari PAGEREF _Toc337316706 \h 74

71. Dare tutto ciò che si ha. PAGEREF _Toc337316707 \h 75

72. È consentito discutere con i Predicatori?. PAGEREF _Toc337316708 \h 76

73. Obbedire ai genitori in tutto?. PAGEREF _Toc337316709 \h 77

74. Israele condizionale?. PAGEREF _Toc337316710 \h 77

75. L’incesto è permesso?. PAGEREF _Toc337316711 \h 78

76. I diritti dei divorziati PAGEREF _Toc337316712 \h 79

(V.) Storia. PAGEREF _Toc337316713 \h 80

77. La condanna di Adamo. PAGEREF _Toc337316714 \h 80

78. La riconciliazione con Adamo. PAGEREF _Toc337316715 \h 81

79. La maledizione di Babele?. PAGEREF _Toc337316716 \h 82

80. Il Diluvio Universale (globale o locale?). PAGEREF _Toc337316717 \h 83

81. Una coppia o sette coppie?. PAGEREF _Toc337316718 \h 84

82. Il primo ad ascendere al cielo?. PAGEREF _Toc337316719 \h 85

83. La profezia di Giuseppe. PAGEREF _Toc337316720 \h 86

84. La vendita di Giuseppe?. PAGEREF _Toc337316721 \h 87

85. Come si chiama il padre di Abramo?. PAGEREF _Toc337316722 \h 89

86. Il sacrificio di Abramo?. PAGEREF _Toc337316723 \h 90

87. Un figlio o due?. PAGEREF _Toc337316724 \h 91

88. Davide contro Golia?. PAGEREF _Toc337316725 \h 93

89. Temeva Faraone?. PAGEREF _Toc337316726 \h 94

90. Perché morì la moglie di Lot?. PAGEREF _Toc337316727 \h 94

91. Giuda o Saul?. PAGEREF _Toc337316728 \h 96

(VI.) Donne. PAGEREF _Toc337316729 \h 97

92. Bisogna incolpare Adamo o Eva?. PAGEREF _Toc337316730 \h 97

93. Adamo ed Eva furono puniti in uguale misura?. PAGEREF _Toc337316731 \h 98

94. La Bibbia vieta alle donne di parlare. PAGEREF _Toc337316732 \h 100

95. Amputazione femminile. PAGEREF _Toc337316733 \h 101

96. Il divorzio è permesso?. PAGEREF _Toc337316734 \h 102

97. Una divorziata è un’adultera?. PAGEREF _Toc337316735 \h 103

98. Un amore che si riaccende?. PAGEREF _Toc337316736 \h 104

99. Cacciata da casa?. PAGEREF _Toc337316737 \h 105

100. Il figlio dell’ex marito?. PAGEREF _Toc337316738 \h 105

101. Le vedove e le sorelle non ereditano. PAGEREF _Toc337316739 \h 106

102. Lo stupratore deve sposare la sua vittima. PAGEREF _Toc337316740 \h 107

103. Sposata al cognato?. PAGEREF _Toc337316741 \h 108

104. Perché Maria non fu lapidata?. PAGEREF _Toc337316742 \h 108

105. Dopo la nascita?. PAGEREF _Toc337316743 \h 110

106. La nascita di una figlia è una perdita. PAGEREF _Toc337316744 \h 110

107. La vedova non può sposare un sacerdote. PAGEREF _Toc337316745 \h 111

108. La divorziata non può sposare un sacerdote. PAGEREF _Toc337316746 \h 112

109. Chi sono i genitori di Eva?. PAGEREF _Toc337316747 \h 112

110. Le donne si vendono?. PAGEREF _Toc337316748 \h 113

111. Gli uomini valgono di più?. PAGEREF _Toc337316749 \h 114

112. La castità. PAGEREF _Toc337316750 \h 114

113. Mogli pagane?. PAGEREF _Toc337316751 \h 115

114. I nomi da nubili?. PAGEREF _Toc337316752 \h 116

(VII.) Gesù. PAGEREF _Toc337316753 \h 116

115. Due ciechi?. PAGEREF _Toc337316754 \h 116

116. Alcuni malati?. PAGEREF _Toc337316755 \h 117

117. Oltre ogni ragionevole dubbio. PAGEREF _Toc337316756 \h 118

118. Troppo pesante?. PAGEREF _Toc337316757 \h 118

119. Su cosa posero Gesù?. PAGEREF _Toc337316758 \h 119

120. Padre o Abba?. PAGEREF _Toc337316759 \h 120

121. L’ultima preghiera?. PAGEREF _Toc337316760 \h 120

122. Le ultime parole?. PAGEREF _Toc337316761 \h 122

123. Cosa diedero da bere a Gesù?. PAGEREF _Toc337316762 \h 123

124. Due ladroni lo insultavano?. PAGEREF _Toc337316763 \h 124

125. Ci vedremo in Paradiso. PAGEREF _Toc337316764 \h 125

126. Quando cadde la tenda?. PAGEREF _Toc337316765 \h 126

127. L’orario?. PAGEREF _Toc337316766 \h 127

128. L’elogio. PAGEREF _Toc337316767 \h 128

129. La conferma della morte?. PAGEREF _Toc337316768 \h 129

130. La scritta sulla croce?. PAGEREF _Toc337316769 \h 129

131. Notti di sepoltura?. PAGEREF _Toc337316770 \h 129

132. Un sudario imbottito di spezie?. PAGEREF _Toc337316771 \h 130

133. Chi furono i visitatori della tomba?. PAGEREF _Toc337316772 \h 130

134. Chi disse della resurrezione?. PAGEREF _Toc337316773 \h 131

136. Permettere a Gesù di morire?. PAGEREF _Toc337316774 \h 132

137. Corpi differenti?. PAGEREF _Toc337316775 \h 132

138. Gesù fu ascoltato?. PAGEREF _Toc337316776 \h 133

139. Porgi l’altra guancia. PAGEREF _Toc337316777 \h 135

140. Figlio dell’uomo o di Maria?. PAGEREF _Toc337316778 \h 136

141. Maria è una vergine o una giovane?. PAGEREF _Toc337316779 \h 137

142. Gesù giudica?. PAGEREF _Toc337316780 \h 138

143. Gesù demonizzato?. PAGEREF _Toc337316781 \h 138

144. Gesù mentì?. PAGEREF _Toc337316782 \h 139

145. Una testimonianza autentica?. PAGEREF _Toc337316783 \h 140

146. Predicare a tutto il mondo?. PAGEREF _Toc337316784 \h 140

147. Pastore o Agnello?. PAGEREF _Toc337316785 \h 141

148. Cristo è maledetto?. PAGEREF _Toc337316786 \h 142

149. Disceso all’Inferno?. PAGEREF _Toc337316787 \h 142

150. Il primo ad essere risorto?. PAGEREF _Toc337316788 \h 144

151. Primogenito?. PAGEREF _Toc337316789 \h 144

152. Maria fu una peccatrice?. PAGEREF _Toc337316790 \h 145

153. Ipocrita?. PAGEREF _Toc337316791 \h 146

154. Il perdono prima di Gesù?. PAGEREF _Toc337316792 \h 147

155. Disse ogni cosa?. PAGEREF _Toc337316793 \h 147

156. Abolì la Legge?. PAGEREF _Toc337316794 \h 148

(VIII.) La Trinità. PAGEREF _Toc337316795 \h 150

157. Re di tutti?. PAGEREF _Toc337316796 \h 150

158. Il Santo?. PAGEREF _Toc337316797 \h 151

159. La Pace?. PAGEREF _Toc337316798 \h 152

160. Fidato?. PAGEREF _Toc337316799 \h 154

161. Il Protettore?. PAGEREF _Toc337316800 \h 155

162. Forte e Potente?. PAGEREF _Toc337316801 \h 157

163. L’Onnipotente?. PAGEREF _Toc337316802 \h 157

164. Il Creatore?. PAGEREF _Toc337316803 \h 158

165. Il Perdonatore?. PAGEREF _Toc337316804 \h 159

166. L’Onnisciente. PAGEREF _Toc337316805 \h 159

167. L’Altissimo?. PAGEREF _Toc337316806 \h 160

168. Colui che Apprezza?. PAGEREF _Toc337316807 \h 161

169. Il Forte?. PAGEREF _Toc337316808 \h 162

170. Colui che tutto vede?. PAGEREF _Toc337316809 \h 163

171. Esaudisce le preghiere?. PAGEREF _Toc337316810 \h 163

172. L’Unico?. PAGEREF _Toc337316811 \h 164

173. L’Ultimo?. PAGEREF _Toc337316812 \h 165

174. L’Equo. PAGEREF _Toc337316813 \h 166

175. Colui che riunisce?. PAGEREF _Toc337316814 \h 167

176. La Guida?. PAGEREF _Toc337316815 \h 168

177. Il Paziente?. PAGEREF _Toc337316816 \h 169

178. L’Occulto?. PAGEREF _Toc337316817 \h 170

179. Il Sostentatore?. PAGEREF _Toc337316818 \h 171

180. L’Eterno?. PAGEREF _Toc337316819 \h 172

181. Dio ha paura di noi?. PAGEREF _Toc337316820 \h 173

182. Genera?. PAGEREF _Toc337316821 \h 174

183. I Trinitari sono pigri?. PAGEREF _Toc337316822 \h 175

184. Il Verbo?. PAGEREF _Toc337316823 \h 177

185. Adorare un uomo?. PAGEREF _Toc337316824 \h 178

(IX.) L’Aldilà. PAGEREF _Toc337316825 \h 180

186. Come eliminare il peccato. PAGEREF _Toc337316826 \h 180

187. Nati peccatori?. PAGEREF _Toc337316827 \h 181

188. La stessa ricompensa?. PAGEREF _Toc337316828 \h 182

189. Chi è Satana?. PAGEREF _Toc337316829 \h 183

190. Maschi vergini?. PAGEREF _Toc337316830 \h 184

191. Essere poveri è una maledizione?. PAGEREF _Toc337316831 \h 184

192. Raccogliere ciò che si è seminato?. PAGEREF _Toc337316832 \h 186

193. Il Giusto è Immortale?. PAGEREF _Toc337316833 \h 186

194. C’È Luce all’Inferno?. PAGEREF _Toc337316834 \h 187

195. Ancora una possibilità?. PAGEREF _Toc337316835 \h 188

196. Salvati per sempre?. PAGEREF _Toc337316836 \h 189

197. Essere castrati è meglio?. PAGEREF _Toc337316837 \h 190

198. Ricompensati sulla Terra o in Paradiso?. PAGEREF _Toc337316838 \h 191

199. La morte all’Inferno?. PAGEREF _Toc337316839 \h 193

200. Sentire il fuoco?. PAGEREF _Toc337316840 \h 194

201. La Terra durerà in eterno?. PAGEREF _Toc337316841 \h 194

202. Il Paradiso è eterno?. PAGEREF _Toc337316842 \h 195

203. Sperimentare la tentazione?. PAGEREF _Toc337316843 \h 195

204. Chi rubò?. PAGEREF _Toc337316844 \h 196

205. Tutti i peccati sono uguali?. PAGEREF _Toc337316845 \h 196

206. Prescelti incondizionatamente?. PAGEREF _Toc337316846 \h 197

207. Amore Incondizionato?. PAGEREF _Toc337316847 \h 199

208. Suicidio biblico?. PAGEREF _Toc337316848 \h 199

209. La Bibbia odia se stessa. PAGEREF _Toc337316849 \h 201

Conclusione. PAGEREF _Toc337316850 \h 202

Bibliografia. PAGEREF _Toc337316851 \h 206

Indice tematico. PAGEREF _Toc337316852 \h 209

 

Prefazione

L’amore unisce le persone. In un modo splendido e melodioso, il Corano porta armonia tra gli Ebrei e i Cristiani. Unendo in una sola tutte le scritture, il Corano media, riconcilia ed unisce.

L’amore trae la sua origine dalla mutua comprensione e da una comunicazione coerente. Il Corano, che è stato conservato nella sua lingua e versione originale per circa 1400 anni, è una luce guida incontaminata.

Poiché un numero crescente di Ebrei e Cristiani pone domande sconcertanti ai propri biblisti, il vuoto tra Dio e gli uomini cresce. Molte di queste domande hanno costituito una fonte di dibattito tra Ebrei e Cristiani, provocando tra le due parti un’animosità incolmabile. Il Corano fornisce una risposta appagante a queste domande, costruendo un ponte di comprensione tra gli uomini e Dio.

Con l’obiettivo di portare pace e concordia tra gli uomini, il Corano dirime le differenze tra gli Ebrei e i Cristiani, unendoli come Musulmani. Questo volume magnifica alcuni dei miracoli del Corano, dimostrando centinaia di modi in cui il Corano corregge la Bibbia:

“E su di te abbiamo fatto scendere il Libro con la Verità, a conferma della Scrittura che era scesa in precedenza e lo abbiamo preservato da ogni alterazione. Giudica tra loro secondo quello che Allah ha fatto scendere… Tutti ritornerete ad Allah ed Egli vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi” (Corano 5:48).

Inoltre, le leggende che sostengono che il Corano attacchi o copi la Bibbia sono completamente annullate. Il Corano, al contrario, difende l’origine della Bibbia ed i suoi Profeti, aiutando i seguaci dell’Ebraismo e della Cristianità ad essere Monoteisti più forti, e a non venire sviati dalle tensioni proprie delle scritture precedenti. In più, l’affermazione per la quale il Nobile Corano ha copiato la Bibbia è dimostrata falsa:

“Ha fatto scendere su di te il Libro con la verità, a conferma di ciò che era prima di esso. E fece scendere la Torâh e l’Ingîl in precedenza, come guida per le genti. E ha fatto scendere il Discrimine” (Corano 3:3-4).

L’Editore Mona Ghounem

 

INTRODUZIONE

La Bibbia, tempo fa, fu pura. Tuttavia, nel corso dei secoli, gli scribi, i copisti e errori linguistici multipli hanno fatto si che le parole divine siano state scritte, copiate e tradotte in modo errato. Il Corano rimedia agli elementi che sono stati introdotti dagli uomini, e che hanno provocato confusione nella Bibbia. Esso corregge le maggiori manipolazioni che sono intercorse tra gli scribi di Mosè e quelli di Gesù, provocando la divisione delle colpe tra Ebrei e Cristiani. Laddove la Bibbia effettua singole asserzioni errate, il Corano replica alla contraddizione con delle descrizioni accurate e dettagliate. Laddove la Bibbia elenca multiple esegesi conflittuali, il Corano corregge la Bibbia con un singolo potente compendio.

Su questo libro:

Questa ricerca-studio è composta essenzialmente da quattro libri in uno:

Un libro di Errori, che elenca oltre 200 problemi che si palesano all’interno della Bibbia.

Un libro di Spiegazioni, che elenca i tentativi attuati dai migliori apologeti biblici per rimediare a tali errori.

Un libro di Confutazioni, che elenca le confutazioni musulmane alle spiegazioni proposte dai biblisti, così che il lettore possa fare un paragone obiettivo.

Un libro di Correzioni, che elenca i modi miracolosi in cui il Corano riesce a fare ciò che millenni di studiosi della Bibbia non hanno potuto. In questa ampia analisi, troverai come il Corano apporti delle correzioni chiare e concise alle inesattezze della Bibbia.

Soprattutto, questo è un libro di unità, che compone le differenze tra gli Ebrei ed i Cristiani:

“Abbiamo fatto scendere il Libro (il Corano) su di te, affinché tu renda esplicito quello su cui divergono [e affinché esso sia] guida e misericordia per coloro che credono” (Corano, 16:64).

Lo Scopo Lo scopo di questo libro è pluridimensionale:

Presentare l’armonia ai figli di Abramo. Attraverso la concordia giunge l’amore, e l’amore è l’opposto della guerra. La tranquillità pacifica è l’effetto del Corano sulle famiglie, i vicini, le tribù, i paesi e le religioni in guerra. Il Corano unisce oltre un miliardo di esseri umani con tutti i rispettivi bagagli etnici e

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culturali, insieme spalla a spalla e piede a piede, nell’adorazione dell’Unico Creatore.

Rafforzare quanto molti Musulmani sono andati affermando, e cioè che il Corano è stato fatto scendere da Dio per rimediare alle alterazioni che sono state apportate alla Bibbia. Il Corano è l’arbitro divino della Bibbia, che giudica tra Ebrei e Cristiani, e quello che unisce i due.

Chiarire un miracolo del Corano spesso sottovalutato: ci sono quasi un milione di termini, in tutta la Bibbia, perciò è celestialmente incredibile ed assolutamente impossibile filtrare questo milione di parole, ed identificare e correggere i dettagli della Bibbia che non si seppe essere errati fino a secoli dopo il Corano. Il Corano, proveniente dal Signore dei cieli e della terra, svolge questo incarico perché gli uomini rechino testimonianza.

Sfatare i miti secondo i quali il Corano copiò la Bibbia. Dimostrando che il Corano non è la copia, è la rettifica.

Un altro mito sostiene che il Corano provenga da fonti demoniache. Come osserveremo, il Corano corregge la Bibbia su argomenti di moralità, equità ed uguaglianza, per nominarne alcuni. Dio vuole che siamo morali, giusti ed equi, perciò, il Corano viene da Dio.

Come è stato realizzato questo libro:

Ogni Lode va ad Allah per l’ispirazione ed il tempo concesso per realizzare questo libro. Oltre sei anni di ricerca sono stati redatti in questa opera. In origine, questo libro era intitolato “50 Modi…”, poi, come chi inizialmente vede una scintilla, ho scoperto in seguito che la scintilla era, in realtà, una grande miniera di perfezionamenti apportati dal Corano alla Bibbia. Allah mi donò la possibilità di trovare modi sempre più numerosi, fino a 101, e poi le scoperte superarono le

200. È un onore ed un piacere condividere queste scoperte con te, lettore. Nella stesura del libro, è stato compiuto uno sforzo molto sincero allo scopo di ricercare ogni spiegazione fornita ai problemi della Bibbia che hanno attinenza con il Corano (alcuni punti sono stati eliminati poiché le interpretazioni stesse erano credibili).  

Alcune delle scusanti dei Biblisti erano colme di una verbosa empatia riferita all’errore nella forma originaria. Il mio obiettivo è stato quello di andare direttamente al punto, all’elemento centrale della spiegazione; per questo, ho utilizzato delle parafrasi.

Allo stesso modo, ho redatto il resto del libro utilizzando uno stile diretto ed immediato simile al formato di un dizionario, o di una enciclopedia. Questo fa risparmiare tempo e impegno al lettore che cerca un riferimento.

Gran parte del materiale comparativo che è stato usato per scrivere questo libro proviene direttamente dalle domande e dalle risposte che sono intercorse tra gli studenti della Bibbia ed i loro insegnanti. Questi cicli di domande (rimaste senza risposta, o che ne hanno ricevuto una insufficiente) hanno fatto si che molti abbiano lasciato l’amore di Dio oppure si siano ribellati contro di Lui. Il Santo Corano fornisce le risposte divine a quelle domande e lascia la persona nella completa concordia della mente, del cuore e dell’anima.

Cosa dice il Corano della Bibbia?

Il Corano conferma la Verità della Bibbia e annulla i suoi miti. Dei milioni di parole contenute nella Bibbia, alcune sono vere, altre false (distorte, cancellate, tradotte in modo errato).  Il Corano afferma:

“O gente della Scrittura, ora è giunto a voi il Nostro Messaggero, per spiegarvi molte cose della Scrittura che voi nascondevate e per abrogarne molte altre! Una Luce e un Libro chiaro vi son giunti da Allah. Con essi Allah guida sulla via della salvezza quelli che tendono al Suo compiacimento. Dalle tenebre li trae alla luce, per volontà Sua li guida sulla retta via” (Corano, 5:15-16).

Il Corano conferma che alcune parti della Bibbia sono state distorte, come afferma peraltro la stessa Bibbia: 

“… Avete distorto le parole del Dio vivente…” (Geremia, 23:36)

“Come potete dire: “Noi siamo saggi e la legge dell’Eterno è con noi”? Ma ecco, la penna bugiarda degli scribi, l’ha resa una falsità”.  (Geremia 8:8) 

“L’Eterno mi disse: «I profeti profetizzano menzogne nel mio nome; io non li ho mandati, non ho dato loro alcun ordine e non ho parlato loro. Essi vi profetizzano una visione falsa, una divinazione vana e l’inganno del loro cuore”. (Geremia 14:14)  

Persino Gesù ammette che gli Scribi omisero delle cose, nella Bibbia:

“ Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché calcolate la decima della menta dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia e la fede, queste cose bisogna praticare senza trascurare le altre”. (Matteo 23:23)

L’Uso degli Hadith

Il motivo per cui gli Hadith non sono stati incorporati nella comparazione:

Utilizzare gli Hadith (i detti del Profeta Muhammad e dei suoi Compagni) avrebbe probabilmente fornito ulteriori modi in cui la letteratura Islamica ha corretto la letteratura Cristiana ed Ebraica. L’uso degli Hadith, tuttavia, avrebbe richiesto un paragone con i Talmud Ebraici (i detti dei Rabbini) e con le Encicliche (i detti dei Papi). Di conseguenza, questo tipo di procedimento avrebbe investigato in spiegazioni ed opinioni in seconda ed in terza persona, molto controverse e meno immediate del diretto paragone tra le nostre scritture fondamentali: la Bibbia ed il Corano. L’autenticità di alcuni Hadith, Talmud ed Encicliche è messa in discussione persino dai loro diretti seguaci. Alcuni Cristiani non credono o non obbediscono ad alcune Encicliche, ed alcuni Ebrei non accettano alcune disposizioni dei Talmud, perciò non sarebbe giusto fare uso di paragoni che potrebbero non essere accettati come veri da tutte le tre religioni. Perciò, questo paragone è stato limitato al Corano e alla Bibbia.

Come usare questo libro:

Invitiamo i lettori, sia Musulmani che non Musulmani, a leggere questo libro con la mente aperta. Quando discutete questo libro con altri, per favore, utilizzatelo come uno strumento di unione, piuttosto che di animosità.

La Mappa delle Confutazioni:

Gli studiosi Cristiani hanno tentato di fabbricare delle scuse per i passaggi discrepanti ed anormali che si trovano nella Bibbia. Per il principio dell’equità, forniamo al lettore l’opportunità di analizzare in modo obiettivo le scuse meticolose avanzate dai maggiori biblisti, insieme alle confutazioni diagnostiche islamiche ai loro ragionamenti:

Scusa A: L’irrazionale può dimostrarsi razionale in un momento successivo. Quando gli scienziati attuano delle scoperte irrazionali, continuano a fare ricerche sull’argomento perché, più avanti, può essere trovata una spiegazione razionale.

(Risposta A) – In principio, questo è un argomento valido, ma sono passati oltre 2000 anni da quando un Profeta della Bibbia è apparso o ricomparso. Dio non lascerebbe nella confusione e in dilemmi teologici inspiegabili 2000 anni di generazioni umane. Dio ha fatto scendere il santo Corano per spiegare le anomalie contenute nella Bibbia. Egli ha donato agli uomini gli strumenti per riuscire, in questa vita, per questa vita e per l’aldilà.  Quel che è inspiegato nella Bibbia deve poter essere reso comprensibile. Questa necessaria spiegazione proviene dal Corano, la rivelazione ultima. Quando la gente ritiene che l’inspiegabile non sarà mai chiarito, o che lo sarà in futuro, dovrebbe guardare al Corano per ottenere un chiarimento immediato e colmare la lacuna. 

Scusa B: Gli esseri umani non possono comprendere pienamente la Rivelazione di Dio, a meno che lo Spirito di Dio non sia con loro. Poiché gli uomini sono imperfetti, non possiamo interpretare perfettamente quanto Dio dice.

(Risposta B) – Questo è un argomento circolare basato su (1 Corinzi 2:14) “Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente”. Questo ci ha condotto alla conclusione che si abbia la necessità di trovarsi in una certa condizione mentale spiritualmente alterata, in un’auto-ipnosi, per sapere che la Bibbia è vera. È inaccettabile che ci si debba trovare in uno stato di stupore mentale per accettare la Bibbia. Quando la mente è libera da intossicanti interni o esterni, solo allora possiamo giudicare chiaramente tra la Verità e la distorsione. (1 Corinzi 14:33) “Perché Dio non è un Dio di confusione”.

Scusa C: Bisogna comprendere il contesto del verso.

(Risposta C) – Questa è un’affermazione falsa, perché nella Bibbia si trova un numero consistente di capitoli che non contengono alcun contesto, ad esempio i Proverbi. I versi sono una quantità di affermazioni indipendenti che saltano da uno all’altro di molti argomenti. Altri esempi comprendono le discrepanze tra

 

Samuele, Re e Cronache, che contengono versi su persone e numeri che invalidano l’argomentazione riguardante il contesto. Il contesto è importante, ma non sarà sanzionato automaticamente, se sarà fatto il tentativo di utilizzarlo come spiegazione.

Scusa D: Una parola essenziale è difficile da interpretare poiché è raramente usata nella Bibbia.

(Risposta D) – Ogni cosa, nelle Scritture, è importante per gli esseri umani. La nostra guida da Dio viene dalla scrittura. Se la scrittura non è chiara in un passaggio oscuro, non possiamo semplicemente saltare al passaggio successivo o tentare di completare il suo significato con un altro versetto chiaro. Inoltre, il Corano ci fu dato per chiarire l’oscurità che si scopre nella Bibbia.

Scusa E: È quello che dice, non quello che significa.

(Risposta E) – Se gli scrittori della Bibbia volevano significare qualcos’altro, allora perché non l’hanno riportato così come era inteso? Alle loro penne fu impedito di scrivere ciò che intendevano dire gli scribi? Quelli che usano questa scusa affermano di conoscere il Greco e l’Ebraico meglio degli antichi scrittori greci ed ebrei dei tempi della Bibbia. I traduttori della Bibbia utilizzano un’ampia quantità di dizionari e vocabolari e di testi antichi per scegliere l’interpretazione esatta. A sua volta, lo stesso processo di scelta delle parole bibliche invalida la loro scusa.

Scusa F: Errore del Copista

(Risposta F) – Questa è una scusa inaccettabile, perché è ammettere che la Bibbia che abbiamo oggi contiene errori umani, perciò, non è un libro divino. Ad esempio, un prodotto può essere fabbricato o in Cina o negli USA, non può essere fatto in entrambi i luoghi, a meno che non venga trasportato tra i due; a quel punto, non è più al 100% cinese, o del tutto americano: è misto, e, perciò, non più autentico al 100%.

Scusa G: Le Scritture più tarde sostituiscono quelle precedenti.

(Risposta G) – Se questo è vero, allora oltre un miliardo di Musulmani affermano che il Corano, che giunse dopo la Bibbia, prende il posto delle rivelazioni del passato (la Torah ed il Vangelo). Il fatto è che Dio promise ad Abramo che l’Alleanza delle Leggi è per sempre ed eterna, così come Gesù stesso dichiarò di non essere venuto per cambiare le leggi: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto” (Matteo 5:17-18).

Scusa H: I termini biblici esistenti sono stati presi alla lettera invece che in modo simbolico o metaforico.

(Risposta H) – Gli apologeti tentano di ricadere in questa scusa quando il senso comune fallisce. Si afferma che un’intera frase deve essere considerata in senso letterale, tranne che per il termine divergente nella stessa, al che una parola errata è classificata come “metaforica”. Non possiamo scegliere selettivamente quali termini, in una frase o in uno scenario, siano figurativi,

 

mentre le parole che li circondano, nella frase e nel capitolo, sono letterali.

Scusa I: Errore di Traduzione.

(Risposta I): Gli apologeti ammettono che alcuni errori nella Bibbia sono attribuiti ad errori di traduzione dall’ebraico al greco al tedesco all’inglese. Certo, qualsiasi linguista ammetterebbe anch’egli che nessun termine può essere tradotto alla perfezione da una lingua ad un’altra, specialmente da una lingua che è passata attraverso quattro lingue. Questo può essere accettabile nei testi terreni, ma questa spiegazione è inaccettabile nella Scrittura Divina, specialmente alla luce del Corano. Questa interpretazione viene corretta dal Corano, poiché quest’ultimo è accettato come autentico soltanto nella sua lingua originale (l’arabo). Tutta via, gli apologeti biblici vogliono farci credere ancora che la Bibbia sia Divina ed infallibile in ogni lingua del mondo quando ciò è linguisticamente impossibile, e, allo stesso tempo, i biblisti confessano che ci sono degli errori di traduzione nella Bibbia. Alla Bibbia manca il pilastro linguistico di sostegno, poiché la lingua Aramaica è estinta. Inoltre, i Cristiani già la accettano come divina in ogni lingua. Perciò, se si dice ad un Cristiano che solo la Bibbia Aramaica è divina al 100%, egli ti definirà eretico. Il Corano semplicemente attua quel che manca alla Bibbia: un mezzo di comunicazione stabile. Notiamo immediatamente un serio svantaggio per la Bibbia, poiché nessun libro può essere tradotto in modo perfetto.  Perciò, Dio ha benedetto i seguaci della Bibbia inviando un’altra “Lettura” (Corano, in arabo): dal momento che la Bibbia originale è andata perduta, traduzione dopo traduzione, quindi i suoi seguaci non dovevano più affidare la loro salvezza eterna a una delle centinaia di parole bibliche tradotte erroneamente. I Monoteisti, ora, possiedono una difesa dagli scettici. Essi possono validamente indicare le traduzioni delle parole, mentre i seguaci della Bibbia non hanno questa difesa: le loro Bibbie sono infatti considerate le esatte parole di Dio. Alcuni Cristiani ritengono che i manoscritti Greci siano quelli redatti con il linguaggio originale, anche se prevale il consenso sul fatto che Gesù parlava Aramaico. Perciò, ogni lingua diversa dall’Aramaico (Greco, Tedesco, Inglese), è una traduzione dell’Aramaico. Quello che si ritiene essere il Vangelo originale è, in realtà, una traduzione dall’Aramaico orale nel Greco scritto. Perciò non c’è alcun modo, per i Cristiani, di utilizzare la spiegazione della traduzione. Non c’è, infatti, modo di verificare gli errori intercorsi tra ciò che Gesù disse verbalmente in Aramaico e la traduzione Greca dei suoi discorsi. Ci saranno ovviamente molti errori, perché i Greci, principalmente, erano idolatri, al contrario degli Ebrei di lingua semitica. 

 

(I.) Dio

1. Ha bisogno di tranquillità?

Errore: Nel passo che segue, la Bibbia, chiaramente, sbaglia nell’affermare che Dio riposi.

“Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto” (Genesi 2:2-3).

I narratori biblici riprendono in seguito l’idea che Dio abbia riposato, quando scrivono:

“ In sei giorni l’Eterno fece i cieli e la terra, e il settimo giorno si riposò e fu ristorato” (Esodo 31:17).

Spiegazione: Traduzione errata.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Secondo il Corano, Dio non mostra alcun attributo umano di debolezza o fatica, e, perciò, non ha bisogno di riposo. Questa asserzione errata su Dio che ha bisogno di riposo viene corretta, dalle stesse parole di Dio, quando Egli afferma:

“Già creammo i cieli, la terra e quel che vi è frammezzo in sei periodi, senza che Ci cogliesse fatica alcuna” (Corano 50:38).

Secondo il Santo Corano, il Testamento Ultimo, Dio non si stanca: “Non Lo prendon mai sopore né sonno” (Corano 2:255).

2. Ha bisogno di cibo?

 Errore: Dio mangia del cibo solido insieme ad Abramo (Genesi 18:1-8).

Spiegazione: I visitatori di Abramo erano soltanto degli uomini o degli angeli, Dio non si trovava insieme a loro.

Confutazione: Secondo il Matthew Henry Complete Commentary relativo a (Genesi 18:1-18), Dio era uno dei visitatori che mangiarono insieme ad Abramo.

Correzione: Dio è Bastante a Se Stesso, la sua condizione è al di là del bisogno

o del desiderio delle cose che permettono ad un essere umano di vivere, come il cibo. Qui vediamo che Dio corregge ciò che è scritto nella Genesi, dichiarando, nel Corano:

Di’: “Dovrei forse scegliere per patrono qualcun altro oltre ad Allah, il Creatore dei cieli e della terra, Lui che nutre e non ha bisogno di esser nutrito?” (Corano, 6:14).

3. Ha bisogno di dormire?

 Errore: “Poi il Signore si risvegliò come dal sonno, simile a un prode che grida eccitato dal vino” (Salmo 78:65).

“Risvegliati! Perché dormi, o Signore?” (Salmi 44:23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dove andremmo a finire noi, se Dio avesse bisogno di dormire? Dio, nel Corano, viene raffigurato in una luce autentica quando Lui, l’Onnipotente, descrive se stesso affermando: “Non Lo prendon mai sopore né sonno” (Corano 2:255).

4. Al buio o nella luce?

 Errore: Nella Bibbia ci sono più versi conflittuali. Nel primo di essi leggiamo: Dio dimora nella luce inaccessibile (1 Timoteo 6:16). Diversi altri passi sono contraddittori rispetto a questo:

Uno afferma che Dio dimora nel buio fitto (1 Re 8:12); 

In (Salmi, 18:11) si dice che Dio “Aveva fatto delle tenebre il suo velo, e per padiglione intorno a sé aveva posto l’oscurità delle acque e le dense nubi del cielo”; 

Infine, in (Salmi, 97:2) si legge: “Nuvole e tenebre lo avvolgono; giustizia e diritto sono a base del suo trono”.

Spiegazione: Si tratta di una espressione figurata, che non deve essere presa alla lettera: qui si descrive infatti, per mezzo di metafore, l’inaccessibilità di Dio.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [H] nella Mappa delle Confutazioni) Dio parla agli uomini, non a delle creature notturne che percepiscono la luce ed il buio in modo differente rispetto agli umani.  Alla luce della scrittura che è stata fatta scendere sugli uomini, dobbiamo considerare che i versi devono essere interpretati letteralmente, così come gli uomini li intendono. Lo scopo di una Sacra Scrittura non è, infatti, quello di confondere colui che ne dovrebbe beneficiare, al contrario, essa costituisce una guida ed un esempio da seguire. Ma come si può seguire un esempio che è passibile di interpretazioni differenti, o che non è comprensibile?

Se la Bibbia fosse stata mandata sulla terra per i pipistrelli e per altre creature notturne, allora interpreteremmo la luce con il significato di buio. Dal momento che non è questo il caso, la luce, per noi uomini, dovrebbe significare – e logicamente significa – luce.

Correzione: Nei versi che seguono, vediamo come il buio non sia un luogo nel quale noi stessi, come uomini, dovremmo mai trovarci. Figuriamoci se deve trovarsi lì il nostro Signore, l’Altissimo:

“Sono quelli che hanno scambiato la retta Guida con la perdizione. Il loro è un commercio senza utile e non sono ben guidati. Assomigliano a chi accende un fuoco; poi, quando il fuoco ha illuminato i suoi dintorni, Allah sottrae loro la luce e li abbandona nelle tenebre in cui non vedono nulla” (Corano 2:16-17)

“Allah è il patrono di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce. Coloro che non credono hanno per patroni gli idoli che dalla luce li traggono alle tenebre. Ecco i compagni del Fuoco in cui rimarranno in eterno” (Corano 2:257).

“O gente della Scrittura, ora è giunto a voi il Nostro Messaggero, per spiegarvi molte cose della Scrittura che voi nascondevate e per abrogarne molte altre! Una Luce e un Libro chiaro vi son giunti da Allah. Con essi Allah guida sulla via della salvezza quelli che tendono al Suo compiacimento. Dalle tenebre li trae alla luce, per volontà Sua li guida sulla retta via” (Corano 5:15-16).

5. Fa degli errori?

 Errore: La Bibbia adotta in modo continuativo un modello di umanizzazione di Dio, affermando:

“E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: … perché sono pentito d’averli fatti” (Genesi, 6:7).

Spiegazione: Tutti gli uomini sono peccatori; perciò, Dio non è soddisfatto della propria creazione.  Un’altra interpretazione afferma: Dio risponde alle situazioni ed al comportamento degli uomini con la compassione e con l’ira, e perciò può rattristarsi quando essi compiono il male.

Confutazione: Aggiungendo il danno alla beffa, gli apologeti biblici non soltanto insultano Dio, affermando che Egli non sia a conoscenza dello stato futuro degli uomini, ma sostengono anche che tutti gli esseri umani siano peccatori, anche se la Bibbia stessa afferma, altrove, che alcuni uomini furono perfetti.

Il nostro Dio Onnisciente conosce il futuro, e non si pente di alcuna azione compiuta, né prova rimorso per le Sue magnifiche creazioni. No, Dio non commette errori. Il Santo Corano corregge la nozione che fu concepita dalla Bibbia, la quale implicava che noi, come uomini, fummo un errore, e Dio non intendeva crearci così come siamo.  La verità è giunta da Dio, che ci dice chiaramente, nel santo Corano, che Egli voleva che noi fossimo vivi. Dio sia lodato.

Correzione: Il Corano ripristina il compimento del destino in riferimento alle creazioni di Dio affermando:

“Il mio Signore non sbaglia e non dimentica” (Corano 20:52).

In conclusione, noi siamo stati creati senza rimpianto. Siamo qui, oggi, perché Dio è compassionevole nei nostri confronti, e non si pente di averci creato. Egli, avendoci creato secondo la Sua volontà, conosce ogni nostro minimo aspetto, perciò, che sia o meno deluso o irato per il nostro comportamento, fin dal momento della nostra creazione, sapeva di cosa è capace l’uomo.

6. Dio può essere visto?

Errore: Nella Bibbia c’è una discrepanza comune a più versetti e che ha a che fare con la possibilità o meno che Dio possa essere stato visto dalle persone. I Cristiani, basandosi sull’assunto che considera Gesù come Dio, sostengono che noi abbiamo visto Dio, in forma corporale.

Inoltre, la Bibbia elenca alcuni Profeti che hanno visto Dio prima che Gesù giungesse sulla Terra:

“Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle” (Esodo 33:23).

“Or il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico” (Esodo 33:11).

“Ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita è stata risparmiata” (Genesi 32:30).

“Nell’anno della morte del re Uzziah, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio” (Isaia, 6:1).

“Poi Mosè ed Aaronne, Nadab e Abihu e settanta degli anziani d'Israele salirono, e videro il DIO d’Israele. Sotto i suoi piedi c'era come un pavimento lavorato di zaffiro, della chiarezza del cielo stesso. Ma egli non stese la sua mano contro i capi dei figli d'Israele; ed essi videro DIO, e mangiarono e bevvero” (Esodo, 24:9-11).

Vs.

Nessuno ha mai visto Dio (Esodo 33:17,20; Giovanni 1:18 e 5:37; Timoteo 6:15­16).

Spiegazione: Le persone citate nei diversi passi ebbero delle visioni, o dei sogni, o videro l’Angelo del Signore (Numeri 22:22-26; Giudici 13:21) e non, in realtà, Dio in se stesso. Per quanto riguarda (Giovanni 5:37), in esso si afferma che ad essere visto fu Dio il Padre e non Dio il Figlio (Ma non si tratta sempre di Dio? Il Figlio è “meno” Dio rispetto al Padre?).

Confutazione: I passi citati non dicono ‘visione, sogno, o Angelo’ del Signore, annunciano esattamente che la gente vide Dio (Esodo 24:9-11), che Dio fu visto, e che Egli apparve proprio come Dio (Esodo 6:2-3).

Correzione: Alcuni Cristiani sostengono di aver bisogno di vedere Gesù (in forma di idoli, come croci, dipinti e statue), per credere, e/o ricordare che Dio esiste. In risposta a questo bisogno, i Musulmani osservano che ogni cosa, nella natura, è la prova che Dio esiste.

Inoltre, come potremmo resistere alla magnifica vista del nostro Dio, che ha creato il Sole e tutte le altre stelle dell’Universo?

Il Signore dei cieli e della terra è troppo brillante, per i nostri occhi, per vederLo in questa vita. Persino i Profeti non sono stati in grado di vederLo, come Dio dice a Mosé in questo verso:

“E quando Mosè venne al Nostro luogo di convegno, e il suo Signore gli ebbe parlato, disse: “O Signor mio, mostraTi a me, affinché io Ti guardi”. Rispose: “No, tu non Mi vedrai, ma guarda il Monte; se rimane al suo posto, tu Mi vedrai”. Non appena il suo Signore si manifestò sul Monte esso divenne polvere e Mosè cadde folgorato. Quando ritornò in sé, disse: “Gloria a Te! Io mi pento e sono il primo dei credenti”” (Corano 7:143).

Dio è Eccelso, rispetto a coloro che fabbricano immagini ed idoli affermando che si tratti di Dio, mentre essi stanno descrivendo in modo falso Colui che non possono vedere:

“Gloria al Signore dei cieli e della terra, al Signore del Trono, ben al di sopra di quel che Gli attribuiscono” (Corano 43:82).

“Coloro che invece temono il loro Signore in ciò che è invisibile, avranno perdono e ricompensa grande” (Corano 67:12).

Ora capiamo che i nostri sensi umani non possono percepire Colui che ha originato l’Universo.

7. Dio ricorda tutto?
 Errore: La Bibbia dimostra che Dio dimentica. “Perché ci dimenticheresti per sempre e ci abbandoneresti per un lungo tempo?” (Lamentazioni 5:20). “Fino a quando, o Signore, mi dimenticherai?” (Salmi 13:1).Spiegazione: Nessuna. Correzione: Il Corano ci spiega che Dio ricorda ogni cosa: “Noi scendiamo solo per ordine del tuo Signore. A Lui appartiene tutto quello che ci sta innanzi, tutto quello che è dietro di noi e ciò che vi è frammezzo. Il tuo

Signore non è immemore” (Corano 19:64). “Il mio Signore non sbaglia e non dimentica “ (Corano 20:52).

8. Dio è debole nella lotta?

Errore: Nella Bibbia, Dio non è descritto come il Più Potente. Al contrario, è caratterizzato come un essere debole e privo di potere.

In (Genesi 32:24-30), viene descritta uno scontro fisico che ha luogo tra Dio e Giacobbe, dura tutta la notte e vede, alla fine, Giacobbe prevalere su Dio: “Così Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntar dell’alba. Quando quest’uomo vide che non lo poteva vincere, gli toccò la cavità dell’anca; e la cavità dell’anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui.

E quegli disse: “Lasciami andare, perché sta spuntando l’alba”. Ma Giacobbe disse: “Non ti lascerò andare, se non mi avrai prima benedetto!”. L’altro gli disse: “Qual è il tuo nome?”. Egli rispose: “Giacobbe”. Allora quegli disse: “Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, poiché tu hai lottato con DIO e con gli uomini, ed hai vinto”.

Giacobbe gli disse: “Ti prego, dimmi il tuo nome”. Ma quello rispose: “Perché chiedi il mio nome?”. E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, perché disse: “Ho visto Dio faccia a faccia, e la mia vita è stata risparmiata”.

Spiegazione: Il Jamieson, Fausset, Brown Bible Commentary elabora la giustificazione secondo la quale Giacobbe vide in quello scontro un’opportunità di estorcere a Dio una benedizione, e di trarre vantaggio dalla vulnerabilità di Dio:

“È evidente che Giacobbe era a conoscenza della persona di Colui contro cui lottò; e, credendo che il Suo potere, benché di gran lunga superiore a quello umano, fosse tuttavia limitato dalla Sua promessa di fargli del bene, decise di non perdere l’aurea opportunità di assicurarsi una benedizione. E nulla dà a Dio un piacere maggiore del vedere i cuori della Sua gente aderire con fermezza a Lui” (JFB commentary on Genesis 32:26).

Confutazione: Questa interpretazione conferma l’umanizzazione di Dio che viene operata dalla Bibbia.

Correzione: Dio è Onnipotente, e non può essere sconfitto da un uomo. La vera natura di Dio viene così descritta dal Corano:

“Egli è Colui che inizia la creazione e la reitera e ciò Gli è facile. A lui appartiene la similitudine più sublime nei cieli e sulla terra. È Lui l’Eccelso, il Saggio!” (Corano: 30:27).

“Non vedi che Allah ha creato i cieli e la terra secondo verità? Se volesse, vi farebbe perire e susciterebbe un’altra creazione” (Corano 14:19).

In questi versi del Corano troviamo gli attributi corretti di Dio. Se Dio l’avesse voluto, avrebbe potuto polverizzare Giacobbe e spazzare via tutta la gente.  Perciò Dio, nel Corano, non perde contro gli uomini.

9. Muove il ferro?

 Errore: Dio non è in grado di muovere il ferro.  “Il Signore fu con Giuda, che scacciò gli abitanti delle montagne, ma non poté espellere gli abitanti della pianura, perché muniti di carri di ferro” (Giudici 1:19).

SPIEGAZIONE: Dio non volle muovere il ferro perché l’esercito di Giuda fu disobbediente.

Confutazione: Gli apologeti biblici si contraddicono dicendo che la promessa fatta a Giuda era soggetta a condizioni; perciò, Dio non mosse il ferro appositamente. Nel passo in esame, però, non si accenna affatto a questo scenario. 

In altre esegesi, invece, la promessa fatta a Giuda è incondizionata: (Giudici 1:19) afferma chiaramente che Dio, indubbiamente, “aiutò l’esercito di Giuda e scacciò gli abitanti della montagna”, perciò non c’era animosità tra Dio e l’esercito di Giuda, fatto che invalida questa spiegazione.

Correzione: Nulla, nella creazione di Dio, è troppo potente perché Dio non possa distruggerlo:

“Nel Giorno in cui faremo muovere le montagne vedrai la terra spianata e tutti li riuniremo senza eccezione” (Corano 18:47).

“Ti chiederanno [a proposito] delle montagne; dì: “Il mio Signore le ridurrà in polvere”” (Corano 20:105).

10. La Reputazione di Dio?

 Errore: La Bibbia mostra Dio come un umano esitante, preoccupato di ciò che gli altri uomini possono pensare delle azioni da Lui intraprese per rafforzare la Legge. Anche se nella Bibbia le leggi furono infrante, essa mostra come Dio abbia tergiversato ad evocare la Giustizia quando un’offesa fu arrecata alla Sua stessa reputazione:

“Ma essi mi si ribellarono e non mi vollero ascoltare: non gettarono via gli abomini dei propri occhi e non abbandonarono gli idoli d’Egitto. Allora io decisi di riversare sopra di loro il mio furore e di sfogare contro di loro la mia ira, in mezzo al paese d’Egitto. Ma feci diversamente per riguardo al mio nome, perché non fosse profanato agli occhi delle genti in mezzo alle quali si trovavano, poiché avevo dichiarato che li avrei fatti uscire dal paese d’Egitto sotto i loro occhi. Così li feci uscire dall’Egitto e li condussi nel deserto” (Ezechiele, 20: 8-10).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Poiché la Bibbia mostra un Dio inquietante profanato dagli Israeliti, il Corano porta una luce più chiara nel mostrare un Dio fiducioso e coerentemente equo.

“E fra gli uomini vi sono coloro che attribuiscono ad Allah degli uguali e li amano come amano Allah. Ma coloro che credono hanno per Allah un amore ben più grande. Se gli empi potessero vedere, [come] quando vedranno il castigo, che tutta la forza è di Allah, e che Allah è implacabile nel castigo!” (Corano, 2:165).

11. In cerca di Adamo

 Errore: Dio non vede ogni cosa, e non è onnipresente (Genesi, 3:8-10).

Spiegazione: Dio divenne una manifestazione visibile, perciò non era più onnipresente.

Confutazione: I Cristiani non hanno mai compreso una cosa fondamentale: Dio significa Dio. L’Onnisciente, l’Audiente e Colui che tutto vede può ovviamente, per Sua natura, vedere ogni cosa, e la vede, ovunque, nel momento stesso in cui essa è.

Sembra impossibile? È per questo che Lo chiamiamo Dio.

Correzione: Dio è sempre a conoscenza di ciò che è nascosto e di quel che è visibile, nei cieli e sulla terra. Dio vede le nostre vite prima che noi stessi possiamo farlo, ed osserva i nostri pensieri più reconditi prima che noi stessi li pensiamo. Quindi, come può essere possibile che Dio non sia in grado di vedere ogni cosa?

“Non vedi che Allah conosce quel che è nei cieli e sulla terra? Non c’è conciliabolo a tre in cui Egli non sia il quarto, né a cinque in cui non sia il sesto; siano in più o in meno, Egli è con loro ovunque si trovino. Poi, nel Giorno della Resurrezione, li porrà di fronte a quello che avranno fatto. In verità Allah conosce ogni cosa” (Corano, 58:7).

12. Il Signore della Terra?

Errore: Dio è il Signore della terra (Salmi 24:1; 1 Corinzi 10:26) Vs. La terra è il regno del diavolo (Giovanni 12:31; 2 Corinzi 4:4).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dio è Colui che governa la Terra e il Cieli, e non permette a Satana di vagabondare, tentando l’uomo, senza Suo decreto.

“Appartiene ad Allah il regno dei cieli e della terra. Allah è onnipotente. In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell'alternarsi della notte e del giorno, ci sono certamente segni per coloro che hanno intelletto” (Corano, 3:189-190).

13. Dio è vicino?

 Errore: Dio è sempre vicino (Salmi, 46:1, 145:14; Giacomo 4:8) Vs. Dio non è sempre vicino (1 Samuele 28:6, Salmi 10:1, 22:1-2, Matteo 27:46).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: “In verità siamo stati Noi ad aver creato l’uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l’animo suo. Noi siamo a lui più vicini della sua vena giugulare” (Corano, 50:16).

14. Si alza per giudicare?

 Errore: Dio siede per giudicare la gente (Gioele, 3:12) Vs. Dio giudica la gente stando in piedi ((Isaia 3:13).

Spiegazione: Dio siede per ascoltare ogni caso, poi si alza in piedi per emettere il Giudizio.

Confutazione: La Bibbia non specifica: “Dopo aver ascoltato i casi, Dio si alza dal Trono per Giudicare”.

Inoltre, è inverosimile asserire che Dio sieda e si alzi miliardi di volte per miliardi di esseri umani; nemmeno i giudici umani siedono e si alzano durante le sedute giudiziarie. (Isaia 3:13) suggerisce che si tratti di un’alzarsi coerente, mentre gli apologeti biblici vorrebbero farci pensare che Dio svolga degli improbabili esercizi ginnici nel Giorno del Giudizio. 

Ma la questione più importante, molto oltre il fatto che Egli stia in piedi oppure si alzi, è: se Dio si pone al di là della condizione degli esseri umani (credo comune ad ogni religione), quale senso ha affermare che egli stia in piedi? 

Correzione: “Allah è il vostro Signore, Colui che in sei giorni ha creato i cieli e la terra e poi si è innalzato sul Trono. Ha coperto il giorno con la notte ed essi si susseguono instancabilmente. Il sole e la luna e le stelle sono sottomesse ai Suoi comandi. Non è a Lui che appartengono la creazione e l’ordine? La lode [appartiene] ad Allah Signore dei mondi!” (Corano, 7:54).

“[In quel Giorno] vedrai gli angeli circondare il Trono e rendere gloria e lode al loro Signore. Sarà giudicato tra loro con equità e sarà detto: «La lode appartiene a Allah, Signore dei mondi»” (Corano, 39:75).

“Allah! Non c’è altro dio che Lui, il Vivente, l’Assoluto. Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l’Altissimo, l’Immenso” (Corano, 2:255).

Perciò, il Trono di Dio è al di sopra di ogni cosa, e non c’è alcuna ragione per cui Egli debba alzarsi per i Giudizi.

15. Punizione Collettiva

 Errore: Dio non punisce i figli per i peccati dei genitori (Ezechiele 18:20) Vs. “…Punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione…” (Esodo 20:5).

Spiegazione: La colpa non si tramanda, ma ne vengono ereditate le conseguenze.

Confutazione: Primo, (Ezechiele 18:20) non distingue tra la colpa e le sue conseguenze, ma soltanto tra la giustizia e l’empietà.Secondo, la colpa, in molti casi, si rivela uguale o peggiore delle conseguenze. 

Terzo, molti altri versi della Bibbia non differenziano tra gli aspetti del peccato che non vengono tramandati (Geremia 31:30), (Salmi 49:7), (Deuteronomio 24:16).

Correzione: Dio punisce soltanto coloro che sono trasgressori e miscredenti. Contrariamente a quanto affermato dalla Bibbia, nel Corano Dio non punisce in massa:

“Chi segue la retta via, la segue a suo vantaggio; e chi si svia lo fa a suo danno; e nessuno porterà il peso di un altro. Non castigheremo alcun popolo senza prima inviar loro un messaggero” (Corano, 17:15).

16. Distruggera’ nuovamente il mondo?

 Errore: “… Io non maledirò più la terra a motivo dell’uomo, perché i disegni del cuore dell’uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza; e non colpirò più ogni cosa vivente, come ho fatto” (Genesi, 8:21).

Vs.

“…In quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate” (2 Pietro 3:10).

Spiegazione: Gli apologeti biblici danno una spiegazione molto traballante, affermando che ciò che Dio intese dire è che non verrà utilizzato nuovamente lo stesso metodo con cui fu mandato il diluvio: “Come ho fatto”.

Confutazione: Ciò che in realtà si legge nel passo è: “…e non colpirò più ogni cosa vivente, come ho fatto”, non “come ho fatto con l’acqua”, oppure “colpirò ogni cosa vivente in un modo diverso, la prossima volta”. 

In una interpretazione logica, che non fa uso di inserzioni artificiali ed intenzionali, e perciò false, questo passaggio dice: “Ho ucciso tutti, e non lo farò ancora”. 

“Come ho fatto” è una confessione, un’affermazione riguardante un’azione che è stata compiuta fatta da Colui che ha posto in essere l’azione di cui si parla. Non è un’omissione delle tattiche di genocidio che saranno riservate ad una presunta prossima volta.

Correzione: Primo, secondo il Corano non c’è ancora stata la distruzione di tutte le genti. Dio non stermina delle persone innocenti, e salverà quelli che Egli vuole.

A Dio è aperta la possibilità di distruggere i peccatori:

“Non vedi che Allah ha creato i cieli e la terra secondo verità? Se volesse, vi farebbe perire e susciterebbe un'altra creazione” (Corano, 14:19).

Perciò, Dio, nel Corano, non fa alcuna promessa contraddittoria, come invece accade nella Bibbia. Il Corano mostra un’opzione aperta, per il nostro Dio Giusto, di fare ciò che Egli vuole.

17. Vanità

 Errore: “Facciamo l’uomo a nostra immagine” (Genesi, 1:26).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Certamente la creazione non può essere uguale al Creatore, ed il Creatore non è uguale alle Sue creazioni. Dio è Eccelso, molto al di là delle creazioni del cielo e della terra, come afferma il Corano: “E nessuno è uguale a Lui” (112:4).

18. Misericordioso?

 Errore: Dio, nella Bibbia, ordina ai suoi seguaci, durante una battaglia, di uccidere ogni essere vivente, comprese le donne, i bambini e gli animali, ponendo così in essere una punizione collettiva sproporzionata e spietata.

“Così dice il Signore degli eserciti: Ho considerato ciò che ha fatto Amalek a Israele, ciò che gli ha fatto per via, quando usciva dall’Egitto. Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini” (1 Samuele 15:2-3).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dio, nel Corano, ordina ai Musulmani di avere pazienza nei confronti di coloro che li attaccano, e, se l’attacco persiste, di rivalersi unicamente nella misura in cui sono stati attaccati, senza eccedere l’entità della minaccia che è stata subita:

“Se punite, fatelo nella misura del torto subito. Se sopporterete con pazienza, ciò sarà [ancora] meglio per coloro che sono stati pazienti” (Corano 16:126).

19. Proposta indecente

Errore: Dio ordina ad Isaia di andare in giro nudo e scalzo per tre anni (Isaia 20:1-3).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dio non ordina nulla di indecoroso:

“Quando commettono qualcosa di turpe, dicono: “Così facevano i nostri avi, è Allah che ce lo ha ordinato”. Dì: “Allah non comanda la turpitudine. Direte, contro Allah, ciò che non conoscete?”” (Corano, 7:28).

(II.) I Profeti

I migliori tra gli uomini, colmati del messaggio e della potenza proveniente da
Dio. I nostri Messaggeri ed esempi di rettitudine.

20. Mosè uccise a causa del peccato?

 Errore: Tutte e tre le fedi Monoteiste venerano Mosé come Profeta Giusto. 

I seguaci dell’Ebraismo, addirittura, venerano Mosé come il più grande Profeta di Israele.

Per quanto riguarda i Cristiani, Mosé viene paragonato a Gesù. 

Analogamente, i Musulmani professano che Muhammad (pace su di lui) è il Profeta predetto (Deuteronomio 18:18): “Come Mosé”.

Tuttavia la Bibbia riporta che Mosé fu colpito da Dio con una morte umiliante. (Deuteronomio 32:51) dice che Mosé “è stato infedele” a Dio:

“In quello stesso giorno, il SIGNORE parlò a Mosè e disse: Sali su questo monte di Abarim, sul monte Nebo, che è nel paese di Moab, di fronte a Gerico, e guarda il paese di Canaan, che io do in possesso ai figli d’Israele. Tu morirai sul monte sul quale stai per salire e sarai riunito al tuo popolo, come tuo fratello Aaronne è morto sul monte Or ed è stato riunito al suo popolo, perché mi siete stati infedeli in mezzo ai figli d’Israele, presso le acque di Meriba, a Cades, nel deserto di Sin, in quanto non mi avete santificato in mezzo ai figli d’Israele. Tu vedrai il paese davanti a te, ma là, nel paese che io do ai figli d’Israele, non entrerai” (Deuteronomio 32:48-52).

La Bibbia rappresenta una morte tormentosa, per un Profeta che aveva dedicato la sua vita a Dio. Il Profeta Mosé avrebbe potuto ereditare il trono di Faraone; invece, egli sfuggì alle ricchezze ed ai piaceri di Faraone per Dio. Mosé mise in pericolo la propria vita combattendo da solo contro l’armata di Faraone. Avendo egli avuto fede in ogni momento, Dio lo protesse. Mosé, inoltre, trascorse decenni della sua vita cercando di condurre gli Israeliti ribelli attraverso il deserto torrido.

Gli scrittori della Bibbia pensano realmente che Dio avrebbe rivolto la Sua ira contro Mosé per la sua scelta di passare da ricco erede di Faraone ad umile profeta, uccidendolo? Ciò che è crudele, anche, nella morte di Mosé, è che gli fu ricordato dei suoi due amori prima dell’omicidio. A Mosé fu ricordata la morte di suo fratello Aronne, e la sua terra, in cui non sarebbe mai entrato, Israele.

Spiegazione: I commentatori biblici tentano di giustificare la morte di Mosé con i seguenti elementi:

                        (1) Avere colpito la roccia invece che averle parlato; 

                        (2) Aver parlato al popolo invece che alla roccia; 

                        (3) Aver parlato al popolo in modo rude ed averli chiamati “ribelli”;

                        (4) Aver rivendicato il merito dell’azione invece che averlo attribuito a Dio, “faremo uscire per voi acqua da questa roccia?” (Numeri, 20:10).

 

Confutazione: Il passaggio della Bibbia che comanda a Mosé di parlare alla roccia contraddice dei versi precedenti nella Bibbia stessa.

“Ecco io starò là davanti a te, sulla roccia che è in Oreb; tu colpirai la roccia: ne scaturirà dell’acqua e il popolo berrà”. Mosè fece così in presenza degli anziani d’Israele (Esodo 17:6).

Perciò, Mosé ha una storia ed un modello che lo vede colpire la roccia. Secondo la Bibbia, quindi, egli venne ucciso per avere obbedito a ciò che Dio gli disse di fare.

Correzione: Il Santo Corano mantiene l’integrità di Mosé e non sostiene il suo omicidio. Il Corano onora Mosé fino alla fine, e non gli attribuisce l’orribile omicidio, come invece fa la Bibbia:

“Li dividemmo in dodici tribù o nazioni. Quando il suo popolo gli chiese da bere, ispirammo a Mosè: “Colpisci la roccia con la tua verga”. Sgorgarono da essa dodici sorgenti e ogni tribù conobbe da dove avrebbe dovuto bere; prestammo loro l’ombra di una nuvola, e facemmo scendere la manna e le quaglie: “Mangiate le buone cose di cui vi abbiamo provvisto”. Non è a Noi che fecero torto, fecero torto a loro stessi” (Corano 7:160).

“E quando Mosè chiese acqua per il suo popolo, dicemmo: "Colpisci la roccia con il tuo bastone”. E, improvvisamente, sgorgarono dodici fonti, e ogni tribù seppe dove doveva bere! “Mangiate e bevete il sostentamento di Allah e non spargete la corruzione sulla terra” (Corano 2:60).

Qui il Corano afferma che Mosé fu senz’altro leale, e nei fatti seguì le direttive ricevute; le direttive reali e logiche ricevute per fare scaturire l’acqua dalla roccia consistevano nel colpire la roccia stessa, non nel “parlarle”.

In conclusione, in modo coerente, Mosé ha colpito la roccia per ottenere l’acqua. Egli, altrettanto coerentemente, obbedì a Dio. L’omicidio crudele ed angosciante subito per non aver parlato con una roccia non è consono alle leggi di Dio, di misericordia, logica e protezione dei Suoi Profeti.

Il Corano risolve l’incoerenza della Bibbia rivelando che a Mosé non fu mai detto di “parlare alla roccia”. Invece, a Mosé fu detto soltanto di colpire la roccia, così com’era stato ordinato nel passato. Mosé obbedisce a Dio ottenendo l’acqua che salva la vita agli Israeliti nel deserto. Perciò, Dio ricompensa Mosé, e, nel Corano, il suo onore viene salvato.

21. Aronne adorava gli idoli?

 Errore: Nella Bibbia quasi tutti i profeti sembrano compiere peccati gravi secondo la fede e la morale. I fatti vergognosi attribuiti ai profeti comprendono l’adorazione degli idoli da parte di Aronne:

“E Aaronne rispose loro: “Staccate gli anelli d’oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figli e delle vostre figlie, e portatemeli”. E tutto il popolo si staccò dagli orecchi gli anelli d’oro e li portò ad Aaronne. Egli li prese dalle loro mani e, dopo aver cesellato lo stampo, ne fece un vitello di metallo fuso. E quelli dissero: “O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto!” (Esodo, 32:2-4).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Per quanto riguarda l’atteggiamento assunto dal Corano verso l’idolatria, un verso rivelato a tale proposito ci dice: “Non paragonate nulla ad Allah. Allah sa e voi non sapete” (Corano, 16:74).

Anche lo stesso concetto biblico di missione profetica è differente da quello presentato nel Corano. Il Corano ritrae i profeti come il migliore modello di pietà e di rettitudine morale. Esso rifiuta l’affermazione che riguarda Aronne:

“Disse: “In tua assenza abbiamo tentato la tua gente e il Sâmirî li ha traviati”.

Ritornò Mosè al suo popolo pieno di collera e dispiacere, disse: “O popol mio, non vi ha fatto il vostro Signore una bella promessa? [L’attesa] del patto era troppo lunga per voi? Avete voluto che fosse su di voi la collera del vostro Signore e così avete mancato alla promessa che mi avevate fatto?

Dissero: “Non è per nostra volontà che abbiamo mancato alla promessa. Eravamo appesantiti dai gioielli di quella gente. Li abbiamo buttati, il Sâmirî li ha gettati e ne ha tratto un vitello dal corpo mugghiante”. E [tutti] dissero: “È il vostro dio, il dio di Mosè. [Mosè] ha dimenticato [di informarvene]!”. 

Che? Non vedevano che quello non poteva rispondere e non poteva apportar loro né danno né giovamento? 

Già Aronne li aveva avvertiti: “O popol mio, siete caduti nella tentazione! Il Compassionevole è veramente il vostro Signore. Seguitemi allora e obbedite ai miei ordini”.  

Risposero: “Non cesseremo di adorarlo finché che Mosè non sarà di ritorno”.

Disse [Mosè]: “O Aronne, cosa ti ha impedito, quando li hai visti sviarsi? Perché non mi hai raggiunto? Hai disobbedito ai miei ordini?”. 

Rispose: “O figlio di mia madre, non prendermi per la barba o per i capelli. Temevo che avresti detto: “Hai creato una divisione tra i Figli di Israele e non hai obbedito alle mie parole”” (Corano 20:85-94).

Il Corano esclude Aronne dal partecipare alla fabbricazione e all’adorazione del vitello d’oro, cosa che è invece riportata dalla Bibbia. Il Corano illumina il fatto che Aronne, semplicemente, non aveva un carattere ed una personalità forte quanto Mosé. Aronne, nonostante li avesse supplicati di smetterla, non riuscì a controllare gli Israeliti come avrebbe fatto suo fratello.

“Non inviammo prima di te nessun messaggero senza rivelargli: “Non c’è altro dio che Me. AdorateMi!”. Dicono: “Il Compassionevole Si è preso un figlio”. Gloria a Lui, quelli non sono che servi onorati, che mai precedono il Suo dire e che agiscono secondo il Suo ordine” (Corano, 21:25-27).

22. Il Profeta Davide.

Errore: Secondo la Bibbia, Davide commise il voyeurismo e l’adulterio con lamoglie di Uria, e fece uccidere lo stesso Uria (2 Samuele 11:2-15).

“Una sera Davide, alzatosi dal suo letto, si mise a passeggiare sulla terrazza del palazzo reale; dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno. La donna era bellissima.Davide mandò a chiedere chi fosse la donna. Gli dissero: “È Bat-Sceba, figlia di Eliam, moglie di Uria, l’Ittita”.Davide mandò a prenderla; lei venne da lui ed egli si unì a lei, che si era purificata dalla sua impurità; poi lei tornò a casa sua. La donna rimase incinta e lo fece sapere a Davide dicendo: “Sono incinta”. Allora Davide fece dire a Ioab: “Mandami Uria, l’Ittita”. Ioab mandò Uria da Davide.Quando Uria giunse da Davide, questi gli chiese come stavano Ioab e il popolo e come andava la guerra. Poi Davide disse a Uria: “Scendi a casa tua e lavati i piedi”. Uria uscì dal palazzoreale e gli furono mandate dietro delle vivande del re.

Ma Uria dormì alla porta del palazzo del re con tutti i servi del suo signore, e non scese a casa sua. Ciò fu riferito a Davide. Gli dissero: “Uria non è sceso a casa sua”. Allora Davide disse a Uria: “Tu hai fatto un lungo viaggio. Perché dunque non sei sceso a casa tua?”.

Uria rispose a Davide: “L’arca, Israele e Giuda stanno sotto le tende, Ioab mio signore e i suoi servi sono accampati in aperta campagna e io entrerei in casa mia per mangiare, bere e per coricarmi con mia moglie? Com’è vero che il Signore vive e che anche tu vivi, io non farò questo!”. Davide disse a Uria: “Trattieniti qui anche oggi, e domani ti lascerò partire”. Così Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il giorno seguente. Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé; lo ubriacò, e la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo lettuccio con i servi del suo signore, ma non scese a casa sua. La mattina seguente, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mezzo d’Uria. Nella lettera aveva scritto così: “Mandate Uria al fronte, dove più infuria la battaglia; poi ritiratevi da lui, perché egli resti colpito e muoia””.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: L’ispirato Profeta Davide, cui fu affidata la Sacra Scrittura, venne inviato sulla Terra per guidare gli esseri umani, e non certamente per mostrare i desideri vani che la Bibbia gli attribuisce:

“In verità ti abbiamo dato la rivelazione come la demmo a Noè e ai Profeti dopo di lui. E abbiamo dato la rivelazione ad Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e alle Tribù, a Gesù, Giobbe, Giona, Aronne, Salomone, e a Davide demmo il Salterio” (Corano, 4:163).

“Gli demmo Isacco e Giacobbe, e li guidammo entrambi. E in precedenza guidammo Noè; tra i suoi discendenti [guidammo]: Davide, Salomone, Giobbe, Giuseppe, Mosè e Aronne. Così Noi ricompensiamo quelli che fanno il bene. E [guidammo] Zaccaria, Giovanni, Gesù ed Elia. Era tutta gente del bene” (Corano 6:84-85).

23. La maledizione di Gesù?

 Errore: Chiunque chiami pazzo un’altra persona è destinato all’Inferno (Matteo, 5:22).

Vs.

Gesù dice che chiunque ascolti le sue parole e non le metta in pratica è unpazzo (Matteo, 7:26).

In (Matteo, 23:17-19), Gesù chiama i Farisei stolti ciechi. In (Matteo, 25:2-3,8),Gesù definisce stolte le vergini che non presero l’olio.Si tratta dello stesso termine greco che viene tradotto come pazzo in (Matteo,5:22) e stolto in (Matteo, 23:17-19).

Spiegazione: È quello che si dice, ma non ciò che si intende.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Iltermine pazzo non ha un doppio significato. Che la frase sia pronunciata con tono irato o dolce – Gesù era irato quando si rivolse ai Farisei, mentre parlava tranquillamente nel caso della parabola delle dieci vergini – il termine ha semprelo stesso significato.

Correzione: Dio, tra gli elevati attributi di cui dotò Gesù, gli conferì la saggezza,così che egli potesse guidare le folle sulla retta via. Che la gente credesse immediatamente alla verità, oppure rimanesse miscredente, Gesù non fu un uomo che insultava gli altri. Il Corano chiarisce che Gesù fu retto, degno di onore, e che parlò della Buona Novella che giungeva da Allah. Egli non proferì oscenità.

“Quando Gesù portò le prove evidenti disse: “Sono venuto a voi con la saggezzae per rendervi esplicita una parte delle cose su cui divergete. Temete Allah e obbeditemi” (Corano, 43:63).

“Mandammo poi sulle loro orme i Nostri messaggeri e mandammo Gesù figlio diMaria, al quale demmo il Vangelo. Mettemmo nel cuore di coloro che lo seguirono dolcezza e compassione; il monachesimo, invece, lo istituirono da loro stessi, soltanto per ricercare il compiacimento di Allah. Non fummo Noi a prescriverlo. Ma non lo rispettarono come avrebbero dovuto. Demmo la loro ricompensa a quanti fra loro credettero, ma molti altri furono empi” (Corano,57:27).

“O credenti, siate gli ausiliari di Allah, così come Gesù figlio di Maria chiedeva agli apostoli: “Chi sono i miei ausiliari [nella causa di] Allah?”. Risposero gli apostoli: “Noi siamo gli ausiliari di Allah”. Una parte dei Figli di Israele credette,mentre un’altra parte non credette. Aiutammo coloro che credettero contro il loro nemico ed essi prevalsero” (Corano 61:14).

24. Il delitto di Caino?

Errore: Secondo la Bibbia, il figlio di Adamo, Caino, commise un omicidio e non fu punito (Genesi 4:12-16).

Spiegazione: Dio non aveva ancora stabilito la pena capitale.

Confutazione: Il problema presentato da questa spiegazione è che la Bibbia non specifica “Non uccidere” fino ad (Esodo, 20:13); perciò, i lettori sono disorientati dal motivo per cui Caino viene lasciato libero.

Correzione: Il Corano chiarisce le motivazioni che portarono a stabilire la Legge che imponeva di “Non uccidere”, ed indica il momento in cui questa fu emanata, mentre la Bibbia lascia che i propri lettori presumano che la legge sia già nota. Da qui, l’idea che Caino scampi le conseguenze dell’omicidio.

“Racconta loro, in tutta verità, la storia dei due figli di Adamo, quando offrirono [ad Allah] un sacrificio, ed ecco che l’offerta di uno fu accettata e quella dell’altro no. Questi disse: “Ti ucciderò certamente!”.

Rispose il fratello: “Allah accetta solo da parte di coloro che Lo temono” Se alzerai la mano contro di me per uccidermi, io non l'alzerò su di te: io temo Allah, il Signore dei mondi. Voglio che tu ti addossi il mio peccato e il tuo, e allora sarai tra i compagni del Fuoco. Questa è la ricompensa per gli ingiusti”.

La sua passione lo spinse ad uccidere il fratello. Lo uccise e divenne uno di coloro che si sono perduti.

Poi Allah gli inviò un corvo che si mise a scavare la terra per mostrargli come nascondere il cadavere di suo fratello . Disse: “Guai a me! Sono incapace di essere come questo corvo, sì da nascondere la spoglia di mio fratello?”. E così fu uno di quelli afflitti dai rimorsi.

Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità” (Corano, 5:27-32).

25. Dove si trovava Mosé quando Dio lo chiamo’?

 Errore: Mosé viene chiamato da Dio in Egitto (Esodo 3:10) Vs. Mosé viene chiamato da Dio a Madian (Esodo, 6:10; Esodo 4:19).

Spiegazione: (Esodo, 6) fu una riconferma della chiamata da parte di Dio rivolta a Mosé, perché quest’ultimo, la prima volta, fu riluttante.

Confutazione: Mosé fu un Profeta leale e fedele, che obbedì a Dio dal primo momento in cui Egli gli affidò l’incarico. Inoltre, (Esodo, 6) non accenna assolutamente al suo essere una riconferma oppure un promemoria.

Correzione: Il Corano corregge lo scenario del Profeta immemore e rammaricato, descrivendo che questi aveva già lasciato l’Egitto quando fu chiamato da Dio per ritornare nella terra di Faraone.

“Mosé non era in Egitto quando Dio lo chiamò, perché in Egitto era stato accusato di un crimine e stava al di fuori di quel paese per evitare di essere perseguito” (Corano, 26:14).

Poi, Dio benedì Mosé, ed egli ritornò alla terra di Faraone:

“Sono fuggito da voi perché ho avuto paura di voi. [Ora] il mio Signore mi ha dato il discernimento e ha fatto di me uno dei [Suoi] Messaggeri” (Corano 26:21).

26. Profeta o Spirito?

 Errore: Nella Bibbia c’è confusione a proposito del criterio usato da Gesù quando dice:

“Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire” (Giovanni, 16:12-13).

Mentre Gesù parla chiaramente di una persona, i Cristiani affermano che Gesù stia predicendo lo Spirito Santo.

Molti considerano (Giovanni, 16:12-13) una delle molte predizioni del Profeta Muhammad (saas), e la predizione del Sacro Corano, come mostra questa nostra ricerca.

Spiegazione: È ciò che si dice, non quello che significa. (Giovanni, 16:12-13) è una predizione che riguarda lo Spirito Santo, non Muhammad (saas).

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Primo, i Trinitari affermano che lo Spirito Santo, Dio e Gesù siano tutti una sola entità, mentre Gesù, ovviamente, qui, in (Giovanni,16:12-13) stava parlando di qualcuno che è diverso da lui stesso. 

Gesù parla di se stesso in (v. 12), “(Io) Ho”, poi passa dal pronome personale “Io” ad “Egli”, piuttosto che mantenere costante il pronome personale “Io”. Gesù non dice: “Tornerò in futuro per finire di parlare”.

Secondariamente, sappiamo che lo Spirito Santo e Gesù non sono una medesima e sola cosa grazie a (Matteo 12:31):

“Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata”.

Tuttavia, dopo che i ladri a fianco di Gesù sulla croce lo insultarono e lo offesero, egli ne perdonò uno, e gli disse che sarebbe andato con lui in Paradiso (Luca, 23:43).

In terzo luogo, Gesù ammette di non avere nulla altro da dire; afferma che ogni cosa che il suo Creatore voleva che dicesse, lui l’aveva già detta:

“Perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio” (Giovanni, 15:15).

Questo conferma che un individuo che è diverso da Gesù dirà altre cose. Sarebbe un sintomo di schizofrenia se una persona dicesse: “Ho detto tutte le cose che mi sono state dette, e tornerò per dire altre cose da me provenienti, e glorificherò me stesso, e non dirò nulla di mia propria volontà, eccetto ciò che io stesso mi sono detto”.

Una persona ha la libera scelta di seguire la perplessità dei Trinitari, o di credere che (Giovanni,16:12-13) costituisca la logica predizione del Profeta Muhammad (saas), perché il nostro amorevole Dio non ci avrebbe lasciati per oltre 2.000 anni senza un’altra guida.

Correzione: Dio, nel Corano, conferma che (Giovanni,16:12-13) prediceva sicuramente Muhammad (pace su di lui) 

“…A coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nell’Ingil, colui che ordina le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose buone e vieta quelle cattive…” (Corano, 7:157).

Sicuramente scopriamo che questa è l’esatta descrizione del Profeta Muhammad, predetto nella Bibbia, che corregge l’errore e rimuove delle proibizioni dietetiche, mentre ne mantiene altre, come quella riguardante il maiale.

27. Colui che recita.

 Errore: C’è un abisso lungo duemila anni, nella Bibbia, che riguarda un profeta che è atteso. La profezia riguarda un uomo illetterato, cui è data la scrittura divina:

“Oppure si dà il libro a chi non sa leggere dicendogli: “Leggilo”, ma quegli risponde: “Non so leggere”” (Isaia, 29:12).

Molti considerano (Isaia, 29:11) come una delle molte profezie inerenti il profeta Muhammad (saas), e la predizione del Santo Corano, come viene evidenziato da questa ricerca.

Spiegazione: Bisogna comprendere il contesto nel quale è inserito il verso.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [C] nella Mappa delle Confutazioni) Qui il contesto parla di varie profezie diverse che non hanno un singolo ed univoco argomento.

Correzione: Il Sacro Corano riempie il vuoto interno alla Bibbia verificando che il Profeta Muhammad (saas) fu senz’altro colui che era stato predetto, e che reciterà il Libro Santo:

“A coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nell’Ingil, colui che ordina le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose buone e vieta quelle cattive, che li libera del loro fardello e dei legami che li opprimono. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno” (Corano, 7:157).

In questo modo, il Corano conferma che il profeta illetterato predetto nella Bibbia fu sicuramente Muhammad (saas). La predizione sorprendentemente precisa è inoltre colta dal seguente Hadith:

“L’angelo giunse a lui e gli chiese di leggere. Il Profeta rispose: “Io non so leggere” (Hadith Sahih Bukhari 1:1:003).

In conclusione, è evidente che il Corano riempie il vuoto presente nella Bibbia, concretizzando le profezie precedenti.

(III.) La Scienza

28. la Creazione degli esseri viventi

ERRORE: Nella Bibbia è presente una palese contraddizione che riguarda la creazione degli esseri viventi. Infatti, in (Genesi, 1:20-21) Dio trae tutti gli esseri viventi dall’acqua; al contrario, in (Genesi, 2:19) le forme viventi sono originate sulla terra.

SPIEGAZIONE: Errore di traduzione.

CONFUTAZIONE: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni).

CORREZIONE: Il Santo Corano, con la semplicità e la concisione che spesso lo contraddistinguono, indica come autentica la prima delle due affermazioni:

“Non sanno dunque i miscredenti che i cieli e la terra formavano una massa compatta? Poi li separammo e traemmo dall’acqua ogni essere vivente. Ancora non credono?” (Corano, 21:30). 

29. Incoerenza cronologica

 Errore: La Bibbia afferma che la terra fu creata in sei giorni (Genesi, 2:1), mentre gli scienziati moderni sostengono che, secondo i reperti archeologici, la terra fu creata in un lasso di tempo di milioni di anni.

Spiegazione: Errore di traduzione.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Il Corano è preservato intatto e viene considerato autentico se scritto in lingua araba. Con questa premessa, il vocabolo arabo utilizzato in riferimento alla creazione della terra, nel Corano in lingua araba, è “periodi” o “eoni”, invece che “giorni”, che è il termine che si trova nelle versioni bibliche:

“Allah è il vostro Signore, Colui che in sei periodi di tempo ha creato i cieli e la terra e poi si è innalzato sul Trono. Ha coperto il giorno con la notte ed essi si susseguono instancabilmente. Il sole e la luna e le stelle sono sottomesse ai Suoi comandi. Non è a Lui che appartengono la creazione e l’ordine? La lode [appartiene] ad Allah Signore dei mondi!” (Corano, 7:54).

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30. La Luce nell’Universo

 Errore: La Bibbia sostiene che, nel primo giorno della Creazione, nell’Universoci fu la luce.

“Dio disse: “Sia luce!”. E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce “giorno” e le tenebre “notte”. Fu sera, poi fu mattina: primo giorno” (Genesi, 1:3-5).

Tuttavia, in (Genesi 1:14) vediamo che il sole non fu creato fino al quarto giorno. Senza il sole non c’è luce; perciò, è semplicemente sbagliato affermare che cifosse la luce, quando il sole non era ancora stato creato.

Spiegazione: 1) Ci sono altre fonti di luce, nell’Universo, oltre al sole. 2) Il sole esisteva ma era bloccato dalle nubi, e riuscì a comparire soltanto nel quarto giorno.

Confutazione: 1) Se ci sono altre fonti di luce nell’universo, perché di notte è buio, prima che sorga il sole? 2) Dio, nella Bibbia, disse: “Ci siano luci nelfirmamento del cielo”. Non disse: “Le nubi si tolgano di mezzo”.

Correzione: Osserviamo come questa discrepanza non sia presente nelCorano, poiché quest’ultimo conferma ciò su cui gli scienziati moderni concordano, ossia, che gli elementi che compongono l’Universo furono creati improvvisamente. Questo fatto è conosciuto come la “Teoria del Big Bang”.

Poiché Dio, nel Corano, illumina gli scrittori della Bibbia, non c’è bisogno diessere confusi, in materia di luce nell’Universo:  “Non sanno dunque i miscredenti che i cieli e la terra formavano una massa compatta? Poi li separammo e traemmo dall’acqua ogni essere vivente. Ancora non credono?” (Corano, 21:30). 

31. La creazione della vita vegetale

 Errore: Anche se nella Bibbia ci sono delle verità che provengono da Dio e che non sono state alterate fino ai giorni nostri, sono anche presenti, senz’altro, degli altri passi che sono in palese disaccordo con fatti scientificamente accertati.  Un esempio riguarda la creazione delle piante sulla terra. Secondo la Bibbia, la formazione della vita vegetale ebbe inizio nel terzo giorno: “E Dio disse: “La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie”. E così avvenne” (Genesi, 1:11).

Il problema è costituito dal fatto che, sempre secondo la Bibbia, Dio non creò il sole fino al quarto giorno (Genesi, 1:14): la complessa formazione delle piante non può avere luogo senza la luce solare.

Spiegazione: Errore di traduzione.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Il Corano chiarisce che il cibo apparve due eoni dopo che la luce comparve nel cielo:

“Ha infisso [sulla terra] le montagne, l’ha benedetta e in quattro periodi di tempo di uguale durata ha distribuito gli alimenti” (Corano, 41:10).

(Corano, 41:11-12) usa gli avverbi thummah e fa, che significano “una serie di eventi”. Nessuno dei due, tuttavia, viene usato nel verso 10, che dice “quattro periodi” ed utilizza l’avverbio wa, che significa eventi “paralleli o sovrapposti”.

Perciò, osserviamo che il tempo totale trascorso per il completamento della formazione delle montagne e della crescita del cibo è di quattro periodi. In due di questi quattro periodi vediamo la luce:

“Stabilì in due periodi di tempo i sette cieli e ad ogni cielo assegnò la sua funzione. E abbellimmo il cielo più vicino di luminarie e di una protezione. Questo è il decreto dell’Eccelso, del Sapiente!”  (Corano, 41:12).

32. Gli animali creati prima dell’uomo?
ERRORE: Gli animali furono creati prima dell’uomo (Genesi, 1:24-27)

Vs.

L’uomo fu creato prima degli animali (Genesi, 2:7, 19).

SPIEGAZIONE: (Genesi, 2) è soltanto descrittivo, e i due capitoli non indicano con esattezza quando furono creati gli animali.

CONFUTAZIONE: Gli apologeti non comprendono che in (Genesi, 1), dopo che Dio ebbe creato gli animali, la decisione di creare l’uomo era già stata presa. Mentre in (Genesi, 2), dopo che l’uomo fu creato, Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo”, di qui, prese la decisione di creare gli animali.

Correzione: Logicamente, gli animali furono creati prima degli esseri umani perché questi ultimi potessero avere del cibo. Il Corano precisa qui la sequenza:

“Non vedi dunque che è davanti ad Allah che si prosternano tutti coloro che sono nei cieli e tutti coloro che sono sulla terra e il sole e la luna e le stelle e le montagne e gli alberi e gli animali e molti tra gli uomini? Contro molti [altri] si realizzerà il castigo. E chi sarà disprezzato da Allah non sarà onorato da nessuno. Allah fa quello che vuole” (Corano, 22:18).

33. Gli alberi creati prima dell’uomo

 Errore: Gli alberi furono creati prima dell’uomo (Genesi, 1:11-12; 26-27).

Vs.

L’uomo fu creato prima degli alberi (Genesi, 2:4-9).

Spiegazione: nessuna.

Correzione: Possiamo vedere come, nel Corano, la sequenza sia delineata correttamente e senza discrepanze:

“Egli è Colui che ha creato i cieli e la terra; e dal cielo ha fatto scendere per voi un’acqua per mezzo della quale Noi abbiamo fatto germogliare giardini rigogliosi; i cui alberi voi non sapreste far germogliare. Vi è forse un’altra divinità assieme ad Allah? No, quella è gente che attribuisce eguali [ad Allah]” (Corano, 27:60).

“Non vedi dunque che è davanti ad Allah che si prosternano tutti coloro che sono nei cieli e tutti coloro che sono sulla terra e il sole e la luna e le stelle e le montagne e gli alberi e gli animali e molti tra gli uomini? Contro molti [altri] si realizzerà il castigo. E chi sarà disprezzato da Allah non sarà onorato da nessuno. Allah fa quello che vuole” (Corano, 22:18).

34. Perché muoriamo

 Errore: Nella Bibbia, Paolo sostiene che gli uomini muoiano a causa del peccato. Egli asserisce che il primo uomo peccò, perdendo perciò l’immortalità, e, in seguito, la sua colpa fece si che tutti gli esseri umani fossero, apparentemente, “maledetti” con la morte.

Paolo accusa Adamo dicendo: “Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato...” (Romani, 5:12).

“Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo…” (1 Corinzi, 15:21-22).

“Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano peccato…” (Romani, 5:14).

“Perché il salario del peccato è la morte…” (Romani, 6:23).

Se Gesù pagò per i nostri peccati, perché noi continuiamo a morire?

SPIEGAZIONE: Gesù intendeva dire che continueremo a sperimentare una morte fisica, e saremo in seguito resuscitati (Giovanni, 11:25). 

La Bibbia parlava della morte in modo figurativo. Essa intende una morte spirituale, non fisica.

Confutazione: (1) In Giovanni 11:25, Gesù parlava delle persone che “erano già morte”; questo viene chiarito in (Giovanni 11:26), quando Gesù dice che quelli che sono ancora vivi non moriranno mai;

“Chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno” (Giovanni 11:26).

(2) Sappiamo che la Bibbia parlava di una morte fisica, e non spirituale, perché essa presenta degli esempi di modi in cui si può fisicamente morire, e afferma che, per i credenti in Cristo, essi sono inefficaci. Ad esempio: 

“Prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno (Marco 16:18)

Spiegazione: Gesù abolì la morte, ma non ha ancora avuto la possibilità di farlo concretamente.

Confutazione: Che la pretesa crocifissione abbia avuto o meno un grande significato; che essa abbia abolito la morte, o non l’abbia fatto; in realtà dobbiamo tuttora morire, quindi la risposta è che la presunta crocifissione non ha avuto significato.

Se dovessimo attendere la seconda venuta di Gesù, sarebbe troppo tardi; non sapremmo se Gesù avrà o meno rimosso la morte, poiché quello sarà il momento della Resurrezione.

Forse Paolo non sapeva se Gesù avrebbe o meno eliminato la morte, poiché non l’aveva ancora fatto.

Apparentemente, Paolo sviluppò una fiducia ingiustificata nella sconfitta della morte predicando coraggiosamente dei Vangeli contraddittori nelle terre degli Ebrei e dei Gentili. Essi cercarono perciò di catturarlo per ucciderlo, e, essendo egli riuscito a sfuggire alla morte per un soffio, trasse da qui la sua falsa ispirazione a fare osservazioni infondate sulla morte. In sostanza, ritenne che, come lui stesso era riuscito ad evitarla poiché credeva nella vita eterna, chiunque avesse fede in essa avrebbe potuto riuscirci.

Correzione: Fortunatamente, oggi gli scienziati sanno che la morte più comune è provocata… dall’ossigeno.

L’ossigeno è un elemento naturale, che agisce anche nella corrosione delle automobili e fa appassire i fiori. La stessa reazione che questo elemento produce sui metalli e sulla vita vegetale, l’ha anche sui nostri corpi, che fa lentamente invecchiare fino alla morte. Questo gas è un lento veleno che colpisce ogni vivente in modo diverso, proprio come provoca il deterioramento, a velocità variabile, dei metalli e delle piante.

Raccomandati dai medici, gli antiossidanti hanno dimostrato di rallentare il processo di invecchiamento. Nondimeno, essi non annullano la nostra “data di scadenza” e, infine, in un momento predeterminato, noi moriamo.

Il Santo Corano conferma questo processo naturale e non ci fornisce episodi di “peccato originale”. Esso ci dà, da parte del nostro Creatore, questi due fatti: la morte è un processo normale, e noi possiamo vivere soltanto per un certo periodo. Poi, ritorneremo a Dio:

“Fa parte dei Suoi segni la terra che vedi come affranta. Poi, quando facciamo scendere l’acqua, palpita e rigonfia. In verità Colui che le ridà la vita è Colui che ridarà la vita ai morti. In verità Egli è l’Onnipotente” (Corano, 41:39).

“Allah schiude il seme e il nocciolo: dal morto trae il vivo e dal vivo il morto. Così è Allah. Come potete allontanarvi da Lui?” (Corano, 6:95).

Quasi 1400 anni fa, prima che gli scienziati confermassero che l’origine della morte è la prolungata esposizione agli elementi presenti sulla terra, il Sacro Corano, in questi versi, ci paragonava agli altri organismi viventi. Riassumendo, si tratta di un ciclo comune, per la terra, essere prima sterile e poi riportata alla vita dall’acqua che discende da Dio Onnipotente.

Perciò, la causa della morte non è un peccato o una maledizione, ma è costituita dalle condizioni ambientali della Terra, come viene affermato dal Sacro Corano. Le rose, ad un certo punto, sono in piena fioritura e, non appena inizia ad avere effetto il processo di appassimento, la pianta si deteriora e, infine, è priva di vita. La rosa non è nata peccatrice, così come noi non siamo nati peccatori.

Questa prova concreta mostra, di nuovo, che la morte naturale non è una maledizione trasmessa; invece, essa è un processo fisiologico naturale.

“Ogni anima gusterà la morte. Vi sottoporremo alla tentazione con il male e con il bene e poi a Noi sarete ricondotti” (Corano, 21:35).

Significando che la morte è universale, che nessuna anima ne è esente, il termine “gusterà”, qui, supporta il fatto che la morte naturale è dovuta alla quantità massima di gas composti di ossigeno che il la struttura del vivente può assorbire.

“E invece si sono presi , all’infuori di Lui, divinità che, esse stesse create, nulla creano, e che non sono in grado neanche di fare il male o il bene a loro stesse, che non son padrone né della morte, né della vita, né della Resurrezione” (Corano, 25:3).

In questo verso viene affermato con precisione che né gli uomini né gli idoli che gli uomini creano e percepiscono come dei possono avere alcun controllo sulla morte; la morte è il momento finale di una necrosi inevitabile, e coloro che reputarono che degli idoli umani o pietrificati potessero rendere immortale un corpo umano perirono nell’errore.

Il Corano smonta ogni falsità di queste parabole su antichi dei incarnati che ci danno l’immortalità per mezzo di sacrifici o bevande rituali, in quanto la morte è un avvenimento inevitabile come il sorgere del sole:

“Egli è Colui che dà la vita e dà la morte, a Lui [appartiene] l’alternarsi del giorno e della notte. Non capite dunque?” (Corano, 23:80).

La divinità di questo ciclo è chiara. Se il sole non sorgesse, e la notte non coprisse le terre, tutta la Terra diventerebbe sterile, e con un sole costante, 24 ore al giorno, la terra seccherebbe.

Analogamente, se gli uomini non morissero, le risorse, su questa terra, si esaurirebbero. Siamo circondati da cicli, nel nostro Universo e al di fuori, che ci fanno nascere, che mantengono l’esistenza degli uomini; perciò, nei fatti, sia la nascita che la morte perpetuano la nostra presenza qui sulla Terra.

Nel Corano si fa riferimento a molti di questi cicli che generano e proteggono la vita sul nostro pianeta. Se una qualsiasi delle numerose sequenze – morte compresa – venisse eliminata dal fenomeno che si ripete, la razza umana, nel termine di un secolo, scomparirebbe.

Se osserviamo in modo realistico ciò che ci circonda, abbiamo bisogno della morte, e non possiamo esistere senza di essa. La vita e la morte sono una coppia perfetta come il giorno e la notte:

“Di ogni cosa creammo una coppia, affinché possiate riflettere” (Corano, 51:49).

La morte, nell’Islam, è un processo transizionale; morire non è una cosa di cui pentirsi:

“Non considerare morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Allah. Sono vivi invece e ben provvisti dal loro Signore” (Corano, 3:169).

In conclusione, sia il Corano che la scienza non considerano la morte un capro espiatorio; al contrario, la spiegano come un ciclo naturale.

35. La forma della Terra

 Errore: Nonostante il cambiamento a 180° compiuto dagli apologeti biblici moderni, rispetto ai precedenti 15 secoli di studiosi della Bibbia, abbiamo ancora, nella Bibbia stessa, dei passaggi che indicano senza possibilità di errore che la Terra è piatta.

“Egli alzerà un vessillo per le nazioni e raccoglierà gli espulsi di Israele; radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra” (Isaia, 11:12).

“Perché essa afferri i lembi della terra e ne scuota i malvagi?” (Giobbe, 38:13).

“Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta” (Apocalisse, 7:1).

“L’albero crebbe e divenne forte; la sua cima giungeva al cielo e si poteva vedere dalle estremità di tutta la terra” (Daniele, 4:11).

“Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria” (Matteo, 4:8).

Questo passaggio indica chiaramente che la terra ha quattro angoli, e che è possibile osservarne l’intero territorio da un capo all’altro. I moderni seguaci della Bibbia potrebbero non interpretare in questo modo questi passi, ma secoli di studiosi cristiani, prima di loro, lo fecero. Gli studiosi cristiani che, nel corso dei secoli, sostennero la credenza per la quale la terra era piatta furono:

Lattanzio (AD 245 – 325), di professione retorico, che a metà della sua vita si convertì al Cristianesimo.

Severino di Gabala (380).

Cosmas Indicopleustes, un cristiano greco orientale che affermava che la terra era piatta e si trovava posizionata in mezzo ai cieli, che consistevano in un arco a volta rettangolare.

Nei libri “Tremendous Treks” di Peter Kent e “Cristoforo Colombo” di Lucio Sorre, è documentato come la posizione cristiana più popolare tra le masse fosse quella che considerava piatta la terra.

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non quello che si intende. I quattro angoli si riferiscono, in realtà, ai punti cardinali, nord, sud, est e ovest.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Per tre ovvie ragioni, è inaccettabile che i quattro angoli si riferiscano ai punti cardinali che permettono l’orientamento.  La prima è che, quando la Bibbia illustra i punti cardinali, li nomina esattamente con il loro nome, senza utilizzare metafore, e non fa una descrizione dei “quattro angoli della terra”.

“La tua discendenza sarà come la polvere della terra, e tu ti estenderai a ovest e a est a nord e a sud; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza” (Genesi, 28:14).

Il secondo motivo per il quale il tentativo di modificare il significato dei “quattro angoli”, attuato dagli apologeti, fallisce, è che il termine “quattro angoli”, altrove, è impiegato per designare una struttura quadrata:

“Quand’ecco un vento impetuoso, venuto dal deserto, ha investito i quattro angoli della casa che è caduta sui giovani, ed essi sono morti. Io solo sono scampato per venire a dirtelo” (Giobbe, 1:19).

La terza ragione è che gli scrittori della Bibbia affermano di poter vedere tutti e quattro gli angoli della terra:

“Dopo queste cose, vidi quattro angeli che stavano in piedi ai quattro angoli della terra” (Apocalisse 7:1).

Perciò, confermando di poter vedere i quattro angoli di casa tua perché il pavimento è piatto, allora è piatta anche la terra su cui esso poggia.

Correzione: Il Corano afferma chiaramente e coerentemente che la forma della Terra è sferica:

“Dopo di ciò ha fatto la terra ovale” (Corano, 79:30). 

Il termine utilizzato dalla sola versione del Corano ritenuta autentica, ossia quella scritta in lingua araba classica, utilizza il termine dahaha – altrimenti traslitterabile dahhaahaa – che deriva da dahhyah, il cui significato è uovo.

Per onestà precisiamo che il verso presente nella versione italiana è: “Dopo di ciò ha esteso la terra”, ma è qui opportuno fare, una volta per tutte, una fondamentale precisazione.

Ogni copia del Corano che sia scritta in una lingua differente dall’arabo classico, secondo l’atteggiamento generale della religione islamica, non viene considerata copia conforme, ma soltanto traduzione interpretativa o parafrasi. Conseguentemente, in caso di difformità della traduzione italiana dall’originale arabo, ci atterremo a quest’ultimo.

36. La Terra si muove?

 Errore: Il motivo della vasta popolarità riscossa dalla nozione per cui la Terra era il centro dell’Universo tra le masse e all’interno della Chiesa, fino al 1600, è che la Bibbia afferma che la Terra è immobile, mentre gli altri corpi celesti si muovono intorno ad essa con moto circolare.

“L’Eterno regna; egli si è rivestito di maestà, l’Eterno si è ammantato, si è cinto di forza. Sì, il mondo è stabile, non sarà mai smosso” (Salmi, 93:1).

“Dite fra le nazioni: “L’Eterno regna; il mondo è stabilito fermamente e non sarà smosso; egli giudicherà i popoli con rettitudine”” (Salmi, 96:10).

“Egli ha fondato la terra sulle sue basi; essa non sarà mai smossa in eterno” (Salmi, 104:5).

“Tremate davanti a lui, o abitanti di tutta la terra! Sì, il mondo è stabile e non sarà smosso” (1 Cronache, 16:30).

Per dissipare ogni dubbio sul fatto che il “Pianeta” Terra sia immoto, si è trovato che il termine ebraico che indica la Terra è erets, che significa:

“Tutta la Terra (opposto ad una parte) e Terra (opposta a Cielo)” The KJV Old Testament Hebrew Lexicon.

Spiegazione: Questo passaggio viene interpretato letteralmente, invece che in modo simbolico o metaforico.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [H] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Il Santo Corano spiega che la terra non è un corpo celeste privo di movimento, e, al contrario, orbita come tutti gli altri corpi celesti.

“Egli è Colui che ha creato la notte e il giorno, il sole e la luna: ciascuno naviga nella sua orbita” (Corano, 21:33).

37. La Terra e' sorretta?

 Errore: La Terra non ha fondamenta (Giobbe, 26:7) Vs. La Terra è posta su pilastri (1 Samuele, 2:8; Giobbe 9:6).

Spiegazione: È quello che si dice, ma non ciò che si intende. Quando Dio dice: “i pilastri della Terra” intende indicare dei dispositivi di fissaggio, quali ad esempio le montagne.

CONFUTAZIONE: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Questa spiegazione sarebbe valida se (1 Samuele, 2:8) non affermasse: “Poiché le colonne della terra sono del Signore e su queste ha poggiato il mondo”. 

Poiché la Terra non è poggiata sulle cime delle montagne, siamo obbligati a concludere che la Bibbia stia parlando dei pilastri che stanno al di sotto della terra, non quelli soprastanti.

Correzione: Il Corano compone la contraddizione per la quale non è chiaro se ci siano o meno dei pilastri che sostengono la terra, dicendo:

“Allah è Colui che ha innalzato i cieli senza pilastri visibili e quindi Si è innalzato sul Trono…” (Corano, 13:2).

In conclusione, ci sono dei pilastri, soltanto, come viene affermato dal Corano, non si vedono.

38. Il Cielo è sorretto?

 Errore: Delle colonne o dei pilastri sostengono il cielo.

“Le colonne del cielo sono scosse, tremano alla sua minaccia” (Giobbe, 26:11).

Tuttavia, quando gli astronauti hanno viaggiato nello spazio, non hanno visto alcun pilastro.

SPIEGAZIONE: È ciò che si dice, non quello che si intende.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Il Santo Corano conferma ciò che hanno scoperto gli astronauti, 1400 anni prima che essi osservassero come non ci siano pilastri visibili così come la Bibbia li descrive. Una volta ancora, il Corano cancella un errore.

“Ha creato i cieli senza pilastri che possiate vedere, ha infisso le montagne sulla terra, ché altrimenti si sarebbe mossa e voi con essa e l’ha popolata di animali di tutte le specie. Abbiamo fatto scendere un’acqua [dal cielo] e abbiamo fatto germogliare ogni tipo di magnifica specie [di piante]” (Corano, 31:10).

39. La durata della vita?

 Errore: La Bibbia fornisce dei limiti massimi di durata della vita che, nel Corano, sono assenti.

Vivremo fino a 120 anni = “Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni»” (Genesi, 6:3).

Vivremo fino a 101 anni = “Non ci sarà più un bimbo che viva solo pochi giorni, né un vecchio che dei suoi giorni non giunga alla pienezza; poiché il più giovane morirà a cento anni e chi non raggiunge i cento anni sarà considerato maledetto” (Isaia, 65:20).

Vivremo fino a 80 anni = “I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni; o, per i più forti, a ottant’anni; e quel che ne fa l’orgoglio, non è che travaglio e vanità; perché passa presto, e noi ce ne voliam via” (Salmi, 90:10).

Anche se le tre indicazioni sulla durata della vita differiscono, la più grossa incoerenza si palesa tra (Salmi, 90:10) per il quale, se siamo forti, arriveremo a ottant’anni, ed (Isaia, 65:20), per cui se uno non arriva a cento sarà maledetto. Di conseguenza, secondo le stesse aspettative della Bibbia, la maggioranza degli uomini sarà appunto maledetta, poiché è raro che una persona raggiunga i 100 anni di età.

Spiegazione: La longevità decrebbe nel corso del tempo a seguito di una maledizione di Dio (Genesi, 6:3).

Confutazione: Primo: Si presume che Gesù, nella Bibbia, abbia rimosso tutti i peccati del passato. Tuttavia, raramente la maggior parte degli uomini raggiunge i cento anni. Secondo, la presunta maledizione di Dio fa si che la durata della nostra vita diminuisca da 900 anni a 120, e raramente qualcuno vive fino a quell’età. Terzo, questa scusa della maledizione non è valida perché molte persone, dal momento in cui fu lanciata questa presunta maledizione, hanno superato l’età che si ritiene massima. Una valutazione ulteriore rivela che molte persone superarono la durata della vita disposta dalla Bibbia:

Noè, 950 anni (Genesi, 9:29). Sem, 600 anni (Genesi, 11:10-11). Arpacsad, 438 anni (Genesi, 11:12-13). Selach, 433 anni (Genesi, 11:14-15). Eber, 464 anni (Genesi, 11:16-17). Peleg, 239 anni (Genesi, 11:18-19). Reu, 239 anni (Genesi, 11:20-21). Serug, 230 anni (Genesi, 11:22-23). Terach, 205 anni (Genesi, 11:32). Isacco, 180 anni (Genesi, 35:28). Abramo, 175 anni (Genesi, 25:7) Nacor, 148 anni (Genesi, 11:24-25). Giacobbe, 147 anni (Genesi, 47:28). Giobbe, 140 anni (Genesi, 42:16-17). Amram, 137 anni (Esodo, 6:20). Ioiadà, 130 anni (2 Cronache, 24:15). Sara, 127 anni (Genesi, 23:1).

Perciò la longevità non decrebbe secondo l’affermazione degli apologeti. Essa fu sporadica. Infatti, secondo gli scienziati del nostro tempo, con la scoperta di varie cure, la nostra longevità sta crescendo.

Correzione: Il Corano corregge le affermazioni discordanti sulla possibile durata della vita dicendo semplicemente:

“È Allah che dà la vita e la morte” (Corano, 3:156).

“Ogni comunità ha un termine stabilito, e quando il suo tempo giunge, non ci sarà ritardo né anticipo di un’ora” (Corano, 7:34).

“E non uccidete, senza valida ragione, coloro che Allah vi ha proibito di uccidere. Se qualcuno viene ucciso ingiustamente, diamo autorità al suo rappresentante; che questi però non commetta eccessi [nell’uccisione] e sarà assistito” (Corano, 17:33).

“Nessuno muore se non con il permesso di Allah, in un termine scritto e stabilito” (Corano, 3:145).

“Abbiamo decretato per voi la morte e non potremo essere sopravanzati” (Corano, 56:60).

Perciò, con il Corano, che è libero dalle previsioni incoerenti sulla durata della vita umana che fanno parte della Bibbia, comprendiamo che è Dio a controllare la longevità. La morte non è una maledizione; essa è una condizione umana naturale, che può avere luogo in qualsiasi momento. Perciò è importante adorare Dio ogni giorno, e non attendere 120 anni per incontrare il nostro Creatore.

40. Sulla Terra per sempre?

 Errore: La Terra durerà per sempre (Ecclesiaste, 1:4) Vs. La Terra sarà distrutta (2 Pietro, 3:10).

Spiegazione: Traduzione errata.

Correzione: La vita di questo mondo è breve, anche se nessuno di noi sa quanto durerà.

“[Avverrà ciò] nel Giorno in cui la terra sarà trasformata e [parimenti] i cieli, in cui gli uomini compariranno di fronte ad Allah, l’Unico, il Supremo Dominatore” (Corano, 14:48).

41. La ricerca della conoscenza

ERRORE: La gioia della saggezza (Proverbi 3:13-15) Vs. La miseria della saggezza (Ecclesiaste 1:18).

Spiegazione: Salomone ricerca la saggezza terrena invece di quella Divina.

Confutazione: Ogni cosa che sta sotto e sopra il cielo è opera di Dio, e ricercare la saggezza attraverso la conoscenza è un atto santo.

Correzione: Il Corano ci insegna, coerentemente, che perseguire la saggezza è una chiave per la felicità:

“Ma quelli di loro che sono radicati nella scienza, e i credenti, credono in quello che è stato fatto scendere su di te e in quello che è stato fatto scendere prima di te, eseguono l’orazione, pagano la decima e credono in Allah e nell’Ultimo Giorno: daremo loro mercede immensa” (Corano, 4:162).

42. Esaminando l’Embriologia

 Errore: Nell’esaminare l’embriologia così come viene descritta nella Bibbia, scopriamo delle discrepanze rispetto alla conoscenza scientifica moderna. Troviamo anche una stupefacente somiglianza con il pensiero degli antichi teorici dell’embriologia.

“Ricordati, ti prego, che mi hai plasmato come argilla, e che mi farai ritornare in polvere! Non mi hai forse versato come il latte, e fatto coagulare come il formaggio? Tu mi hai rivestito di pelle e di carne, e mi hai intessuto di ossa e di nervi” (Giobbe, 10:9-11).

Il paragone dell’embriologia con la fabbricazione del formaggio è sorprendentemente identica ad un paragone che l’antico filosofo greco Aristotele fa nel libro Sulla Generazione degli Animali (pg. 64-65).

Inoltre, la nozione di essere “cucito insieme” nell’utero sembra essere un tema ricorrente:

“Sì, tu hai formato le mie interiora, tu mi hai intessuto nel grembo di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo; le tue opere sono meravigliose, e io lo so molto bene” (Salmi, 139:13-14).

Spiegazione: Traduzione errata.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Queste incoerenze della Bibbia vengono corrette dalla spiegazione dell’embriologia presente nel Corano:

“Vi crea nel ventre delle vostre madri, creazione dopo creazione, in tre tenebre [successive]” (Corano, 39:6).

“Poi ne facemmo una goccia di sperma [posta] in un sicuro ricettacolo” (Corano, 23:13).

“Poi di questa goccia facemmo un’aderenza e dell’aderenza un embrione; dall’embrione creammo le ossa e rivestimmo le ossa di carne. E quindi ne facemmo un’altra creatura. Sia benedetto Allah, il Migliore dei creatori!” (Corano, 23:14).

Il verso 23:14 indica che, stadio dopo stadio, si formano le ossa e i muscoli. Questa affermazione concorda con le scoperte scientifiche. Prima si forma la cartilagine, poi i muscoli e la carne si formano intorno ad essa dal mesoderma somatico.

Questa sequenza corregge l’affermazione della Bibbia secondo cui si forma prima la pelle e poi questa viene “saldata” sulle ossa (Giobbe, 10:10). Il Corano smonta anche ogni falsa credenza che vede l’essere umano “versato” come latte che poi viene trasformato in una uguale quantità di formaggio. Invece, noi siamo creati da una goccia che cresce in stadi. Come sappiamo, quando il latte viene cagliato, si “rapprende” divenendo formaggio. La Bibbia descrive un processo embriogenetico inverso rispetto a quello dimostrato dagli scienziati moderni e confermato nel Corano: una goccia si “espande” diventando un neonato.

Secondo Keith L. Moore, PhD, Professore di Anatomia della University of Toronto: “Negli ultimi tre anni ho lavorato con l’Embriology Committee della King Abdulaziz University di Jeddah, Arabia Saudita, aiutando i membri ad interpretare le molte affermazioni, contenute nel Corano e nella Sunna, che si riferiscono alla riproduzione umana ed allo sviluppo prenatale. All’inizio fui sbalordito dall’accuratezza delle asserzioni messe per iscritto nel settimo secolo dell’Era cristiana, prima che fosse stabilita la scienza dell’embriologia”.

Il Corano ha rivelato il processo della nascita secoli prima che le moderne macchine a raggi X potessero convalidarlo, dimostrano in questo modo la sua Divinità e correggendo il processo embriologico falso descritto nella Bibbia.

(IV.) Le Leggi

43. Concupire i beni?

 Errore: Non concupire i beni materiali (Esodo 20:17) Vs. Ricercate i beni materiali (1 Corinzi 12:31).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. In (1 Corinzi 12:31)“cercare ardentemente” significa “desiderare in modo permesso”.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni). NellaBibbia ogni genere di invidia è proibito (Proverbi 14:30).  Secondo, (Esodo, 20:17), essa non differenzia tra la concupiscenza riguardante beni materiali e immateriali.  Infine, la tentazione dei beni terreni, nella Bibbia, proviene soltanto dal diavolo, e perciò è solo proibita.

“Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno. Ciascuno invece è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza»” (Giacomo,1:13-14).

Correzione: Il Corano corregge la Bibbia in modo coerente, specificando che laconcupiscenza è un peccato:

“Non invidiate l’eccellenza che Allah ha dato a qualcuno di voi: gli uomini avranno ciò che si saranno meritati e le donne avranno ciò che si saranno meritate. Chiedete ad Allah, alla grazia Sua. Allah in verità conosce ogni cosa” (Corano, 4:32).

44. La giovenca del perdono?

 Errore: Si può usare una giovenca per perdonare un omicidio (Deuteronomio, 21:1-9) Vs. Non è possibile perdonare un omicidio sacrificando una giovenca (Numeri, 35:33; Salmi, 49:7).

In (Deuteronomio, 21:1-9), la Bibbia racconta che se gli Ebrei uccidevano un uomo innocente, venivano perdonati semplicemente sacrificando una mucca. Questa è davvero una degradazione della vita umana, e ciò che disturba ancora di più è che gli editori della Bibbia possono essere stati motivati a riportare la storia in questo modo per alleviare la colpa del popolo ebraico. Questa storia biblica è in linea anche con la credenza, propria degli Ebrei provenienti

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dall’antico Egitto, che la mucca fosse un animale sacro, e che ucciderne una fosse equivalente ad uccidere una persona.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano chiarisce questa descrizione con una giusta accuratezza. Il Corano conserva l’enorme valore della vita umana, e mostra Dio come un Retto Giudice delle cose umane. In esso, la giovenca fu usata per rivelare l’assassino nascosto, e non perché un omicida potesse riscattarsi dal proprio atto:

“Avevate ucciso un uomo e vi accusavate a vicenda.... Ma Allah palesa quello che celate. Allora dicemmo: “Colpite il cadavere con una parte della giovenca”. Così Allah resuscita i morti e vi mostra i Suoi segni affinché possiate comprendere” (Corano, 2:72-73).

Mostrando così che l’assassino non può nascondersi, perché Dio conosce ogni cosa, e può, così riportare alla vita il morto perché riveli l’identità dei suoi aggressori; e, allo stesso tempo, correggendo la nozione per cui una mucca può essere usata come espiazione per un omicidio.

45. Il celibato è preferito?

 Errore: Il matrimonio viene incoraggiato (Genesi, 2:18-24; 1 Timoteo 4:1-5) Vs. Il matrimonio viene scoraggiato (1 Corinzi 7:8).

Spiegazione: È quello che si dice, ma non ciò che si intende. Paolo non dice“Non sposatevi”, sta solo affermando “È meglio non sposarsi”.

Confutazione: Primo, questa spiegazione aggiunge un altro errore alla contraddizione, in quanto Dio, nella Bibbia, dice che è meglio essere sposati:

“Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile»” (Genesi, 2:18).

Secondariamente, più avanti (1 Corinzi), Paolo si ripete dicendo ad ogni singola persona di non sposarsi:

“Non sei legato a una moglie? Non cercar moglie” (1 Corinzi 7:27).

Questo comandamento di Paolo nella Bibbia è stato seguito alla lettera dai Sacerdoti Cristiani in tutto il mondo, che hanno rinunciato al matrimonio per una vita di celibato. Ciò dimostra che Paolo non sta soltanto dando un suggerimento, ma, invece, emana una legge conflittuale.

Correzione: L’Islam rispetta la natura umana. Esso è noto come la “religione naturale”, perché è in armonia con il corpo, la mente e l’anima dell’uomo. Il Corano ci insegna:

“Unite in matrimonio quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti. E se sono bisognosi, Allah li arricchirà della Sua Grazia. Allah è largo nel dare e sapiente” (Corano, 24:32).

“Oggi vi sono permesse le cose buone e vi è lecito anche il cibo di coloro ai quali è stata data la Scrittura, e il vostro cibo è lecito a loro. [Vi sono inoltre lecite] le donne credenti e caste, le donne caste di quelli cui fu data la Scrittura prima di voi, versando il dono nuziale - sposandole, non come debosciati libertini! Coloro che sono miscredenti vanificano le opere loro e nell'altra vita saranno tra i perdenti” (Corano, 5:5).

In conclusione, le gerarchie proprie della Chiesa Cristiana, come i Sacerdoti e le Suore, in violazione della natura, non si sposano. Mentre tutti i Musulmani, compresi Sheikh, Imam, Mufti e Ministri, sono incoraggiati a sposarsi. L’Islam rispetta il modo in cui Dio ci ha forgiati.

46. Halal è Kosher

 Errore: La Bibbia afferma che alcune leggi furono emanate come forma di punizione per la disobbedienza:

“Perché non avevano praticato le mie leggi, anzi, avevano disprezzato i miei decreti, profanato i miei sabati e i loro occhi erano sempre rivolti agli idoli dei loro padri. Allora io diedi loro perfino statuti non buoni e leggi per le quali non potevano vivere. Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore” (Ezechiele, 20:24-26).

Quando analizziamo la Bibbia, scopriamo che alcune disposizioni in materia di nutrizione si pongono nella categoria delle “leggi cattive” impartite a certi popoli desolati. Ad esempio, sappiamo che, per la gente che vive nel deserto, l’inedia era molto comune, e, per loro, la proibizione di alcuni cibi significava la morte.

Considerando prioritari la salute ed il benessere dei Monoteisti, alcuni cibi nutrienti, che, come il gambero, il coniglio, parti del cammello, alimenti di origine marina come il granchio e i frutti di mare, che furono, in precedenza, proibiti nella Bibbia, nel Corano sono permessi:

“Ma non mangerete quelli che rùminano soltanto o che hanno soltanto l’unghia bipartita, divisa da una fessura e cioè il cammello, la lepre, l’ìrace, che rùminano ma non hanno l’unghia bipartita; considerateli immondi” (Deuteronomio, 14:7).

“Fra tutti gli animali che vivono nelle acque potrete mangiare quelli che hanno pinne e squame; ma non mangerete nessuno di quelli che non hanno pinne e squame; considerateli immondi” (Deuteronomio, 14:9-10).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Vediamo che i cibi che erano stati interdetti nella Bibbia, e tuttavia consentiti dal Corano, sono quelli che non causano danno o malattia secondo i test medici. La salute è uno dei temi centrali del Corano.

“[Sarà detto loro]: «Mangiate e bevete in serenità, [ricompensa questa] per quel che avete fatto!»” (Corano, 52:19). 

Dio ha fatto scendere il Corano come una misericordia verso l’umanità; in esso, ci ricorda della disposizione contenuta in (Ezechiele, 20:24):

“Ai giudei abbiamo vietato tutti gli animali ungolati. Vietammo loro il grasso dei bovini e degli ovini, a parte quello del dorso, delle viscere o quello frammisto a ossa. Così li compensammo della loro ribellione. In verità Noi siamo veridici” (Corano, 6:146). Vedi anche (Corano, 3:93 e 4:160).

Una tale restrizione, nel deserto di Israele e dell’Arabia, avrebbe sicuramente provocato la morte per inedia del seguace, e reso esiguo il numero dei credenti nella popolazione, poiché Dio ha promesso di mandare in rovina gli Israeliti. 

Ad esempio, Dio proibì agli Israeliti dei cibi sia nutrienti che non nutrienti, mentre perdonava a coloro che si pentivano e ritornavano ad Allah. La migliore conoscenza scientifica moderna ci dice che non c’è ragione per cui il coniglio o il cammello siano meno salutari della carne di mucca o di capra. Con la scarsità di cibo che c’è nel deserto, la proibizione di cibarsi di carne sana significava la morte. Perciò, Dio fece scendere il messaggio di perdono contenuto nel Santo Corano per gli Israeliti che si pentirono, le loro leggi sull’alimentazione furono mantenute kosher, ma come misericordia, piuttosto che come maledizione:

“Facciamo scendere nel Corano ciò che è guarigione e misericordia per i credenti e ciò che accresce la sconfitta degli oppressori” (Corano, 17:82).

“Quando viene letto il Corano, prestate attenzione e state zitti, ché vi sia fatta misericordia” (Corano, 7:204).

Un esempio di questa misericordia alimentare viene riportato nel Corano:

“E le [vittime sacrificali] imponenti ve le indicammo come elementi rituali. In ciò vi è un bene per voi! Menzionate su di loro il Nome di Allah quando le apprestate [al sacrificio], poi, quando giacciono [senza vita] sul fianco, mangiatene e nutrite chi è discreto nel bisogno e chi chiede l’elemosina. Così ve le assoggettammo affinché siate riconoscenti” (Corano, 22:36).

Dio, in questo verso, rivela che il cammello, in realtà, è nutriente, mentre nella Torah era proibito, non per ragioni di salute, come il maiale, ma per la disobbedienza degli Israeliti. Dio spiega anche che ci viene misericordiosamente permesso di assumere dei cibi che, in precedenza, erano proibiti, in modo che possiamo essere soddisfatti e non mendicare.

Piuttosto che mendicare il cibo o morire di inedia per una legge biblica posta sugli antichi Israeliti per un altrettanto antico atto di disobbedienza, i Monoteisti moderni sono perdonati, e viene loro consentito di cibarsi di cibi salutari, mentre sono loro ancora vietati solo quegli alimenti che sono considerati nocivi per il corpo.

47. Vegetariani?

 Errore: Mangiate soltanto i vegetali (Genesi, 1:29-30) Vs. Mangiate tutto [Carni e Vegetali] (Genesi, 9:3).

Spiegazione: I comandamenti più recenti sostituiscono quelli precedenti.

Confutazione: Questa scusa sarebbe accettabile, tranne per il fatto che i comandamenti più recenti continuarono a sostituire quelli precedenti nella Bibbia:

“È bene non mangiare carne, né bere vino, né fare cosa alcuna che porti tuo fratello a inciampare o ad essere scandalizzato o essere indebolito” (Romani, 14­21).

Correzione: Il Corano è privo di incoerenze, poiché ci insegna sempre che ci sono permessi sia le carni che i vegetali, con l’eccezione di quel tipo di carne che può essere dannosa per la nostra salute, come quella suina.

“[Allah] vi ha proibito la carogna, il sangue e la carne di maiale e l’animale sul quale sia stato invocato altro nome che quello di Allah. Quanto a colui che vi sia costretto senza essere né ribelle né trasgressore, in verità Allah è perdonatore, misericordioso” (Corano, 16:115).

48. La ragione del Sabato

ERRORE: Il Sabato è festivo perché Dio riposò nel settimo giorno, dopo avere creato l’Universo (Esodo 20:11) Vs. Il Sabato è festivo perché Dio, in quel giorno, liberò gli Israeliti dalla schiavitù dell’Egitto (Deuteronomio, 5:15).

“Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che l’Eterno, il tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso; perciò l’Eterno, il tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno di Sabato”.

SPIEGAZIONE: I due passaggi sono complementari; ci possono essere più ragioni per obbedire ad una particolare legge.

CONFUTAZIONE: Sarebbe sufficiente, per gli uomini, fare del Sabato un giorno festivo in segno di gratitudine verso Dio per avere creato l’Universo. Non sarebbe da Dio cercare continuamente di indurre gli uomini a rispettare il Sabato per averli fatti fuggire, in quel giorno, dall’Egitto.

Secondo, (Deuteronomio, 5:15) parla di una singola ragione, non di più motivazioni:

“Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che l’Eterno, il tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso; perciò l’Eterno, il tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno di Sabato” (Deuteronomio, 5:15).

Dio non dice: “Questa è una delle ragioni per le quali Io vi ordino di osservare il Sabato”.

Terzo, non c’è prova che Adamo ed Eva, insieme a tutti i profeti che precedettero Mosé, abbiano mai festeggiato o osservato il Sabato, il che indica che con (Deuteronomio, 5:15) tale disposizione diviene Legge.

CORREZIONE: Il Santo Corano corregge più false credenze in questa spiegazione. (Corano, 50:38) chiarisce che:

L’Universo non fu creato in sei giorni, ma piuttosto in 6 periodi, cosicché il giorno,nel suo insieme, non ha un significato cronologico; Dio non si stanca mai, perciò mai riposa, e di conseguenza non dobbiamo riposare in quel giorno;

Il Sabato è un momento per il ricordo, non per il riposo, e questo rimuove la costrizione a non lavorare per tutto quel giorno (Continua da 48 a 49).

49. Si lavora di Sabato?

 Errore: È proibito lavorare nel giorno di Sabato (Esodo, 31:15) Vs. Il Profeta Gesù lavorò di Sabato (Giovanni, 5:16; Matteo 12:1-3, 5).

Spiegazione: Gesù era Dio, perciò a lui era permesso infrangere il Sabato.

Confutazione: Se Gesù era il Dio della Bibbia, perché avrebbe infranto una legge sul riposo che Egli stesso aveva emanato?

Correzione: Il Santo Corano, in quanto completamento della Bibbia, spiega che Gesù enfatizzò il fatto che il Sabato fosse il giorno dedicato al ricordo, non al lavoro.

Gesù dichiarò che Dio non si ferma mai dall’operare, nemmeno nel giorno di Sabato, fatto positivamente confermato da (Corano, 2:225).

Non lavorare il Sabato fu un giudizio emesso sugli Israeliti ribelli che consideravano la nuova legge una maledizione, perché Dio non riposa mai. La restrizione economica posta sugli Israeliti fu una punizione, così come la percepisce la Bibbia:

“Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese, voi che dite: «Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo le misure e aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali? Venderemo anche lo scarto del grano»” (Amos, 8:4-6).

“C’erano anche alcuni di Tiro stabiliti a Gerusalemme che importavano pesce e ogni sorta di merci e le vendevano ai figli di Giuda in giorno di sabato e in Gerusalemme” (Neemia, 13:16).

Il Sabato che fu imposto agli Ebrei ribelli, che avevano ancora Mosé con loro, divenne una restrizione intollerabile delle Benedizioni di Dio agli Israeliti; poi, iniziando da Gesù come retto messaggero di Dio e giungendo alla reiterazione del messaggio di Dio stesso contenuta nel Santo Corano, gli obbedienti furono perdonati.

Perciò, il Santo Corano spiega che il Sabato è un giorno dedicato al ricordo, piuttosto che al riposo. La misericordiosa rimozione della restrizione, ad opera della bontà di Dio, viene specificata nel verso seguente:

“O credenti, quando viene fatto l’annuncio per l’orazione del Venerdì, accorrete al ricordo di Allah e lasciate ogni traffico. Ciò è meglio per voi, se lo sapeste. Quando poi l’orazione è conclusa, spargetevi sulla terra in cerca della grazia di Allah , e molto ricordate Allah, affinché possiate avere successo” (Corano, 62:9­10).

La maledizione della limitazione finanziaria viene rimossa, in segno di perdono, nel Corano, mentre la sostanza ed il contenuto del Sabato restano.

50. Leggi buone?

 Errore: Le Leggi sono deliziose (Salmi, 119:35) Vs. Le Leggi sono una maledizione (Galati, 3:10-13).

Spiegazione: Seguire le leggi era una cosa buona fino alla resurrezione. Dopo di essa, le leggi sono abolite.

“Togliete via dunque il vecchio lievito affinché siate una nuova pasta, come ben siete senza lievito; la nostra pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi” (1 Corinzi, 5:7).

Confutazione: Affermare che le leggi, che furono rispettate per millenni, erano state fatte per essere soltanto temporanee è una teoria colpevolmente errata. Sia il Dio di Abramo che quello di Gesù dichiarano che le leggi durano per sempre:

“Statuto perenne”, “Per tutte le generazioni”, “Segno perpetuo”, “Legge eterna”, “Legge perpetua”, “Debito perenne”, “Statuto perpetuo”, “Legge perenne”, “…I tuoi giusti decreti durano in eterno” (Esodo, 27:21; 28:43; 29:28; Levitico, 6:18, 22; 7:34, 36: 10:9, 15; 23:14, 21, 41; 24:3; Numeri, 10:8; 15:15; 18:8, 11, 19, 23; 19:10; Deuteronomio, 5:29; Salmi, 119:160), e “Una legge a cui non bisogna né aggiungere né togliere nulla” (Deuteronomio, 4:2; 12:32).

Gesù conferma che le Leggi valgono per tutte le generazioni, e, oltre alle azioni che vedono lo stesso Gesù rispettare le Leggi Eterne, egli afferma anche:

“Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto” (Matteo, 5:17-18).

In conclusione, il Dio di Abramo, dei Profeti e del Messia dice che le Leggi sono eterne. I Giusti hanno un solo Nemico, colui che svia la gente per mezzo dell’apatia.

Correzione: Dio, per mezzo del Santo Corano, spiega che a donarci la Salvezza è una combinazione in cui concorrono la Fede e le Opere:

“A Lui [spetta] la vera invocazione! Quelli che invocano all’infuori di Lui non rispondono loro in alcunché, sono come colui che tende le mani verso l’acqua affinché giunga alla sua bocca, ma essa non vi giunge: vana è l’invocazione dei miscredenti” (Corano, 13:14).

Il Santo Corano spiega che le opere che compiamo vanno a nostro beneficio:

“Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia” (Corano, 33:36).

Allah non ha posto nulla di gravoso nella religione:

“Lottate per Allah come Egli ha diritto [che si lotti]. Egli vi ha scelti e non ha posto nulla di gravoso nella religione, quella del vostro padre Abramo che vi ha chiamati “musulmani”. Già allora e qui ancora, sì che il Messaggero testimoni nei vostri confronti e voi testimoniate nei confronti delle genti. Assolvete all’orazione e versate la decima e aggrappatevi ad Allah: Egli è il vostro patrono. Qual miglior patrono, qual miglior alleato!” (Corano, 22:78).

Il Santo Corano ci insegna che Gesù venne soltanto per chiarire la scrittura precedente, non per cambiarla, e che giunse per propagandare la legge più importante, ossia adorare il nostro Creatore:

“Quando Gesù portò le prove evidenti disse: «Sono venuto a voi con la saggezza e per rendervi esplicita una parte delle cose su cui divergete. Temete Allah e obbeditemi. In verità Allah è il mio e vostro Signore. AdorateLo allora. Ecco la retta via»” (Corano, 43:63-64).

51. I poveri o i predicatori?

 Errore: Ci sono alcune discordie, nella Bibbia, che riguardano chi debba essere il beneficiario delle decime.

Quando un giovane ricco fece una domanda a Gesù, questi rispose:

“Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi»” (Matteo, 19:21).

Inoltre:

“Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento del terzo anno e le deporrai entro le tue città; il levita, che non ha parte né eredità con te, l’orfano e la vedova che saranno entro le tue città, verranno, mangeranno e si sazieranno, perché il Signore tuo Dio ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano” (Deuteronomio, 14:28-29).

Le decime andavano ai poveri, alle vedove, e agli orfani. Tuttavia, nel Vangelo, Paolo afferma che egli dovrebbe ricevere le decime:

“Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunziano il vangelo vivano del vangelo” (1 Corinzi, 9:14).

Questa affermazione di Paolo è falsa, perché in nessun passo della Bibbia Dio o Gesù comandano di dare del denaro a coloro che predicano il Vangelo, benché, sfortunatamente, sembra che la Chiesa abbia seguito Paolo più di Dio.

Spiegazione: Paolo disse che avrebbe raccolto il denaro per ridistribuirlo ai poveri.

Confutazione: Paolo dice chiaramente che coloro che predicano dovrebbero essere remunerati per ciò che fanno. Inoltre, Gesù non disse mai: “Datemi il denaro perché io lo ridistribuisca ai poveri”. Al contrario, Gesù insegnò alla gente a dare il denaro direttamente al povero, come fanno i Musulmani.

Correzione: L’Islam corregge le leggi che sono state introdotte nella Bibbia da mano umana:

“[Date] ai poveri che sono assediati per la causa di Allah, che non possono andare per il mondo a loro piacere. L’ignorante li crede agiati perché si astengono dalla mendicità. Li riconoscerai per questo segno, che non chiedono alla gente importunandola. E tutto ciò che elargirete nel bene, Allah lo conosce” (Corano, 2:273).

“[Loro] che, nonostante il loro bisogno, nutrono il povero, l’orfano e il prigioniero; [e interiormente affermano:] «È solo per il volto di Allah, che vi nutriamo; non ci aspettiamo da voi né ricompensa, né gratitudine” (Corano, 76:8-9).

La differenza tra la carità della Chiesa e quella Islamica è che gran parte del denaro, nella Chiesa, viene lasciata agli individui, e questo fatto apre un’opportunità alla corruzione, mentre nell’Islam va direttamente al povero.

52. Gli interessi

 Errore: Non addebitate gli interessi a nessuno (Deuteronomio, 23:19) Vs. Addebitate gli interessi a tutti, tranne ai poveri (Esodo, 22:25).

Spiegazione: Può essere stato difficile distinguere chi era povero, e la legge fu in seguito rivisitata perché comprendesse tutti.

Confutazione: La Bibbia fornisce dei dettagli specifici a proposito di chi viene qualificato “povero” in materia di interessi sui prestiti.

“Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e inquilino, perché possa vivere presso di te. Non prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fa’ vivere il tuo fratello presso di te. Non gli presterai il denaro a interesse, né gli darai il vitto a usura” (Levitico, 25:35-37).

Perciò, la Bibbia stessa afferma che questa giustificazione non è valida.

Correzione: Il Santo Corano, correggendo le discrepanze nella Bibbia, ci insegna che l’usura è proibita a tutta la gente. È vietato sia prestare denaro ad usura, sia richiedere interessi sul denaro concesso in prestito:

“Allah vanifica l’usura e fa decuplicare l’elemosina. Allah non ama nessun ingrato peccatore” (Corano, 2:276).

“O voi che credete, temete Allah e rinunciate ai profitti dell’usura se siete credenti” (Corano, 2:278).

“Perché praticano l’usura - cosa che era loro vietata - e divorano i beni altrui. A quelli di loro che sono miscredenti, abbiamo preparato un castigo atroce” (Corano, 4:161).

“Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà” (Corano, 30:39).

53. La corruzione è incoraggiata?

 Errore: La Bibbia incoraggia la corruzione.

“Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne” (Luca, 16:9) Vs. “Non accetterai doni, perché il dono acceca chi ha gli occhi aperti e perverte anche le parole dei giusti” (Esodo, 23:8).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: La corruzione è proibita in ogni circostanza, come viene affermato dal Corano:

“Non divoratevi l’un altro i vostri beni, e non datene ai giudici affinché vi permettano di appropriarvi di una parte dei beni altrui, iniquamente e consapevolmente” (Corano, 2:188).

54. Il digiuno

Errore: Il digiuno dura tre settimane (Daniele, 10:2-3) Vs. Il digiuno dura quaranta giorni (Deuteronomio, 9:9-18; Matteo 4:1-2).

Nella Bibbia non viene illustrato in modo esplicito alcuno standard o ordinamento coerente riguardo al digiuno. È ovvio che molti Profeti nella Bibbia abbiano digiunato, perciò dovremmo “essere come loro”, ma nella Bibbia non c’è nessuna guida chiara che spieghi per quanto tempo sia necessario digiunare.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Diversamente dalla Bibbia, il Santo Corano specifica il periodo di digiuno, dicendo che esso deve durare un mese:

“È nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l’inizio] digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!” (Corano, 2:185).

“Nelle notti del digiuno vi è stato permesso di accostarvi alle vostre donne; esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro. Allah sa come ingannavate voi stessi. Ha accettato il vostro pentimento e vi ha perdonati. Frequentatele dunque e cercate quello che Allah vi ha concesso. Mangiate e bevete finché, all’alba, possiate distinguere il filo bianco dal filo nero; quindi digiunate fino a sera. Ma non frequentatele se siete in ritiro nelle moschee. Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate! Così Allah spiega agli uomini i Suoi segni, affinché siano timorati” (Corano, 2:187).

Perciò, il Santo Corano illustra lo standard con la data, il periodo, la motivazione e il metodo del digiuno, al contrario della Bibbia.

55. Il destino degli apostati

 Errore: La Bibbia afferma che se qualcuno si allontana da Dio, è perduto per sempre e deve essere ucciso:

“Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia” (Ebrei, 6:4-6).

E

“Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette l’iniquità e agisce secondo tutti gli abomini che l’empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà” (Ezechiele, 18:24).

Spiegazione: Le scritture posteriori revocano quelle precedenti. 

Confutazione: Le scritture posteriori che fanno parte della Bibbia confermano anch’esse che gli apostati devono essere messi a morte. I biblisti non prendono in considerazione questa riconferma:

“Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli. Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Di quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?” (Ebrei, 10:26-29).

Correzione: Il nostro Signore Misericordioso mostra benevolenza verso coloro che cadono nell’errore, accordando all’apostata più di una possibilità di pentirsi. Il Corano non si sbarazza in modo spietato delle vite umane, come sembra fare la Bibbia:

“Coloro che credettero e poi negarono, ricredettero e poi rinnegarono, non fecero che accrescere la loro miscredenza. Allah non li perdonerà e non li guiderà sulla via” (Corano, 4:137).

Inoltre, nel Santo Corano, la morte data agli apostati è di tipo spirituale, in quanto coloro che rifiutano la fede perdono la guida:

“E questo perché prima credettero, poi divennero increduli. Sul loro cuore fu quindi posto un suggello, affinché non capissero” (Corano, 63:3).

Diversamente dalla Bibbia, il Corano ci insegna a non danneggiare fisicamente coloro che non ci danneggiano fisicamente:

“Non c’è costrizione nella religione. La retta via ben si distingue dall’errore. Chi dunque rifiuta l’idolo e crede in Allah, si aggrappa all’impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente” (Corano, 2:256).

56. Fede cieca

 Errore: La Bibbia afferma che le persone che sono menomate nella vista sono dissacrate, perciò, prive delle qualità atte a farne dei sacerdoti.

“Il Signore disse ancora a Mosè: «Parla ad Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, né chi abbia una frattura al piede o alla mano, né un gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante; ma non potrà avvicinarsi al velo, né accostarsi all’altare, perché ha una deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico»” (Levitico, 21:16-23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi 62) Per ora diciamo soltanto che l’Islam non discrimina le persone se sono disabili: lo stesso Profeta Muhammad (saas), quando era impegnato in guerra contro i miscredenti, incaricava Ibin Um Makhtoum, un uomo cieco, di guidare la preghiera in sua assenza.

57. Zoppia?

 Errore: La Bibbia afferma che le persone zoppe sono dissacrate, perciò non possono diventare sacerdoti.

“Il Signore disse ancora a Mosè: «Parla ad Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, né chi abbia una frattura al piede o alla mano, né un gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante; ma non potrà avvicinarsi al velo, né accostarsi all’altare, perché ha una deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico»” (Levitico, 21:16-23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi 62).

58. Aspetto del volto?

 Errore: La Bibbia afferma che le persone che hanno il viso sfigurato sono dissacrate, perciò non possono diventare sacerdoti.

“Il Signore disse ancora a Mosè: «Parla ad Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, né chi abbia una frattura al piede o alla mano, né un gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante; ma non potrà avvicinarsi al velo, né accostarsi all’altare, perché ha una deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico»” (Levitico, 21:16-23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi 62).

59. Piede ferito? Errore: La Bibbia afferma che le persone che hanno un piede fratturato sono dissacrate, perciò non possono diventare sacerdoti.

“Il Signore disse ancora a Mosè: «Parla ad Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, né chi abbia una frattura al piede o alla mano, né un gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante; ma non potrà avvicinarsi al velo, né accostarsi all’altare, perché ha una deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico»” (Levitico, 21:16-23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi 62).

60. Mano ferita?

 Errore: La Bibbia afferma che le persone che hanno una mano ferita sono degradate, perciò non possono diventare sacerdoti.

“Il Signore disse ancora a Mosè: «Parla ad Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, né chi abbia una frattura al piede o alla mano, né un gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante; ma non potrà avvicinarsi al velo, né accostarsi all’altare, perché ha una deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico»” (Levitico, 21: 16-23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi 62).

61. Gobba?

 Errore: La Bibbia afferma che le persone che hanno la gobba sono indecenti, perciò non possono diventare sacerdoti.

“Il Signore disse ancora a Mosè: «Parla ad Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, né chi abbia una frattura al piede o alla mano, né un gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante; ma non potrà avvicinarsi al velo, né accostarsi all’altare, perché ha una deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico»” (Levitico, 21:16-23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi 62).

62. Una crescita ridotta?

 Errore: La Bibbia afferma che le persone nane sono indecenti, perciò non possono diventare sacerdoti.

“Il Signore disse ancora a Mosè: «Parla ad Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso, né chi abbia una frattura al piede o alla mano, né un gobbo, né un nano, né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco. Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne, con qualche deformità, si accosterà ad offrire i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Potrà mangiare il pane del suo Dio, le cose sacrosante e le cose sante; ma non potrà avvicinarsi al velo, né accostarsi all’altare, perché ha una deformità. Non dovrà profanare i miei luoghi santi, perché io sono il Signore che li santifico»” (Levitico, 21:16-23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Corano corregge la Bibbia non facendo differenze tra le persone in base alla loro forma fisica, per quanto riguarda la benevolenza.

Inoltre, se certi rituali non possono essere adempiuti a causa delle limitazioni fisiche della persona, il Santo Corano esenta l’individuo da ogni colpa, ed a queste persone viene ugualmente promesso il Paradiso, proprio come a tutti gli altri credenti:

“Non ci sarà colpa per il cieco, né per lo storpio, né per il malato. Quanto a chi obbedisce ad Allah e al Suo Messaggero, Allah lo introdurrà nei Giardini in cui scorrono i ruscelli. Quanto invece a chi volgerà le spalle, Egli lo punirà con un doloroso castigo” (Corano, 48:17).

63. Primogenito?

 Errore: La Bibbia insegnò alla gente a sacrificare i propri figli primogeniti:

“Non ritarderai l’offerta di ciò che riempie il tuo granaio e di ciò che stilla dal tuo frantoio. Il primogenito dei tuoi figli lo darai a me” (Esodo, 22:28).

Anche se la Bibbia riporta che questa legge non fu mai praticata, e che, invece, fu sacrificata la tribù di Levi, questo suggerimento biblico resta orribile.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Corano ci insegna che soltanto degli dei falsi fanno un’evocazione così crudele. Dio è Eccelso in Potenza, e non ha bisogno di sacrificare delle persone a favore di altre, ma, invece, può fare ciò che Egli vuole senza condannare degli innocenti al sacrificio.

“Ed è così che i loro dei hanno reso accettabile a molti politeisti l’assassinio dei loro figli, per farli perdere e per confondere la loro religione” (Corano, 6:137).

“Sono certamente perduti quelli che, per idiozia e ignoranza, uccidono i loro figli e quelli che si vietano il cibo che Allah ha concesso loro, mentendo contro Allah. Si sono sviati e non hanno più la guida” (Corano, 6:140).

64. Poligamia?

 Errore: Nella Bibbia c’è una grave confusione che riguarda la poligamia. Questa veniva ancora comunemente praticata tra i Cristiani secoli dopo Gesù. La poligamia non fu messa fuori legge fino al 19mo secolo, ed è tuttora in uso presso alcune sette cristiane.

Il problema della Bibbia è che la legalità della poligamia non è chiara.

La poligamia è approvata (2 Samuele 2:8) Vs. La Poligamia non è approvata (Deuteronomio 17:17).

I Profeti poligami della Bibbia sono: Abramo (Genesi, 16:3); Giacobbe (Genesi, 16); Davide (Genesi, 29:30); Salomone (1 Re 11:1-8).

Spiegazione: I diversi biblisti hanno posizioni differenti sull’argomento, a causa della loro inclinazione culturale; ad oggi ci sono ancora dei Cristiani che sono a favore della poligamia.

Confutazione: Per l’Alleanza Eterna stipulata con Abramo, un poligamo come altri Profeti benedetti, è impossibile definire proibita la poligamia, perché essa fu praticata dagli uomini più retti della Terra.

Correzione: Il Santo Corano, diversamente dalla Bibbia, offre delle regole chiare e incontrovertibili che riguardano la poligamia:

“E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre

o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti” (Corano, 4:3).

Mentre il numero delle mogli dei diversi Profeti, nella Bibbia, varia (1 Re 11:3), il Santo Corano limita a quattro il numero di mogli (a certe condizioni), asserendo che se un uomo non può trattarle tutte allo stesso modo, allora ne sposi una sola, che è una cosa più giusta.

65. Prestare giuramento?

 Errore: Giurare è approvato (Deuteronomio, 6:13; Numeri, 30:2; Ebrei, 6:13) Vs. Giurare non è approvato (Matteo 5:34; Giacomo 5:12).

Spiegazione: (1) Giurare era permesso, prima di Gesù, poi Gesù stesso abolì il giuramento; (2) Ci sono tipi differenti di giuramenti, e Gesù intese proibire quelli frivoli.

Confutazione: (1) Gesù non abolì i giuramenti, poiché, egli stesso, insegnando, con un esempio, ne fece uno; (2) Gesù e suo fratello Giacomo non dissero “alcuni giuramenti”, dissero entrambi in modo chiaro “Non giurate affatto”.

“Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio…”.

E

“Soprattutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma il vostro sì, sia sì, e il vostro no, sia no, affinché non cadiate sotto il giudizio” (Giacomo, 5:12).

Correzione: Giurare non è un peccato, a meno che una persona non presti il giuramento con l’intenzione di non rispettarlo. Il Corano chiarisce il disordine creato dagli autori della Bibbia:

“Allah non vi punirà per una avventatezza nei vostri giuramenti, ma vi punirà per i giuramenti che avete ponderato. L’espiazione consisterà nel nutrire dieci poveri con il cibo consueto con cui nutrite la vostra famiglia, o nel vestirli, o nel liberare uno schiavo. E chi non ha i mezzi di farlo, digiuni allora per tre giorni. Ecco l’espiazione per i giuramenti che avrete disatteso. Tenete fede ai giuramenti! Così Allah vi spiega i Suoi segni affinché, siate riconoscenti” (Corano, 5:89).

66. Belle parole?

 Errore: Si possono insultare le persone?

“Chi gli dice [al proprio fratello]: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna” (Matteo, 5:22) Vs. [È Gesù a parlare]: “Stolti e ciechi” (Matteo, 23:17).

Spiegazione: È ciò che si dice ma non quello che si intende. Il termine ‘pazzo’ ha due significati differenti in questi diversi passaggi.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Il termine “pazzo” non ha un duplice significato. Che questa frase sia pronunciata con rabbia o in tono dolce (Gesù fece ambedue le cose), la parola ha lo stesso significato.

Correzione: Il Santo Corano ci insegna, chiaramente e coerentemente, a non insultare le altre persone:

“O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com’è infame l’accusa di iniquità rivolta a chi è credente! Coloro che non si pentono sono gli iniqui” (Corano, 49:11).

67. Rendere schiavi i bambini?

 Errore: La Bibbia consente la vendita dei propri figli affinché diventino schiavi, e fornisce la legislazione relativa a tale transazione:

“Quando un uomo venderà la figlia come schiava, essa non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi. Se essa non piace al padrone, che così non se la prende come concubina, la farà riscattare. Comunque egli non può venderla a gente straniera, agendo con frode verso di lei” (Esodo, 21:7-8).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano dispone che i veri credenti debbano liberare i propri schiavi:

“La carità non consiste nel volgere i volti verso l’Oriente e l’Occidente, ma nel credere in Allah e nell’Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l’orazione e pagare la decima. Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, ecco i timorati” (Corano, 2:177).

Inoltre Allah stabilisce che sia destinato un fondo alla loro liberazione:

“Le elemosine sono per i bisognosi, per i poveri, per quelli incaricati di raccoglierle, per quelli di cui bisogna conquistarsi i cuori, per il riscatto degli schiavi, per quelli pesantemente indebitati, per [la lotta sul] sentiero di Allah e per il viandante. Decreto di Allah! Allah è saggio, sapiente” (Corano, 9:60).

Infine, il Santo Corano insegna a proteggere i propri figli e a non abbandonarli per paura della povertà:

“Non uccidete i vostri figli per timore della miseria: siamo Noi a provvederli di cibo, come [provvediamo] a voi stessi. Ucciderli è veramente un peccato gravissimo” (Corano, 17:31).

68. È permesso ridere?

 Errore: Ridere è permesso (Proverbi 17:22) Vs. Ridere è disapprovato (Ecclesiaste, 7:3-4).

Spiegazione: C’è un momento per ridere ed uno per piangere (Ecclesiaste, 3:1­4).

Confutazione: Questa affermazione è corretta, tuttavia è la spiegazione ad essere sbagliata. Entrambi i passi non dicono: “ridere un poco” oppure “ridere in certi momenti”. Invece, il contesto è chiaro: ridere condurrà alla tristezza.

“Anche nel riso il cuore può essere nell’afflizione, e la gioia stessa può finire nel dolore” (proverbi, 14:13).

In questo passo della Bibbia è riassunto come essa preferisca le persone tristi:

“Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Purificate le vostre mani, o peccatori, e santificate i vostri cuori, o irresoluti. Gemete sulla vostra miseria, fate lutto e piangete; il vostro riso si muti in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà” (Giacomo, 4:8-10).

Correzione: Mentre, nella Bibbia, Dio preferisce gli infelici, nel Corano Dio spiega che la felicità e la tristezza sono tutte parti delle benedizioni che Egli dona agli uomini:

“E che Egli è Colui che fa ridere e fa piangere” (Corano, 53:43).

69. Parlare ai non credenti?

 Errore: Non parlate mai con un non credente (2 Giovanni 1:10-11) Vs. Rispondete sempre ad un non credente (1 Pietro 3:15).

Spiegazione: I due passi parlano di due diversi gruppi di persone.

Confutazione: La sola differenza sta negli autori dei due scritti. Entrambi si rivolgono a tutti, e non limitano le leggi che stanno illustrando ad un gruppo elitario.

Correzione: In materia di discussioni teologiche, non ci viene chiesto di ostracizzarci, come accade nella Bibbia. Invece è proprio il contrario: nel Corano ci viene detto di incontrare i non credenti:

“Chiama al sentiero del tuo Signore con la saggezza e la buona parola e discuti con loro nella maniera migliore. In verità il tuo Signore conosce meglio [di ogni altro] chi si allontana dal Suo sentiero e conosce meglio [di ogni altro] coloro che sono ben guidati” (Corano, 16:125).

70. Trattare con i missionari

 Errore: La Bibbia insegna che i missionari di religioni diverse devono essere messi a morte:

“Quel profeta o quel sognatore sarà messo a morte, perché avrà predicato l’apostasia dal Signore Dio vostro che vi ha fatti uscire dal paese d’Egitto e vi ha liberati dalla casa di schiavitù, per spingerti fuori dalla via per la quale il Signore, il tuo Dio, ti ha ordinato di camminare. Così toglierai il male di mezzo a te” (Deuteronomio, 13:5).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dio, nel Santo Corano, ci ha rivelato di tollerare e addirittura di proteggere le persone di fedi diverse. 

“E se qualche associatore ti chiede asilo, concediglielo affinché possa ascoltare la Parola di Allah, e poi rimandalo in sicurezza. Ciò in quanto è gente che non conosce!” (Corano, 9:6).

Se i missionari tentano di convertirci ad un’altra religione, dobbiamo rispondere loro con educazione:

“Io non adoro quel che voi adorate e voi non siete adoratori di quel che io adoro. Io non sono adoratore di quel che voi avete adorato e voi non siete adoratori di quel che io adoro: a voi la vostra religione, a me la mia” (Corano, 109:2-6).

71. Dare tutto ciò che si ha

ERRORE: La Bibbia ci insegna ad essere oltremodo filantropi con il nostro denaro: “Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo” (Luca, 6:30).

Spiegazione: Gesù non disse mai di dare via tutto. Confutazione: In realtà, Gesù, quando una persona retta, che osservava tutti icomandamenti, gli chiese come poteva ottenere la vita eterna, gli rispose che l’unica cosa che gli mancava era:

“Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli…” (Luca, 18:22).

Inoltre, a proposito dell’accumulo delle ricchezze terrene, Gesù dice: “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli” (Matteo, 19:27).

Gesù riafferma un’altra volta che per avere dato tutto ciò che si ha si sarà

ricompensati in Paradiso: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, sederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele” (Matteo, 19:28).

Perciò Gesù insegna ai giusti a dare via tutto ciò che possiedono.

Correzione: Il Corano rimuove l’errore di questa legge – che conduce alla bancarotta – contenuta nella Bibbia affermando: “Rendi il loro diritto ai parenti, ai poveri e al viandante, senza [per questo] essere

prodigo” (Corano, 17:26). “Coloro che quando spendono non sono né avari né prodighi, ma si tengono nel giusto mezzo” (Corano, 25:67).

72. È consentito discutere con i Predicatori?

 Errore: Nella Bibbia, colui che discute con un sacerdote deve essere messo a morte.

“L’uomo che si comporterà con presunzione e non obbedirà al sacerdote che sta là per servire il Signore tuo Dio o al giudice, quell’uomo dovrà morire; così toglierai il male da Israele” (Deuteronomio, 17:12).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Diversamente dalla Bibbia, il Corano incoraggia la libertà di parola. Esso mostra come le donne possano addirittura disputare con il Profeta:

“Allah ha udito il discorso di colei che discuteva con te a proposito del suo sposo e si lamentava [davanti] ad Allah. Allah ascoltava il vostro colloquio. Allah è audiente e vede con chiarezza” (Corano, 58:1).

73. Obbedire ai genitori in tutto?

ERRORE: Obbedite ai vostri genitori in ogni cosa (Colossesi, 3:20) Vs. Non obbedite in tutto ai vostri genitori (Matteo 10:37).

SPIEGAZIONE: È necessario comprendere il contesto del verso. (Colossesi, 3:20) vuole significare “in tutto ciò che compiace Dio”.

CONFUTAZIONE: Ciò che si è inteso, e ciò che si dice, è sotto gli occhi di chi legge. Sappiamo che, dal punto di vista strutturale, il passo afferma che non importa cosa i genitori chiedano di fare, Dio sarà soddisfatto perché essi sono stati obbediti.

CORREZIONE: Il Santo Corano pone dei chiari limiti all’obbedienza verso i propri genitori. Ci viene ordinata la gentilezza in ogni cosa verso di loro, ma non siamo tenuti ad obbedire loro se il farlo comporta la non obbedienza a Dio, Colui che Risolve, perché i comandamenti di Dio devono sempre essere obbediti, al di sopra degli ordini dei nostri genitori.

“Abbiamo imposto all’uomo di trattare bene i suoi genitori: lo portò sua madre di travaglio in travaglio e lo svezzò dopo due anni: «Sii riconoscente a Me e ai tuoi genitori. Il destino ultimo è verso di Me. E se entrambi ti obbligassero ad associarMi ciò di cui non hai conoscenza alcuna, non obbedire loro, ma sii comunque cortese con loro in questa vita e segui la via di chi si rivolge a Me. Poi a Me farete ritorno e vi informerò su quello che avrete fatto»” (Corano, 31:14-15).

74. Israele condizionale?

ERRORE: Israele è dato agli Ebrei senza condizioni (Genesi, 12:1-3) Vs. A certe condizioni (Deuteronomio, 31:16-17).

SPIEGAZIONE: La promessa eterna è fatta a discendenti temporalmente molto lontani, che appariranno al momento del ritorno di Cristo.

CONFUTAZIONE: Il contesto mostra come la promessa, fin dal suo inizio, sia stata incondizionata. Fu condizionale come lo era stato il soggiorno di Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden.  Perché Dio avrebbe permesso agli Ebrei di soggiornarvi incondizionatamente, e non fece altrettanto con nostri genitori ancestrali? Secondariamente, sappiamo che le condizioni parlavano del presente, e non del futuro, poiché si cita la punizione che colpì gli Ebrei:

“Samuele gli disse: «Il Signore ha strappato da te il regno d’Israele e l’ha dato ad un altro migliore di te»” (1 Samuele, 15:28).

Correzione: Il Corano ci insegna che Dio è un Dio è Giusto ed Equo che ci dà delle responsabilità, perciò non permette alle persone, senza condizioni, di peccare, come suggerisce la Bibbia, perché persino l’Alleanza con Abramo fu condizionale. Dio non accorda le proprie benedizioni a coloro che compiono il male:

E Abramo!… Quando il suo Signore lo provò con i Suoi ordini ed egli li eseguì, [il Signore] disse: “Farò di te un imâm per gli uomini”, “E i miei discendenti?”, “Il Mio patto, disse [Allah] non riguarda quelli che prevaricano” (Corano, 2:124).

“[Anche] se volgerete le spalle, io vi ho comunicato quello per cui sono vi sono stato inviato. Il mio Signore sostituirà il vostro popolo con un altro, mentre voi non potrete nuocerGli in nulla. In verità il mio Signore è il Custode di tutte le cose” (Corano, 11:57).

75. L’incesto è permesso?

 Errore: L’incesto è proibito (Levitico, 18:6; 20:17) Vs. L’incesto è consentito (Genesi, 19:30-38).

Spiegazione: La lunga permanenza di Lot tra la gente di Sodoma aveva corrotto il suo giudizio, e la narrativa biblica non approva l’incesto.

Confutazione: Primo, le influenze ambientali non costituiscono una scusante per il racconto biblico che riguarda il Profeta Lot. Secondo, la Bibbia, inavvertitamente, avalla l’incesto poiché il trio non fu perseguito. Al contrario, diede origine a due grandi nazioni, Moab e Ammon.

Correzione: Primo, il Corano non conferma questa degradante storia che vede protagonista il Profeta Lot. Secondo, esso denuncia chiaramente l’incesto, senza conflitti:

“Vi sono vietate le vostre madri, sorelle, figlie, zie paterne e zie materne, le figlie di vostro fratello e le figlie di vostra sorella, le balie che vi hanno allattato, le sorelle di latte, madri delle vostre spose, le figliastre che sono sotto la vostra tutela, nate da donne con le quali avete consumato il matrimonio - se il matrimonio non fosse stato consumato non ci sarà peccato per voi - le donne con le quali i figli nati dai vostri lombi hanno consumato il matrimonio e due sorelle contemporaneamente - salvo quello che già avvenne - ché in verità Allah è Perdonatore, Misericordioso” (Corano, 4:23).

76. I diritti dei divorziati

ERRORE: Uno dei problemi nella Bibbia è la condanna dei divorziati. Una volta che l’uomo ha avuto una relazione sponsale con una donna, egli, ora divorziato, naturalmente desidera risposarsi. Tuttavia, la Bibbia afferma che il matrimonio con un uomo divorziato è punibile con la morte:

“Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei” (Marco, 10:11).

Gesù paragonò il divorzio all’adulterio, e l’adulterio era punibile con la lapidazione.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano corregge questa limitazione biblica dichiarando che agli uomini divorziati è permesso risposarsi:

“Si può divorziare due volte. Dopo di che, trattenetele convenientemente o rimandatele con bontà; e non vi è permesso riprendervi nulla di quello che avevate donato loro , a meno che entrambi non temano di trasgredire i limiti di Allah . Se temete di non poter osservare i limiti di Allah, allora non ci sarà colpa se la donna si riscatta . Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate. E coloro che trasgrediscono i termini di Allah, quelli sono i prevaricatori”.

“Se divorzia da lei [per la terza volta] non sarà più lecita per lui finché non abbia sposato un altro. E se questi divorzia da lei, allora non ci sarà peccato per nessuno dei due se si riprendono, purché pensino di poter osservare i limiti di Allah. Ecco i limiti di Allah, che Egli manifesta alle genti che comprendono” (Corano, 2:229-230).

(V.) Storia

77. La condanna di Adamo

Errore: Adamo fu condannato a morire lo stesso giorno in cui mangiò il frutto dell’albero proibito (Genesi, 2:17) Vs. Adamo visse 930 anni (Genesi 5:5).

Spiegazione: 1) Adamo morì immediatamente di una morte spirituale; 2)Adamo, nel giorno in cui peccò, iniziò lentamente a morire in senso fisico.

Confutazione: 1) Adamo non soffrì una morte né spirituale né fisica dopo avere mangiato il frutto dell’albero, perché:

Adamo parlò ancora con Dio, dopo avere mangiato il frutto dell’albero, dimostrando una vita spirituale (Genesi 3:9-22);

Adamo ed Eva ebbero dei figli, il che dimostra una vita spirituale (Genesi, 4:1);

I discendenti di Adamo furono benedetti, il che dimostra una vita spirituale
(Genesi, 6:18);

Adamo viene chiamato il figlio di Dio, il che dimostra una vita spirituale;

Gesù è chiamato il secondo Adamo, il che dimostra una vita spirituale (1 Corinzi15:45).

2) Il fatto che Adamo abbia vissuto per quasi un millennio dimostra che egli godette di un’ottima salute fisica. Inoltre, Dio non gli disse: “Inizierai a morire”.Ciò che Dio disse, invece, fu: “Ma dell’albero della conoscenza del bene e delmale non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”(Genesi, 2:17).In conclusione, l’affermazione per la quale più tardi giunse la morte non è valida, perché Dio non disse: “Morirai tra un millennio”, ma che Adamo sarebbe morto entro lo stesso giorno. Infine, nel contesto biblico, sappiamo che quando Dio dice: “Morirai”, intende la morte fisica istantanea. Ad esempio:

“Osserverete i miei sabati e porterete rispetto al mio santuario. Io sono l’Eterno” (Levitico, 19:30). “Mentre i figli d’Israele erano nel deserto, trovarono un uomo che raccoglieva legna in giorno di sabato” (Numeri, 15:32). “Poi l’Eterno disse a Mosè: «Quell’uomo deve essere messo a morte; tutta l’assemblea lo lapiderà fuori del campo»” (Numeri, 15:35)

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In conclusione, nella prima metà della Bibbia disobbedire a Dio comportava l’immediata morte fisica, non un millennio di vita fruttuosa.

Correzione: Il Santo Corano spiega che Adamo cadde da uno stato ad un altro; infatti, esso conferma con coerenza che Adamo doveva vivere sulla Terra per un tempo stabilito:

“Poi Iblîs li fece inciampare e scacciare dal luogo in cui si trovavano. E Noi dicemmo: “Andatevene via, nemici gli uni degli altri. Avrete una dimora sulla terra e ne godrete per un tempo stabilito”” (Corano, 2:36).

78. La riconciliazione con Adamo

 Errore: Secondo la Bibbia, Adamo, per tutta la sua vita, non fu mai perdonato per aver mangiato il frutto dell’albero proibito. Adamo, nella Bibbia, è ritratto in tutta la sua esistenza come un peccatore non pentito. Per avere disobbedito a Dio, lui e tutti gli uomini e le donne dopo di lui furono maledetti e scacciati dal Paradiso. Vediamo che persino dopo che Gesù fu giunto ed ebbe lasciato la terra, Paolo parla ancora dell’Adamo maledetto:

“Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Romani, 5:12, 14; 1 Corinzi 15:21-22).

Inoltre la Bibbia non dice assolutamente nulla riguardo ad Adamo pentito: essa, anzi, afferma che Dio si pentì di avere creato Adamo (Genesi, 6:6).

Perciò la Bibbia sostiene retrospettivamente che fu Dio a pentirsi, piuttosto che colui che Lo aveva disobbedito, Adamo.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano corregge i passi degenerativi che si trovano nella Bibbia, chiarendo che fu Adamo, non Dio, a pentirsi. Perciò, Dio, nel Corano, fornisce la riconciliazione perduta che garantì ad Adamo ed ai suoi discendenti una continua comunicazione con Dio:

“Adamo ricevette parole dal suo Signore e Allah accolse il suo [pentimento]. In verità Egli è Colui che accetta il pentimento, il Misericordioso. Dicemmo: “Andatevene via tutti [quanti]! Se mai vi giungerà una guida da parte Mia, coloro che la seguiranno non avranno nulla da temere e non saranno afflitti”” (Corano, 2:37-38).

79. La maledizione di Babele?

 Errore: Secondo la Bibbia, il mondo intero parlò una sola lingua. Questi antichi popoli tentarono di costruire una torre per vedere Dio. Dio li avvisò di smettere di costruire la torre, ma essi disobbedirono e continuarono nella loro malvagità.

Per punirli della loro disobbedienza, Dio pose su di loro una maledizione, facendo sì che tutti parlassero lingue diverse. Questa torre viene ancora oggi chiamata la “Torre di Babele” (Genesi, 11:9).

Secondo la Bibbia, siamo ancora colpiti da questa maledizione, perché nel mondo i seguaci della Bibbia adorano Dio in varie lingue, e recitano le Bibbie in lingue differenti. Essi discordano linguisticamente tra di loro e non adorano all’unisono:

“Poiché allora darò ai popoli un linguaggio puro, affinché tutti invochino il nome dell’Eterno, per servirlo di comune accordo” (Sofonia, 3:9).

Nello Strong Bible Dictionary, il termine “linguaggio” (saphah) usato in questo verso può significare anche [lato, limite, confine].

Perciò, (Sofonia, 3:9) ha il duplice significato di “Rivolgerò tutte le genti in una direzione”, cosa che i seguaci della Bibbia non fanno, poiché ogni chiesa del mondo è rivolta in una direzione diversa rispetto alle altre.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano fu rivelato e preservato nella sua lingua originale come Misericordia da parte di Dio. Quando gli uomini ritornano al puro monoteismo e all’obbedienza a Dio, la maledizione di Babele viene rimossa.

Il Corano rimuove la maledizione di Babele ispirando ai credenti, in tutto il mondo, di recitare e pregare usando le parole di Dio nella melodiosa lingua araba. Ciò è sorprendente, poiché soltanto il 27% dei Musulmani è arabo, e in tutto il mondo ci sono circa un miliardo e mezzo di Musulmani, tutti uniti in una sola lingua, che pregano all’unisono come predetto nella Bibbia e compiuto nel Corano.

In conclusione, attraverso il potere, la magnificenza e la verità del Corano, la maledizione descritta nella Bibbia è cancellata. La Bibbia non cura la maledizione di Babele, poiché essa viene accettata in ogni lingua, diffondendo la maledizione di Babele ed affievolendo il messaggio originale di Dio, mentre il Corano resta nel suo linguaggio originale, autentico, libero da maledizioni.

In dieci versi differenti del Santo Corano si afferma che il Corano è stato fatto scendere in arabo, perciò preservato, memorizzato e recitato in arabo per proteggere la scrittura da errori di traduzione.

“[Abbiamo dato loro] un Corano arabo, esente da tortuosità, affinché temano [Allah]” (Corano, 39:28). 

Oltre al linguaggio puro, il Corano realizza anche il doppio significato di (Sofonia, 3:9), poiché vediamo che i Musulmani pregano tutti rivolgendosi verso l’Est.  Perciò noi, come Musulmani, ci rivolgiamo in una sola direzione e adoriamo in una sola lingua, rimuovendo la maledizione di Babele.

80. Il Diluvio Universale (globale o locale?)

Errore: La Bibbia afferma che il Diluvio Universale colpì tutto il mondo:

“Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini. Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta morì. Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell’arca” (Genesi, 7:21-23).

Oltre al fatto che questa sarebbe stata una punizione collettiva ingiusta nei confronti della razza umana, la Bibbia si pone anche in conflitto con la storia.

All’epoca del Diluvio ci furono delle civiltà prospere, come l’Undicesima Dinastia in Egitto e la Terza Dinastia babilonese ad Ur.

Spiegazione: La storia di un grande diluvio è narrata dai Greci, dagli Indù, dai Cinesi, dai Messicani, dagli Algonchini e dagli Hawaiani. Anche una serie di re Sumeri considerano il diluvio un evento reale.

Confutazione: Se davvero ci fosse stato un Diluvio Universale, e la cerchia di Noè fosse stata la sola gente sopravvissuta, allora non sarebbe rimasto nessuno, in tutti questi altri luoghi, a raccontare la storia. Dobbiamo ammettere che queste narrazioni, che sono diffuse in tutto il mondo, non dimostrano che il Diluvio sia accaduto in tutti questi luoghi, perché la vita, secondo la versione che ne dà la Bibbia, avrebbe dovuto estinguersi, e non sarebbe rimasta nessuna cultura a raccontare questa storia.

Correzione: Al contrario, il Corano menziona singoli diluvi isolati che colpirono specifici gruppi di trasgressori. Questo può essere osservato in (Corano, 25:35­40):

“Già demmo a Mosé la Torâh e gli concedemmo suo fratello Aronne come ausilio. Dicemmo: «Andate presso il popolo che tacciò di menzogna i segni Nostri». E lo colpimmo poi di distruzione totale. E il popolo di Noè, quando tacciarono di menzogna i messaggeri, li annegammo e ne facemmo un segno per gli uomini. Abbiamo preparato un castigo doloroso per gli ingiusti. [Ricorda]gli ‘Âd, i Thamûd e le genti di ar-Rass e molte altre generazioni intermedie! A tutti loro proponemmo delle metafore e poi li sterminammo totalmente. Certamente quegli altri sono passati nei pressi della città sulla quale cadde una pioggia di sventura. Non l’han forse vista? No, perché ancora non sperano nella Resurrezione!”.

(Corano, 7:59-93) contiene un promemoria delle punizioni inflitte al popolo di Noè, rispettivamente, gli Ad, i Tamud, Lot (Sodoma) e Madian.

Perciò, il Corano salva la Bibbia per quanto riguarda la narrazione del Diluvio.

81. Una coppia o sette coppie?

 Errore: Noè porta sull’arca una coppia di animali per ogni specie (Genesi, 6:19) Vs. Noè porta sette coppie di animali per ogni specie (Genesi, 7:2-3).

Spiegazione: (Genesi, 7:2-3) parla di sette animali puri e (Genesi, 6:19) parla di una coppia di animali impuri.  Secondariamente, gli animali puri dovevano essere sacrificati, mentre quelli impuri dovevano essere mantenuti in vita. È per questo che c’erano più animali puri a bordo dell’arca.

Confutazione: 1) (Genesi, 6:19) dice di prendere una coppia per ogni tipo di animali, e non fa differenza tra animali puri o impuri, come presumono gli apologeti. 2) Noè rimase a bordo dell’Arca per oltre un anno (Genesi, 8:15-17), dando a tutti gli animali, puri o impuri che fossero, un tempo sufficiente per moltiplicarsi. Questo, perciò, rendeva non necessario portarne a bordo un numero maggiore per ogni tipo particolare. Infine, anche le sette coppie di animali impuri dovevano essere mantenute in vita, perché (Genesi, 7:2) dice: “Di ogni specie di animali puri prendine sette coppie, maschio e femmina”, passo che chiarisce che essi dovevano essere nutriti e sopravvivere.

Correzione: Ragionevolmente, sette coppie per ogni specie sarebbero state eccessive, specialmente dal momento che essi trascorsero in mare delle stagioni, e che quindi, senz’altro, sarebbero nati dei cuccioli. Il Corano corregge la discrepanza nel numero di animali annotato dalla Bibbia, affermando:

“Quando giunse il Nostro Decreto e il forno buttò fuori, dicemmo: «Fai salire una coppia per ogni specie e la tua famiglia, eccetto colui del quale è già stata decisa la sorte, e coloro che credono». Coloro che avevano creduto insieme con lui erano veramente pochi” (Corano, 11:40).

82. Il primo ad ascendere al cielo?

 Errore: Nessuno è asceso al cielo prima di Gesù (Giovanni, 3:13) Vs. Elia ascese al cielo (2 Re, 2:11).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Gesù vuole dire che, prima di lui, nessuno salì al cielo e ritornò con un messaggio.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Questa è una frase che è stata inserita dagli apologeti biblici, e che non ha una base nel contesto né alcun significato nel passo.

Questa giustificazione, oltre ad essere infondata, è anche scorretta, perché nella Bibbia Elia ascende al cielo e ritorna con un messaggio, prima che lo faccia Gesù:

“Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro” (Matteo, 17:12).

Correzione: Diversamente dalla conflittuale Bibbia, il Nobile Corano conferma che altri, prima di Gesù, ascesero al Cielo:

(I Jinn che udirono il Corano dissero:) “Invero abbiamo sfiorato il cielo, ma lo abbiamo trovato munito di temibili guardiani e di bolidi fiammeggianti” (Corano, 72:8).

83. La profezia di Giuseppe

ERRORE: La Bibbia mostra una profezia non compiutasi che riguarda il sogno di Giuseppe:

“Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò al padre e ai fratelli e disse: «Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me»” (Genesi, 37:9).

Anche se la Bibbia menziona il sogno del Profeta Giuseppe, non ne mostra mai la sua realizzazione. La ragione per cui essa non completa il sogno di Giuseppe è dovuta ad una serie di avvenimenti inconciliabili.

Nella Bibbia, si presume che la madre del Profeta Giuseppe sia morta dando alla luce Beniamino.

“Mentre penava a partorire, la levatrice le disse: «Non temere: anche questo è un figlio!». Mentre esalava l’ultimo respiro, perché stava morendo, essa lo chiamò Ben-Oni, ma suo padre lo chiamò Beniamino. Così Rachele morì e fu sepolta lungo la strada verso Efrata, cioè Betlemme” (Genesi, 35:17-19).

Rachele è la madre di Giuseppe e di Beniamino; nella Bibbia, muore due capitoli prima che Giuseppe abbia il suo sogno.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Corano menziona questo sogno all’inizio della Sura “Yûsuf”, e mostra come esso fu implementato e, perciò, si realizzò:

“Quando Giuseppe disse a suo padre: «O padre mio, ho visto [in sogno] undici stelle il sole e la luna. Li ho visti prosternarsi davanti a me»” (Corano, 12:4).

Il Corano non dice mai che sua madre morì, la prova di ciò si trova al termine della storia, quando Giuseppe innalza sul suo trono entrambi i suoi genitori.

“Fece salire i suoi genitori sul suo trono e [tutti] caddero in prosternazione. Disse: «O padre, ecco il significato del mio sogno di un tempo. Il mio Signore lo ha avverato. Egli è stato buono con me quando mi ha tratto dalla prigione, e vi ha condotti qui dal deserto dopo che Satana si era intromesso tra me e i miei fratelli. In verità il mio Signore è dolcissimo in quello che vuole, Egli è il Sapiente, il Saggio»” (Corano, 12:100).

Nel Corano, il sogno fu realizzato quando suo padre (il Sole), sua madre (la Luna) e i suoi undici fratelli (le stelle) si prostrarono davanti a lui.

Gli scrittori della Bibbia compiono un errore, quando affermano che la madre di Giuseppe morì prima che avessero luogo le avventure di Giuseppe. Il Corano chiarisce le divergenze che sono state inserite nella Bibbia.

84. La vendita di Giuseppe?

 Errore: Nella Bibbia ci sono due affermazioni opposte che riguardano chi fu ad acquistare Giuseppe:

“Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto” (Genesi, 37:28).

I Madianiti vendettero Giuseppe fuori dall’Egitto agli Ismaeliti.

“Intanto i Madianiti lo vendettero in Egitto a Potifar, consigliere del faraone e comandante delle guardie” (Genesi, 37:36).

I Madianiti vendettero Giuseppe, in Egitto, a Potifar.

“Giuseppe era stato condotto in Egitto e Potifar, consigliere del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l’avevano condotto laggiù” (Genesi, 39:1).

Potifar acquistò Giuseppe dagli Ismaeliti, non dai Madianiti.

Spiegazione: Alcuni apologeti biblici tentano di rimediare a questa contraddizione affermando che i “Madianiti” e gli “Ismaeliti” siano lo stesso popolo. Questo diversivo dei propositori biblici argomenta: siccome gli Ismaeliti risiedevano a Madian (Giudici, 8:22-24), Medianiti ed Ismaeliti sono la stessa cosa.

Confutazione: A tali difensori della Bibbia difetta la conoscenza della genealogia di Abramo, della terminologia ebraica e delle usanze delle antiche tribù in materia di viaggi.

Primo, gli Ismaeliti sono i discendenti di Ismaele, il figlio che Abramo ebbe da sua moglie Agar, mentre i Madianiti sono i discendenti di Madian, il figlio avuto dalla moglie Chetura. Ismaeliti e Madianiti derivano chiaramente da due linee genealogiche distinte.

Secoli di seguaci della Bibbia hanno tentato di delegittimare Ismaele poiché egli nacque da Agar, che era una schiava; tuttavia, posti di fronte ad una difficoltà biblica, questi apologeti cercano di invertire velocemente la rotta ed associano gli Ismaeliti ad un figlio indiscutibilmente legittimo (Genesi, 25:1-4), Madian. Si dimentica che questi due figli non sono intercambiabili.

Secondariamente, il KJV Old Testament Hebrew Lexicon dice: Madianita = Un membro della tribù di Madian. Ismaelita = Un discendente di Ismaele.

Una volta ancora, i due termini non sono sinonimi.

Terzo, queste antiche tribù avevano una comportamento nomade, spostandosi di terra in terra. Lo stesso Abramo proveniva da Ur (l’Iraq odierno), viaggiò a Caran (Genesi, 11:31), poi a Canaan (Genesi, 12:4-5), poi a Betel (Genesi, 12:8), poi in Egitto (Genesi, 12:10-20), e poi a Gherar (Genesi, 20:1). Utilizzando la difesa degli apologeti, si può affermare anche che Abramo fu un Cananeo o un Egiziano. L’identità o le caratteristiche di una persona non sono intercambiabili.

Infine, (Genesi, 37:28) significa che i Madianiti sono differenti dagli Ismaeliti perché la Bibbia non dice: “I Madianiti vendettero Giuseppe «ai loro fratelli» o «alla loro gente»”, termini che sono molto comuni nella Bibbia. Invece, si specifica un gruppo etnico diverso: gli “Ismaeliti”. Perciò, gli Ismaeliti appartengono ad una tribù diversa. I Madianiti e gli Ismaeliti possono essere stati insieme per un certo periodo di tempo, e possono avere avuto dei legami, ma gli scribi videro delle differenze sufficienti a documentare le loro diverse origini. Perciò, le domande senza risposta restano: chi, quando, e dove? Giuseppe fu venduto agli Ismaeliti prima che essi entrassero in Egitto, o direttamente a Potifar, mentre era in Egitto, da parte dei Madianiti, fuori o dentro l’Egitto?

Correzione: Il Corano ci indica con chiarezza che ad acquistare Giuseppe fu un aristocratico egiziano:

“Colui che in Egitto lo acquistò disse a sua moglie: «Trattalo bene, ché forse ci sarà utile o potremo adottarlo come figlio». Stabilimmo così Giuseppe in quella terra, affinché imparasse da Noi l’interpretazione dei sogni. Allah ha il predominio nei Suoi disegni, ma la maggior parte degli uomini non lo sa” (Corano, 12:21).

Al posto delle sostituzioni di tribù confuse ed incoerenti di cui siamo testimoni nella Bibbia, abbiamo fortunatamente il Corano che corregge il chi, il quando ed il dove affermando chiaramente che Giuseppe fu venduto ad un Egiziano.

Alcuni missionari Cristiani, che non hanno familiarità con l’arabo, sostengono per ignoranza che il Corano chiami l’acquirente “aziz”. La parola utilizzata dal Corano è “al-aziz”, non “Aziz”, come questi polemici comprendono (scorrettamente). “Al­aziz” è un titolo che significa “capo” oppure “governatore”, non un nome, come chiarito anche dalla traduzione interpretativa del Corano in lingua italiana: “Le donne in città malignavano: «La moglie del principe ha cercato di sedurre il suo garzone! Egli l’ha resa folle d’amore. Ci sembra che si sia del tutto smarrita» (Corano, 12:30).

In conclusione, il Corano chiama accuratamente l’acquirente un capo egiziano, accomodando, in questo modo, l’intera transazione con un verso illuminante e riordinando in uno solo i versi disordinati della Bibbia.

85. Come si chiama il padre di Abramo?

 Errore: La Bibbia contiene delle contraddizioni che riguardano il padre di Abramo.

In (Genesi, 11:26) il padre di Abramo viene chiamato “Terach”, ma in (Luca, 3:34) il suo nome è “Tare”.

Inoltre, in molte storie del Talmud (Midr. Rabbah su Gen., par. 17), il padre di Abramo si chiama “Zarah”, mentre Eusebius Pamphili (l’ecclesiastico) gli dà il nome di Athar.

Spiegazione: Errore di traduzione.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Il Corano corregge tutti gli scetticismi che circondano l’identità del padre di Abramo, chiamandolo ‘Azar (Corano, 6:74), simile al nome greco Athar usato dagli studiosi biblici. Il Corano è fermo sull’identità del padre di Abramo, e non presenta paradossi che riguardano il suo nome, l’età e la discendenza, come invece fa la Bibbia.

86. Il sacrificio di Abramo?

 Errore: Chi era il figlio di Abramo che doveva essere sacrificato? La Bibbia afferma che fu Isacco, tuttavia, analizzando la storia in modo logico e matematico, non c’è alcun dubbio che quel figlio sia stato Ismaele.

L’alleanza fu stipulata con Abramo ed Ismaele:

“Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio” (Genesi, 17:10).

“Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne” (Genesi, 17:13).

L’aritmetica relativa all’età di Abramo rivela che fu Ismaele il figlio che doveva essere sacrificato:

“Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele” (Genesi, 16:16).

“Ora Abramo aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del membro” (Genesi, 17:24).

Ciò indica che il figlio di Abramo, Ismaele, aveva 13 anni. Quanti anni ha Isacco, in questo momento?

“Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco” (Genesi, 21:5).

Ciò significa che, durante il sacrificio che fu preparato, il figlio “unigenito” di Abramo è Ismaele, e non Isacco, come la Bibbia, conflittualmente, afferma.

Perciò, vediamo che Isacco non era l’unico figlio: infatti, egli non era ancora nato, e l’unico figlio di Abramo era Ismaele.

Inoltre, sappiamo che Ismaele era e sarà sempre un figlio legittimo, nonostante quanto affermato da alcuni commentatori della Bibbia:

(Genesi, 16:3) “Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l’egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito”.

(Genesi, 25:9) “Lo seppellirono i suoi figli, Isacco e Ismaele, nella caverna di Macpela, nel campo di Efron, figlio di Zocar, l’Hittita, di fronte a Mamre”.

(Genesi, 25:12) “Questa è la discendenza di Ismaele, figlio di Abramo, che gli aveva partorito Agar l’Egiziana, schiava di Sara”.

Spiegazione: Per il fatto che sua madre era una schiava, Ismaele non è un figlio legittimo.

Confutazione: Questa spiegazione è screditata dal passo:

“Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l’egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito” (Genesi, 16:3).

Perciò, anche se i biblisti sostengono che Abramo abbia commesso l’adulterio, Agar era la moglie legittima di Abramo e, di conseguenza, Ismaele fu un suo figlio legittimo. Ne è prova ulteriore:

“Lo seppellirono i suoi figli, Isacco e Ismaele, nella caverna di Macpela, nel campo di Efron, figlio di Zocar, l’Hittita, di fronte a Mamre” (Genesi, 25:9).

Qui la Bibbia chiama Ismaele, in piedi davanti alla tomba insieme ad Isacco, direttamente, figlio (non figliastro o mezzo figlio) di Abramo. Anche se, ad un certo punto, Abramo ed Agar si separarono, ciò non rende illegittimo il figlio che nacque dal loro matrimonio. Ad esempio, se due genitori divorziano, il legame genealogico tra il padre e il figlio rimane, anche se il padre può non ottenerne la custodia. Il bambino è sempre il figlio del padre.

Correzione: Questi errori di identità e di calcolo nella Bibbia sono emendati dal Corano, che elenca l’ordine cronologico corretto: la nascita di Ismaele, il sacrificio che doveva avvenire, e la nascita di Isacco (continua in 89.).

87. Un figlio o due?

 Errore: Quanti figli ebbe Abramo?

Uno: “Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò»” (Genesi, 22:2).

Vs.

Due: “Sta scritto infatti che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera” (Galati, 4:22).

Spiegazione: Poiché la madre di Ismaele fu una schiava, lui non fu un figlio legittimo.

Confutazione: Questa scusa viene screditata dal passaggio:

“Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l’egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito” (Genesi, 16:3).

Perciò, anche se i biblisti dicono che Abramo commise adulterio, Agar fu sua moglie legittima e, di conseguenza, Ismaele fu suo figlio legittimo. Ne è prova ulteriore:

“Lo seppellirono i suoi figli, Isacco e Ismaele, nella caverna di Macpela, nel campo di Efron, figlio di Zocar, l’Hittita, di fronte a Mamre” (Genesi, 25:9).

Qui la Bibbia chiama Ismaele, in piedi davanti alla tomba insieme ad Isacco, direttamente, figlio (non figliastro o mezzo figlio) di Abramo. Anche se, ad un certo punto, Abramo ed Agar si separarono, ciò non rende illegittimo il figlio che nacque dal loro matrimonio. Ad esempio, se due genitori divorziano, il legame genealogico tra il padre e il figlio rimane, anche se il padre può non ottenerne la custodia. Il bambino è sempre il figlio del padre.

Correzione: Questi errori di identità e di calcolo nella Bibbia sono emendati dal Corano, che elenca l’ordine cronologico corretto:

“Disse: In verità vado verso il mio Signore, Egli mi guiderà”. “Signore, donami un [figlio] devoto”.

Gli demmo la lieta novella di un figlio magnanimo.

Poi, quando raggiunse l’età per accompagnare [suo padre questi] gli disse: «Figlio mio, mi sono visto in sogno, in procinto di immolarti. Dimmi cosa ne pensi». Rispose: «Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò rassegnato» .

Quando poi entrambi si sottomisero, e lo ebbe disteso con la fronte a terra, Noi lo chiamammo: «O Abramo, hai realizzato il sogno. Così Noi ricompensiamo quelli che fanno il bene. Questa è davvero una prova evidente». 

E lo riscattammo con un sacrificio generoso .  Perpetuammo il ricordo di lui nei posteri. Pace su Abramo!  Così ricompensiamo coloro che fanno il bene. In verità era uno dei nostri servi credenti. E gli demmo la lieta novella di Isacco, profeta tra i buoni” (Corano, 99:112). 

Perciò, il Corano mostra che Abramo, certamente, ebbe due figli, Ismaele ed Isacco.

88. Davide contro Golia? Errore: Chi uccise Golia? La Bibbia sembra non essere d’accordo con se stessa per quanto riguarda la preziosa sconfitta di Golia, “il più grande combattente”. Sembra che anche qui si faccia uso di un modello continuo di

cambiamento di nomi che ricorre in tutta la Bibbia, e che dà credito quando il credito non è dovuto.

Due persone diverse rivendicano la vittoria su Golia nella Bibbia: Davide – “Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada” (1 Samuele, 17:50).

Elhanan – “Ci fu un’altra battaglia coi Filistei a Gob; ed Elhanan, figliuolo di Jaare-Oreghim di Bethlehem uccise Goliath di Gath, di cui l’asta della lancia era come un subbio da tessitore” (2 Samuele, 21:19).

Spiegazione: Errore del copista.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [F] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Il solo e vero campione contro Golia è Davide, cosa che è confermata, senza alcun dubbio, nel Santo Corano:

“E li misero in fuga con il permesso di Allah. Davide uccise Golia e Allah gli diede la sovranità e la saggezza e gli insegnò quello che volle. Se Allah non respingesse alcuni per mezzo di altri, la terra sarebbe certamente corrotta, ma Allah è pieno di grazia per le creature” (Corano, 2:251).

In conclusione, un altro nome nella Bibbia è stato corretto dal Santo Corano.

89. Temeva Faraone?

 Errore: Mosé temeva Faraone (Esodo, 2:14-15) Vs. Mosé non temeva Faraone (Ebrei, 11:27).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Mosé fu un messaggero retto, inviato da Dio per affrontare la magia malvagia di Faraone. Dopo essere stato ispirato da Dio, Mosé non ebbe paura di Faraone, né si sarebbe mai presentato da lui con coraggio. Invece di essere un codardo spaventato, come erroneamente rivelato dalla Bibbia, la vera natura di Mosé come fonte di conforto e sicurezza per la sua gente è mostrata dal Corano, che chiarisce così lo scenario:

“Sono fuggito da voi perché ho avuto paura di voi. [Ora] il mio Signore mi ha dato il discernimento e ha fatto di me uno dei [Suoi] Messaggeri” (Corano, 26:21).

Il Corano riempie in modo coerente i pezzi mancanti del puzzle per correggere la Bibbia:

“Noi ispirammo a Mosè: «Getta la tua verga». E quella inghiottì tutto quello che avevano fabbricato” (Corano, 7:117).

“Quando il castigo li toccava, dicevano: «O Mosè, invoca per noi il tuo Signore in forza del patto che ha fatto con te. Se allontanerai il castigo da noi, crederemo certamente in te e lasceremo partire con te i Figli di Israele». Allontanammo da loro il tormento, ma quando giunse il termine che dovevano rispettare, ecco che mancarono al loro impegno” (Corano, 7:134-135).

90. Perché morì la moglie di Lot?

 Errore: La moglie di Lot morì di una morte orribile che non ha alcuna spiegazione valida, se non il fatto che ella si voltò indietro mentre la città stava venendo distrutta.

Secondo la Bibbia, lei fu una donna retta e non meritava di morire, perché gli stessi angeli di Dio incitarono Lot a salvarla:

“Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città» (Genesi, 19:15).

Mentre fuggivano dalla loro città che stava per essere distrutta da Dio, la moglie di Lot si voltò indietro (sicuramente una reazione naturale, avendo udito dietro di lei caos e distruzione). Nella Bibbia, quando si voltò, fu ingiustamente annientata:

“Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale” (Genesi, 19:26).

Spiegazione: La moglie di Lot fu uccisa perché disobbedì all’angelo che diceva:

“Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!” (Genesi, 19:17).

Confutazione: Questa scusa non è valida perché Lot fece anche di peggio. Lot non soltanto si fermò (una sfida aperta alle istruzioni impartite dall’angelo), ma addirittura ebbe una discussione con lui:

“Ma Lot gli disse: «No, mio Signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva»” (Genesi, 19:18-20).

Dopo essersi fermato a questionare con l’angelo, Lot non fu distrutto, perciò questo fatto invalida quella scusante. Inoltre, Lot sembra egoista in maniera sospetta quando litiga con l’angelo, dicendo ripetutamente: “Così sarò al sicuro”, piuttosto che includere nel discorso sua moglie, che non era ancora stata uccisa, dicendo: “Così saremo salvi”.

Correzione: Quella che nella Bibbia sembra una cosa ingiustificata e una incompetenza (un Profeta e gli angeli di Dio non riescono a salvare la moglie) diventa perfettamente comprensibile nel Corano. Esso spiega perché la moglie del Profeta Lot morì:

“E Noi salvammo lui e la sua famiglia, eccetto sua moglie, che fu tra quelli che rimasero indietro” (Corano, 7:83).

“Allah ha proposto ai miscredenti l’esempio della moglie di Noè e della moglie di Lot. Entrambe sottostavano a due dei Nostri servi, uomini giusti. Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Allah. Fu detto loro: «Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano»” (Corano, 66:10).

Il Santo Corano spiega che, in verità, la moglie di Lot fu tra coloro che trasgredirono e perciò fu distrutta insieme a coloro che non credettero in Lot.

91. Giuda o Saul?

 Errore: A Saul viene promesso il regno eterno su Israele (1 Samuele, 13:13) Vs. A Giuda viene promesso il regno eterno su Israele (Genesi, 49:10).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Quello che Samuele dice non è una promessa, è solo un’affermazione ipotetica.

Confutazione: Che il regno di Saul sia stato temporaneo o permanente, resta il fatto che Saul stesso fu un re consacrato di Israele. Questo contraddice il presunto governo eterno affidato alla tribù di Giuda:

“Samuele disse a Saul: «Il Signore ha inviato me per consacrarti re sopra Israele suo popolo. Ora ascolta la voce del Signore»” (1 Samuele 15:1).

Correzione: Allah, nel Santo Corano, spiega che l’essere incoronato re sulla Terra non è una condizione permanente, e che Allah può creare o rimuovere i re come Egli desidera:

“E disse il loro profeta: “Ecco che Allah vi ha dato per re Saul”. Dissero: “Come potrà regnare su di noi? Noi abbiamo più diritto di lui a regnare, e a lui non sono state concesse ricchezze!”. Disse: “In verità Allah lo ha scelto tra voi e lo ha dotato di scienza e di prestanza”. Allah dà il regno a chi vuole, Egli è immenso, sapiente” (Corano, 2:247).

(VI.) Donne

92. Bisogna incolpare Adamo o Eva?

 Errore: Come viene giudicata Eva, la madre di tutti gli esseri umani, nella Bibbia? E nel Corano? La valutazione del ritratto biblico di Eva palesa la radice dello stereotipo negativo che riguarda le donne.

Quando Dio chiese ad Adamo perché aveva mangiato il frutto dell’albero proibito, egli, secondo la Bibbia, rispose: “«La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato»” (Genesi, 3:12-13).

“Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà»” (Genesi, 3:15-16).

Come possiamo ravvisare in questo scenario, Adamo giocò un notevole ruolo nel commettere il peccato, mangiando il frutto dell’albero proibito. Perciò, perché si critica soltanto Eva?

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Corano offre una narrazione imparziale, annullando la disuguaglianza di genere ritratta nella Bibbia:

“Poi Iblîs li fece inciampare e scacciare dal luogo in cui si trovavano. E Noi dicemmo: “Andatevene via, nemici gli uni degli altri. Avrete una dimora sulla terra e ne godrete per un tempo stabilito”” (Corano, 2:36).

“Satana li tentò per rendere palese [la nudità] che era loro nascosta. Disse: «Il vostro Signore vi ha proibito questo albero, affinché non diventiate angeli o esseri immortali».

E giurò: « In verità sono per voi un consigliere sincero». Con l’inganno li fece cadere entrambi. Quando ebbero mangiato [dei frutti] dell’albero, si accorsero della loro nudità e cercarono di coprirsi con le foglie del Giardino. Li richiamò il loro Signore: «Non vi avevo vietato quell’albero, non viavevo detto che Satana è il vostro dichiarato nemico?».

102

Dissero: «O Signor nostro, abbiamo mancato contro noi stessi. Se non ci perdoni e non hai misericordia di noi, saremo certamente tra i perdenti»” (Corano, 7:20­23).

In breve, mentre la Bibbia si scaglia unicamente contro Eva, il Corano ritiene responsabili in parti uguali sia Adamo che la donna, e li perdona entrambi nello stesso modo.

93. Adamo ed Eva furono puniti in uguale misura?

Errore: Una punizione biblica sproporzionata colpì Eva, se la paragoniamo a ciò che subì Adamo. Su di lei furono scagliati dei castighi malvagi e terribili, mentre la Bibbia mantiene la relativa innocenza di Adamo.

Nella stessa Bibbia, Adamo, quando viene interrogato da Dio, usa Eva come capro espiatorio: 

“Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato»” (Genesi, 3:12). A sua volta, Eva accusa il serpente di averla ingannata.

Anche se Adamo, indirettamente, accusa colpevolmente Dio (“La donna che tu mi hai posta accanto”), Eva è maledetta ingiustamente il quadruplo di quanto lo è Adamo. Le quattro maledizioni addizionali vengono delineate nella Genesi:

“Alla donna disse: «(1) Moltiplicherò i tuoi dolori e (2) le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. (3) Verso tuo marito sarà il tuo istinto, (4) ma egli ti dominerà»” (Genesi, 3:16).

Il peccato di Adamo fu superiore a quello di Eva, nella rappresentazione biblica, perché Adamo cedette alla tentazione più velocemente, e sotto un’influenza minore, rispetto ad Eva che fu ingannata dal serpente. Adamo fu rimproverato in misura inferiore per una colpa più grande.

“Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio” (Genesi, 3:1).

La ramanzina fatta ad Adamo fu una frazione delle maledizioni comminate ad Eva. La ricompensa ricevuta dal primo uomo fu, infatti, una dannazione ulteriore inflitta ad Eva:

All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! (1) Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.

Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. (2) Con il sudore del tuo volto (3) mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!»” (Genesi, 3:17-19).

Riconosciamo qui che ad Adamo sono imposte tre punizioni, contro le quattro maledizioni inflitte ad Eva. Un ulteriore accertamento rivela che le restrizioni dietetiche di Adamo, in realtà, colpirono anche Eva. Perciò, Eva soffre quattro maledizioni distinte e, congiuntamente, condivide le tre maledizioni alimentari di Adamo.

Paolo, nella Bibbia, commenta le maledizioni di Eva dicendo: “…e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli” (1 Timoteo 2:14-15).

Paolo reitera la prospettiva biblica per cui Eva fu corrotta, perciò le donne devono soffrire per essere ricompensate, mentre Adamo e gli uomini non devono scontare alcuna pena aggiuntiva.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano controbatte alle false accuse rivolte ad Eva:

“Gli sussurrò Satana: «O Adamo, vuoi che ti mostri l’albero dell’eternità e il regno imperituro?». Ne mangiarono entrambi e presero coscienza della loro nudità. Iniziarono a coprirsi intrecciando foglie del giardino. Adamo disobbedì al suo Signore e si traviò” (Corano, 20:120-121).

Il Corano respinge le accuse fanatiche che vedono Eva come l’unica colpevole. Esso inserisce anche Adamo nella scena della trasgressione, e riconosce che anch’egli parlò con Satana. Di conseguenza, Adamo ed Eva furono ugualmente puniti per la loro disobbedienza. In conclusione, secondo il Corano, le donne del mondo non sono in debito di nessuna azione per ottenere la salvezza.

94. La Bibbia vieta alle donne di parlare

 Errore: La Bibbia afferma: “Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea” (1 Corinzi, 14:34-35).

“La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio” (1 Timoteo, 2:11-15).

La Bibbia vieta alle donne anche di parlare in una chiesa (1 Corinzi 14:34-35).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Gli apologeti asseriscono che rimanere in silenzio, in questi versi, in realtà significa essere sottomesse. Altrimenti, gli uomini e le donne sono ugualmente redenti:

“Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Galati, 3:28).

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Paolo, ovviamente, non intendeva la sottomissione quando disse alle donne di stare in silenzio. Infatti, in (1 Timoteo, 2:11) dice che esse devono stare, allo stesso tempo, sottomesse e silenziose. In questo modo, smentisce l’idea che, quando dice che le donne devono stare ‘in silenzio’ egli intenda semplicemente ‘sottomesse’. Di nuovo, gli apologeti cercano di sviare i significati delle parole ignorando il contesto in cui queste vengono usate:

“Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo” (1 Timoteo, 2:12).

La scusa, in realtà, mostra che Paolo contraddice se stesso e, ancora di più, contraddice il Vangelo: mentre in un caso la Bibbia dice alle donne di stare in silenzio, in un altro predice delle donne che profetizzeranno (Atti, 2:17).

Gli apologeti errano ancora di più quando cercano di riesumare dei passi in cui Paolo paragona gli uomini alle donne. In uno, egli dice che gli uomini e le donne vengono salvati allo stesso modo (Galati, 3:28), mentre in un altro sostiene che le donne devono sopportare una redenzione differente:

“E non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli” (1 Timoteo, 2:14-15).

Correzione: Nel Corano non si trova un solo verso che sostiene che una donna non può parlare in un particolare momento. Tantomeno esso afferma che la donna non può parlare mai! Infatti, il Corano dice quanto segue:

“Allah ha udito il discorso di colei che discuteva con te a proposito del suo sposo e si lamentava [davanti] ad Allah. Allah ascoltava il vostro colloquio. Allah è audiente e vede con chiarezza” (Corano, 58:1).

Non solo questa donna – Khaulah bint Tha’labah – parla con il Profeta (saas), ma addirittura discute con lui, e il Misericordioso, Allah, ascolta entrambi! La donna non viene condannata per avere parlato con il cuore e l’anima al Profeta (saas) ed aver discusso con lui su un argomento, ma, al contrario, Allah rassicura di aver ascoltato le lamentele di questa donna e di essere l’Audiente di tutte le persone, uomini e donne.

95. Amputazione femminile

 Errore: La Bibbia afferma che se due uomini si stanno azzuffando, e la moglie di uno dei due interviene, le deve essere amputata la mano (Deuteronomio, 25:11-12).

Spiegazione: 1) La donna può avere danneggiato la capacità riproduttiva dell’aggressore colpendo, intenzionalmente o accidentalmente, i suoi genitali. 2) La donna viene punita perché commette un atto di indecenza toccando i genitali di un uomo che non è il marito.

Confutazione: 1) Questa scusa che viene avanzata per tagliare la mano di una donna è davvero patetica. Infatti, lo stesso pretesto può essere usato per giustificare l’interferenza della donna: se il marito dovesse essere colpito gravemente, potrebbe perdere la vita; inoltre, se alla moglie dovesse essere tagliata la mano, sarebbe lei a restare disabile. Lasciateci esaminare in modo ancora più approfondito le motivazioni per cui le scuse degli apologeti non sono valide, in questo passo iniquo:

Se le amputano la mano, la donna non può occuparsi dei propri figli: La donna accusata ingiustamente può aver salvato il proprio marito dalle ferite o dalla morte;

Il coraggio e la devozione della moglie sono considerati un atto punibile.

Perciò, la prima scusa è nulla: essa può essere rovesciata per giustificare l’“interferenza” della donna nell’aggressione che vede coinvolto suo marito.

2) La donna non sta commettendo adulterio, perché l’atto di toccare un altro uomo assume la forma di autodifesa (proteggere il proprio marito) e in nessun modo viene compiuto per scopi impudichi.

Correzione: In nessuna parte del Corano viene ripetuta questa legge orrenda, e, anche nell’ipotesi che le intenzioni della donna siano lascive, esso non è severo quanto la Bibbia:

“Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell’applicazione] della Religione di Allah, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione” (Corano, 24:2).

96. Il divorzio è permesso?

 Errore: Il divorzio è permesso (Deuteronomio 24:1-4) Vs. Il divorzio è proibito (Marco, 10:1-2) e (1 Corinzi 7:10-16).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non quello che si intende. Gesù e Paolo parlano di ciò che Dio vuole, mentre Mosé parla di quello che succede nella vita reale.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Il problema presentato da questa scusa è che Gesù riconosce sicuramente ciò che Mosé disse, e lo revoca dicendo che Mosé parlò in questo modo per una colpa che c’era tra gli Ebrei. Nel momento in cui Gesù parla, però, questa colpa è punibile con la morte. La ragione per cui Mosé permise il divorzio non è quindi più accettabile per nessuno:

“Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei” (Marco, 10:11).

“Chiunque” – ossia, ogni persona, in ogni condizione – non ha il permesso di divorziare da sua moglie e, viceversa, se divorzia, la punizione è la morte, perché Gesù pose il divorzio sullo stesso piano dell’adulterio, e l’adulterio è punibile con la lapidazione.

Correzione: Nel Santo Corano, Dio mostra di accettare l’esistenza di molte condizioni che giustificano il divorzio. I coniugi non devono restare insieme sotto la minaccia della morte, come invece la Bibbia fa affermare a Gesù. Invece, a due persone sposate è permesso divorziare dopo aver cercato di riconciliare le proprie differenze. Dio, nel Santo Corano, dice che se si intende divorziare, che ogni persona attenda quattro mesi prima di farlo, un periodo di “attesa” o di “raffreddamento”:

“Per coloro che giurano di astenersi dalle loro donne, è fissato il termine di quattro mesi. Se recedono, Allah è perdonatore, misericordioso” (Corano, 2:226).

“Quando poi siano giunte al loro termine, trattenetele convenientemente o separatevi da esse convenientemente. Richiedete la testimonianza di due dei vostri uomini retti, che testimonino davanti ad Allah. Ecco a che cosa è esortato chi crede in Allah e nell’Ultimo Giorno. A chi teme Allah, Egli apre una via d’uscita” (Corano, 65:2).

In qualsiasi momento del periodo di interim, di 4 mesi, il divorzio può essere ritirato e la coppia può accomodare le proprie differenze.

97. Una divorziata è un’adultera?

ERRORE: Un grande problema posto dalla Bibbia è la condanna delle divorziate. Una volta che una donna ha intrattenuto con un uomo una relazione sponsale, lei, ora divorziata, naturalmente desidera risposarsi. Tuttavia la Bibbia afferma che il matrimonio con una divorziata è punibile con la morte:

“Chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio” (Matteo, 5:32).

Gesù equiparò il divorzio all’adulterio, e l’adulterio era punibile con la lapidazione.

La Bibbia si contraddice a questo riguardo, dicendo, in un’altra parte, che le donne possono risposarsi senza alcuna conseguenza; Mosé dice che una divorziata “Va e diventa moglie di un altro marito” (Deuteronomio, 24:2).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano corregge questa degradazione e contraddizione della Bibbia dichiarando che le donne divorziate non sono peccatrici, invece sono onorate come quelle che non si sono mai sposate. Il matrimonio e il divorzio, infatti, non hanno conseguenze sul carattere di una donna e, per questo motivo, queste divorziate devono essere trattate con gentilezza e deve essere loro accordato il permesso di risposarsi:

“Si può divorziare due volte. Dopo di che, trattenetele convenientemente o rimandatele con bontà; e non vi è permesso riprendervi nulla di quello che avevate donato loro, a meno che entrambi non temano di trasgredire i limiti di Allah. Se temete di non poter osservare i limiti di Allah, allora non ci sarà colpa se la donna si riscatta. Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate. E coloro che trasgrediscono i termini di Allah, quelli sono i prevaricatori.

Se divorzia da lei [per la terza volta] non sarà più lecita per lui finché non abbia sposato un altro. E se questi divorzia da lei, allora non ci sarà peccato per nessuno dei due se si riprendono, purché pensino di poter osservare i limiti di Allah. Ecco i limiti di Allah, che Egli manifesta alle genti che comprendono” (Corano, 2:229-230).

98. Un amore che si riaccende?

 Errore: A volte l’amore non può lasciare il cuore di una persona, esso può riaccendersi; tuttavia la Bibbia non ammette questa ripresa del sentimento amoroso nel cuore. Una donna divorziata che sposa un altro uomo, e poi divorzia nuovamente, non può ritornare dal primo marito:

“Se essa, uscita dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e questi la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via dalla casa o se quest’altro marito, che l’aveva presa per moglie, muore, il primo marito, che l’aveva rinviata, non potrà riprenderla per moglie, dopo che essa è stata contaminata, perché sarebbe abominio agli occhi del Signore; tu non renderai colpevole di peccato il paese che il Signore tuo Dio sta per darti in eredità” (Deuteronomio, 24:2-4).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano non chiama profanatrici queste donne che hanno divorziato due volte, come fa la Bibbia. Invece, queste sono donne onorate che possono ritornare dal primo marito:

“Se divorzia da lei [per la terza volta] non sarà più lecita per lui finché non abbia sposato un altro. E se questi divorzia da lei, allora non ci sarà peccato per nessuno dei due se si riprendono, purché pensino di poter osservare i limiti di Allah. Ecco i limiti di Allah, che Egli manifesta alle genti che comprendono” (Corano, 2:230).

99. Cacciata da casa?

 Errore: In un’altra aberrazione interna alla Bibbia, una divorziata deve essere cacciata da casa (Deuteronomio, 24:1).

“Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa”.

È una punizione vergognosa, per una donna, essere mandata via dalla casa nella quale aveva convissuto con il marito.

Questo modo di allontanare le donne dalle loro case coniugali viene ripetuto nel passo seguente:

“(Se essa… diventa moglie di un altro marito…) e questi la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via dalla casa” (Deuteronomio, 24:3).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano ci insegna che un uomo non ha il diritto di mandare via da casa la moglie da cui ha divorziato, lasciandola sperduta sulla strada:

“O Profeta, quando ripudiate le vostre donne, ripudiatele allo scadere del termine prescritto e contate bene il termine. Temete Allah vostro Signore e non scacciatele dalle loro case, ed esse non se ne vadano, a meno che non abbiano commesso una provata indecenza. Ecco i termini di Allah. Chi oltrepassa i termini di Allah, danneggia se stesso. Tu non sai: forse in questo periodo Allah farà succedere qualcosa” (Corano, 65:1).

100. Il figlio dell’ex marito?

ERRORE: La Bibbia rappresenta Mosé che permette alle donne di risposarsi immediatamente dopo un divorzio (Deuteronomio, 24:1-2). L’errore di questa legge diffusa sta nel fatto che, se la donna si risposa immediatamente, e non sa di essere incinta, nessuno può conoscere con certezza chi sia il padre del bambino.

In un altro passo - contrariamente a quanto viene fatto disporre a Mosé - la Bibbia fa dire, falsamente, a Gesù:

“Chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio” (Matteo, 5:32).

Questo, apparentemente, fu affermato per prevenire la diffusione dei figli senza padre.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano risolve il problema della dubbia paternità dei figli dei divorziati che viene creato dalla Bibbia, e lo fa senza alienare né punire le madri con una vita priva di un nuovo matrimonio, come invece si dichiara che abbia fatto Gesù:

“Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli, e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell’Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori. Allah è potente, è saggio” (Corano, 2:228).

Perché sia nota l’identità del padre dell’eventuale bambino, le divorziate devono attendere tre mesi prima di un nuovo matrimonio, per verificare, prima di risposarsi, se siano incinte o meno. Questo metodo elimina addirittura il procedimento odierno che vede gli uomini ricorrere ai test ematici di paternità, e le ex coppie litigare e accusare di inattendibilità il procedimento.

101. Le vedove e le sorelle non ereditano

 Errore: In (Numeri, 27:8-11), Mosé descrive la regola dell’eredità che gli è presumibilmente stata dettata da Dio. Se un uomo muore, suo figlio eredita i beni; alla figlia non spetta nulla. Se non ci sono figli, il patrimonio viene ereditato dai fratelli del marito, e le sorelle non ottengono nulla.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Corano abolisce questa cupidigia maschile:

“Agli uomini spetta una parte di quello che hanno lasciato genitori e parenti; anche alle donne spetta una parte di quello che hanno lasciato genitori e parenti stretti: piccola o grande che sia, una parte determinata” (Corano, 4:7).

“A voi spetta la metà di quello che lasciano le vostre spose, se esse non hanno figli. Se li hanno, vi spetta un quarto di quello che lasciano, dopo aver dato seguito al testamento e [pagato] i debiti. E a loro spetterà un quarto di quello che lasciate, se non avete figli. Se invece ne avete, avranno un ottavo di quello che lasciate, dopo aver dato seguito al testamento e pagato i debiti. Se un uomo o una donna non hanno eredi, né ascendenti né discendenti, ma hanno un fratello

o una sorella, a ciascuno di loro toccherà un sesto, mentre se sono più di due divideranno un terzo, dopo aver dato seguito al testamento e [pagato] i debiti senza far torto [a nessuno]. Questo è il comando di Allah. Allah è sapiente, saggio” (Corano, 4:12).

102. Lo stupratore deve sposare la sua vittima

Errore: “Se un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, la prende e si corica con lei, e sono sorpresi in flagrante, l’uomo che si è coricato con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d’argento, ed ella sarà sua moglie, perché l’ha disonorata e non potrà mandarla via finché egli vive” (Deuteronomio, 22:28-30).

Qui bisogna farsi una semplice domanda: chi viene punito, qui? Il criminale che ha violentato la donna, o la donna che è stata violentata? Secondo la Bibbia, una donna deve trascorrere il resto della sua vita con l’uomo che ha commesso l’orrendo crimine di stuprarla.

Spiegazione: Nessuna.

CORREZIONE: Mentre, nella Bibbia non viene data voce alla donna, il Santo Corano fa sì che le donne vengano ascoltate:

“O voi che credete, non vi è lecito ereditare delle mogli contro la loro volontà. Non trattatele con durezza nell'intento di riprendervi parte di quello che avevate donato, a meno che abbiano commesso una palese infamia. Comportatevi verso di loro convenientemente. Se provate avversione nei loro confronti, può darsi che abbiate avversione per qualcosa in cui Allah ha riposto un grande bene” (Corano, 4:19).

Il Profeta Muhammad (saas) dice in (Volume 9, Libro 86, Numero 101), narratoda Aisha: “È essenziale avere il consenso di una donna (per il matrimonio)”.

103. Sposata al cognato?

 Errore: C’è ancora un altro caso nella Bibbia, tuttavia, in cui una donna viene obbligata a sposare qualcuno senza che sia obbligatorio il suo consenso:

“Se dei fratelli abitano assieme e uno di essi muore senza lasciar figli, la moglie del defunto non si mariterà ad un estraneo fuori della famiglia; suo cognato entrerà da lei e la prenderà in moglie” (Deuteronomio, 25:5).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Di nuovo, il Santo Corano eleva lo status delle donne a paritario rispetto a quello maschile, e le considera persone che possono prendere decisioni importanti, come qui vediamo, specialmente quella che riguarda il loro matrimonio:

“O voi che credete, non vi è lecito ereditare delle mogli contro la loro volontà. Non trattatele con durezza nell'intento di riprendervi parte di quello che avevate donato, a meno che abbiano commesso una palese infamità. Comportatevi verso di loro convenientemente. Se provate avversione nei loro confronti, può darsi che abbiate avversione per qualcosa in cui Allah ha riposto un grande bene” (Corano, 4:19).

104. Perché Maria non fu lapidata?

 Errore: Se si scopre che una ragazza non è vergine, deve essere uccisa (Deuteronomio, 22:13-21). Secondo la Bibbia, la punizione per l’adulterio è la lapidazione:

“Ma se la cosa è vera e nella giovane non sono stati trovati i segni della verginità, allora faranno uscire la giovane all’ingresso della casa di suo padre e la gente della sua città la lapiderà con pietre ed essa morirà, perché ha commesso un atto infame in Israele, facendo la prostituta in casa di suo padre. Così estirperai il male di mezzo a te” (Deuteronomio, 22:20-21).

Perché, allora, la vita di Maria fu risparmiata dalla comunità, dato che, apparentemente, ebbe un figlio senza che ci fosse un padre?

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il motivo per cui Maria fu lasciata libera di muoversi, mostrando orgogliosa il suo bambino, Gesù, senza essere uccisa per questo, viene spiegato nel Corano. Il Santo Corano completa le parti mancanti della Bibbia, che sono spesso sopravvalutate, ignorate o evitate intenzionalmente dai teologi non Musulmani.

Sappiamo dal Vangelo che, ancora 30 anni dopo la nascita di Gesù, la lapidazione della donna adultera era comune. In (Giovanni, 8), Gesù, già adulto, impedisce che una folla lapidi una donna accusata di adulterio: “Dissero a Gesù: «Maestro, questa donna è stata sorpresa sul fatto, mentrecommetteva adulterio. Ora, nella legge Mosè ci ha comandato di lapidare talidonne; ma tu, che ne dici?». Or dicevano questo per metterlo alla prova e per aver di che accusarlo. MaGesù, fingendo di non sentire, chinatosi, scriveva col dito in terra. E, come essi continuavano ad interrogarlo, egli si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei»” (Giovanni 8, 4-7).

Trent’anni prima, all’epoca della nascita di Gesù, ci sarebbe voluto un miracolo per impedire agli Israeliti di uccidere Maria. È proprio un miracolo, infatti, quello

che il Santo Corano rivela, e che la salvò. Quando gli Israeliti si avvicinarono a Maria e al suo bambino Gesù per interrogarla e indagare sul bimbo senza padre, accadde qualcosa di inatteso:

“Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: «O Maria, hai commesso un abominio! O sorella di Aronne , tuo padre non era un empio né tua madre una libertina». Maria indicò loro [il bambino]. Dissero: «Come potremmo parlare con un infante nella culla?», [Ma Gesù] disse: «In verità sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta. Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l’orazione e la decima finché avrò vita, e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento né miserabile” (Corano, 19:27-32).

In conclusione, dopo essere stati testimoni del miracolo di Dio (il Messia neonato che lodava Dio), gli Israeliti confermarono l’innocenza di Maria. È interessante che, come Gesù ebbe questa prima esperienza che lo vide fermare, neonato, la lapidazione di una sospetta adultera, trent’anni dopo, abbia nuovamente persuaso una folla ad evitare di lapidare una presunta adultera (nel Vangelo di Giovanni, capitolo 8).

105. Dopo la nascita?

 Errore: Le donne che hanno dato vita a un maschio sono ritualmente impure per 40 giorni. Se il neonato è una femmina, la madre è impura per 80 giorni. (Levitico, 12:1-5).

Questa dichiarazione mostruosa mostra che dare vita a una femmina è doppiamente contaminante di quanto non lo sia partorire un maschio.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Nell’Islam, la nascita di una figlia è uguale alla nascita di un figlio; il Santo Corano corregge la percezione biblica che la nascita di una figlia sia maggiormente contaminante o avversa di quella di un maschio. Dio ripete per noi ciò che usavano fare gli uomini malvagi:

“Quando si annuncia ad uno di loro la nascita di una figlia, il suo volto si adombra e soffoca [in sé la sua ira]. Sfugge alla gente, per via della disgrazia che gli è stata annunciata: deve tenerla nonostante la vergogna o seppellirla nella polvere? Quant’è orribile il loro modo di giudicare” (Corano, 16:58-59).

Perciò, le figlie non sono più vergognose o impure di quanto non lo siano i figli. Infatti, sono uguali:

“Appartiene ad Allah la sovranità dei cieli e della terra. Egli crea quello che vuole. Concede femmine a chi vuole e, a chi vuole, maschi” (Corano, 42:49).

Perciò, la nascita di una femmina o di un maschio è ugualmente un dono di Dio.

106. La nascita di una figlia è una perdita

 Errore: Molti cattolici considerano la nascita di una figlia una grande perdita. Nella Bibbia Cattolica, Apocrifi, Libro dell’Ecclesiaste, si dice: “La nascita di una figlia è una perdita” (Ecclesiaste, 22:3).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dio precisa, nel Corano, la Sua guida per tutta l’umanità, che i bambini e le bambine nascono uguali, e che coloro che ritengono che avere una femmina sia una perdita di cui vergognarsi sbagliano:

“Quando si annuncia ad uno di loro la nascita di una figlia, il suo volto si adombra e soffoca [in sé la sua ira]. Sfugge alla gente, per via della disgrazia che gli è stata annunciata: deve tenerla nonostante la vergogna o seppellirla nella polvere? Quant'è orribile il loro modo di giudicare” (Corano, 16:58-59).

Perciò, le bambine non sono inferiori ai maschi; infatti entrambe le nascite sono uguali:

“Appartiene ad Allah la sovranità dei cieli e della terra. Egli crea quello che vuole. Concede femmine a chi vuole e, a chi vuole, maschi” (Corano, 42:49).

107. La vedova non può sposare un sacerdote

 Errore: In un ulteriore affronto alla dignità di una vedova, ai sacerdoti è proibito prenderla in matrimonio. Nella Bibbia, le vedove sono unificate alle prostitute come donne che ad un sacerdote non è consentito sposare:

“Non prenderà né una vedova, né una divorziata, né una disonorata, né una prostituta; ma prenderà in moglie una vergine del suo popolo” (Levitico, 21:14).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano spiega che a tutti i credenti è consentito sposare una vedova:

“E coloro di voi che muoiono lasciando delle spose, queste devono osservare un ritiro di quattro mesi e dieci [giorni]. Passato questo termine non sarete responsabili del modo in cui dispongono di loro stesse, secondo la buona consuetudine. Allah è ben informato di quello che fate.

Non sarete rimproverati se accennerete a una proposta di matrimonio, o se ne coltiverete segretamente l’intenzione. Allah sa che ben presto vi ricorderete di loro. Ma non proponete loro il libertinaggio: dite solo parole oneste. Ma non risolvetevi al contratto di matrimonio prima che sia trascorso il termine prescritto” (Corano, 2:234-235).

108. La divorziata non può sposare un sacerdote

 Errore: In un ulteriore affronto alla dignità di una divorziata, ai sacerdoti è proibito prenderla in matrimonio. Nella Bibbia, le divorziate sono unificate alle prostitute in quanto donne che ad un sacerdote non è consentito sposare:

“Non prenderà né una vedova, né una divorziata, né una disonorata, né una prostituta; ma prenderà in moglie una vergine del suo popolo” (Levitico, 21:14).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Una donna divorziata, nel Corano, può sposare chiunque, compreso il suo ex marito. I credenti possono addirittura sposare le donne divorziate dai pagani:

“O voi che credete, quando giungono a voi le credenti che sono emigrate, esaminatele; Allah ben conosce la loro fede. Se le riconoscerete credenti, non rimandatele ai miscredenti – esse non sono lecite per loro né essi sono loro leciti

– e restituite loro ciò che avranno versato. Non vi sarà colpa alcuna se le sposerete versando loro il dono nuziale. Non mantenete legami coniugali con le miscredenti. Rivendicate quello che avete versato ed essi rivendichino quel che hanno versato. Questo è il giudizio di Allah, con il quale giudica fra voi, e Allah è sapiente, saggio” (Corano, 60:10).

109. Chi sono i genitori di Eva?

 Errore: Secondo la logica cristiana relativa alla relazione tra Gesù e Dio, i figli che nascono con un solo genitore devono avere Dio come altro genitore. Questa argomentazione sarebbe logica, tranne per il fatto che Eva, che aveva un solo genitore, non viene considerata la figlia di Dio nello stesso modo in cui Gesù è considerato il figlio di Dio.

Le somiglianze tra le figure di Gesù ed Eva sono quasi totali: il grembo di Maria era sterile e non aveva mai avuto figli, simile alla costola di Adamo, priva di figli e sterile. Inoltre, la costola di Adamo diede la vita ad Eva, e il grembo di Maria diede vita a Gesù.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il grembo e la costola furono usati da Dio come uno strumento per la creazione.

Eva nacque da un altro essere umano, come Gesù nacque da un altro essere umano; Gesù nacque con l’aiuto di Allah, così come Eva nacque con l’aiuto di Allah. Allah crea, e non genera.

“Non c’è dio all’infuori di Lui, Colui che dà la vita e dà la morte, il vostro Signore e il Signore dei vostri più lontani antenati” (Corano, 44:8).

 “Non ha generato, non è stato generato” (Corano, 112:3).

“In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo che Egli creò dalla polvere, poi disse: “Sii” ed egli fu” (Corano, 3:59).

110. Le donne si vendono?

 Errore: Le donne non sono una proprietà, tranne che nella Bibbia (Esodo, 21:7­11). Un padre può vendere come schiava la propria figlia per pagare un debito. Una figlia venduta come schiava non viene rilasciata al termine dei sei anni, come accade ad un comune schiavo maschio.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Fortunatamente, a tutti noi Dio, 1400 anni fa, nel Corano, ha accordato dei diritti e la libertà. Non dobbiamo essere resi schiavi dalle leggi della Bibbia:

“O voi che credete, non vi è lecito ereditare delle mogli contro la loro volontà. Non trattatele con durezza nell’intento di riprendervi parte di quello che avevate donato, a meno che abbiano commesso una palese infamità. Comportatevi verso di loro convenientemente. Se provate avversione nei loro confronti, può darsi che abbiate avversione per qualcosa in cui Allah ha riposto un grande bene” (Corano, 4:19).

Per quanto riguarda il debito o la povertà di un genitore come scusante, ci viene comandato, nel Corano, di non rendere schiavi i figli per alleviare la povertà:

“Dì: «Venite, vi reciterò quello che il vostro Signore vi ha proibito e cioè: non associateGli alcunché, siate buoni con i genitori, non uccidete i vostri bambini in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro»” (Corano, 6:151).

111. Gli uomini valgono di più?

 Errore: Di nuovo, la Bibbia cerca di comunicare una sproporzione di valore che differenzia tra gli uomini e le donne:

“Se il tuo estimo riguarda un maschio dai vent’anni in su, fino ai sessant’anni, allora il tuo estimo sarà di cinquanta sicli d’argento, secondo il siclo del santuario. Se si tratta di una donna, il tuo estimo sarà di trenta sicli” (Levitico, 27:3-4).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano corregge tutti questi valori discordanti tra uomini e donne, dichiarando che entrambi sono uguali doni di Dio:

“Appartiene ad Allah la sovranità dei cieli e della terra. Egli crea quello che vuole. Concede femmine a chi vuole e, a chi vuole, maschi” (Corano, 42:49).

112. La castità

 Errore: Una vergine fidanzata che è stata sedotta in città deve essere messa a morte, a meno che non abbia chiesto aiuto (Deuteronomio, 22:23-24).

Questo è un sistema inaffidabile per poter giudicare se una donna abbia o meno provato dolore. Se infatti nessuno la sente gridare aiuto, che le succede? Affidarsi ad indicatori esteriori per emettere un giudizio di morte è davvero avventato. Dio non è un Dio misericordioso?

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Corano ci insegna che Dio conosce quale è la verità, nel visibile e nell’invisibile, in ciò che si ode e in ciò che non si ode, ed Egli giudicherà conformemente, perché Dio ha misericordia di ogni cosa. Non è necessario sia stata udita una invocazione di aiuto perché Dio riconosca chi è il colpevole e chi l’innocente:

“Non vedi che Allah conosce quel che è nei cieli e sulla terra? Non c’è conciliabolo a tre in cui Egli non sia il quarto, né a cinque in cui non sia il sesto; siano in più o in meno, Egli è con loro ovunque si trovino. Poi, nel Giorno della Resurrezione, li porrà di fronte a quello che avranno fatto. In verità Allah conosce ogni cosa” (Corano, 58:7).

In tema di stupro:

“E coloro che non hanno [i mezzi] di sposarsi cerchino la castità, finché Allah non li arricchisca con la Sua Grazia. Ai vostri schiavi che ve lo chiedano concedete l’affrancamento contrattuale , se sapete che in essi c’è del bene, e date loro parte dei beni che Allah ha dato a voi. Per brama dei beni di questa vita, non costringete a prostituirsi le vostre schiave che vogliono mantenersi caste. E se vi sono costrette, ebbene a causa di tale costrizione Allah concederà il Suo perdono e la Sua misericordia” (Corano, 24:33).

113. Mogli pagane?

 Errore: Divorziare dalle mogli pagane (Ezra, 10:11) Vs. Non divorziare dalle mogli pagane (1 Corinzi, 7:12).

Spiegazione: 1) Le scritture posteriori sostituiscono quelle precedenti; 2) Non tutti i pagani sono uguali.

Confutazione: 1) (Vedi Risposta lettera [G] nella Mappa delle Confutazioni); 2) Che si creda in Dio o meno, o, come dicono i cristiani, che si sia salvi o meno.

Correzione: Il Corano spiega che agli uomini non è permesso sposare le donne pagane:

“Non sposate le [donne] associatrici finché non avranno creduto, ché certamente una schiava credente è meglio di una associatrice, anche se questa vi piace. E non date spose agli associatori finché non avranno creduto, ché, certamente, uno schiavo credente è meglio di un associatore, anche se questi vi piace. Costoro vi invitano al Fuoco, mentre Allah, per Sua grazia, vi invita al Paradiso e al perdono. E manifesta ai popoli i segni Suoi affinché essi li ricordino” (Corano, 2:221).

Il Santo Corano compone le differenze nella Bibbia dicendo che agli uomini non è permesso sposare donne pagane o atee, ma è loro consentito sposare delle donne che credono nel Dio di Abramo:

“Oggi vi sono permesse le cose buone e vi è lecito anche il cibo di coloro ai quali è stata data la Scrittura, e il vostro cibo è lecito a loro. [Vi sono inoltre lecite] le donne credenti e caste, le donne caste di quelli cui fu data la Scrittura prima di voi, versando il dono nuziale - sposandole, non come debosciati libertini! Coloro che sono miscredenti vanificano le opere loro e nell’altra vita saranno tra i perdenti” (Corano, 5:5).

114. I nomi da nubili?

 Errore: La Bibbia insegna che una donna deve perdere il suo nome da nubile con il matrimonio:

L’eliminazione del cognome da nubile è illustrato da (Genesi, 2:23): “…Lei sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo”, così come da (Genesi, 5:2): “Li creò maschio e Femmina, li benedisse e diede loro il nome di uomo, nel giorno in cui furono creati”.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Nel Mondo Musulmano, le donne hanno la possibilità di mantenere il proprio cognome paterno:

“Date loro il nome dei loro padri: ciò è più giusto davanti ad Allah. Ma se non conoscete i loro padri siano allora vostri fratelli nella religione e vostri protetti. Non ci sarà colpa per voi per ciò che fate inavvertitamente, ma per quello che i vostri cuori fanno volontariamente. Allah è perdonatore, misericordioso” (Corano, 33:5).

(VII.) Gesù

115. Due ciechi?

 Errore: Gesù guarisce due ciechi sulla strada per Gerico (Matteo, 20:29-34) Vs. Guarisce un solo cieco (Marco, 10:46:52)

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Anche se Marco parla di “un cieco”, potrebbe aver voluto dire due.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni). Curare una persona cieca può essere stata una coincidenza. Curarne due è un assoluto miracolo. Per Marco ignorare il secondo uomo che si presume sia stato curato, o considerarne solo uno ed ignorare l’altro è come non vedere una eclissi di sole.

Inoltre, in altre situazioni nelle quali erano protagonisti due individui, Marco li menziona entrambi:

“Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra” (Marco, 15:27).

Correzione: Il Corano spiega che a Gesù fu concesso da Dio il potere di guarire tutti i ciechi, e, perciò, Gesù potrebbe aver guarito più di una o due persone, poiché egli possedeva quella facoltà di guarire la gente (plurale) che Dio gli donò.

“Guaristi, col Mio permesso, il cieco nato e il lebbroso” (Corano, 5:110).

116. Alcuni malati?

 Errore: Gesù guarì tutti i malati (Matteo, 8:16; Luca, 4:40) Vs. Gesù guarì molti malati (ma non tutti) (Marco, 1:32-34).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Secondo il Santo Corano, Gesù guarì i presenti; perciò in esso non è presente, come nella Bibbia, l’errore per cui si sostiene che egli guarì assolutamente tutti i malati. Il Corano illumina il fatto se tutti o alcuni furono guariti:

“E quando Allah dirà: “O Gesù figlio di Maria, ricorda la Mia grazia su di te e su tua madre e quando ti rafforzai con lo Spirito di Santità! Tanto che parlasti agli

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uomini dalla culla e in età matura. E quando ti insegnai il Libro e la saggezza e la Torâh e il Vangelo, quando forgiasti con la creta la figura di un uccello, quindi vi soffiasti sopra e col Mio permesso divenne un uccello. Guaristi, col Mio permesso, il cieco nato e il lebbroso. E col Mio permesso risuscitasti il morto. E quando ti difesi dai Figli d’Israele allorché giungesti con le prove. Quelli di loro che non credevano, dissero: “Questa è evidente magia”” (Corano, 5:110).

Il Corano spiega che la risposta corretta alla domanda se Gesù abbia guarito molte persone oppure tutte è che egli ne curò molte, perché, tecnicamente, potrebbero esserci stati alcuni malati con l’influenza che non si fecero avanti per essere guariti. Gesù, quindi, non guarì tutti, come conferma il Corano, perché certamente a Gesù fu dato il potere di curare alcuni tipi di malattia, ma non ogni malattia.

117. Oltre ogni ragionevole dubbio

 Errore: Nei prossimi venti punti il Corano corregge la Bibbia a proposito alla presunta crocifissione di Gesù, e qui saremo testimoni di una delle affermazioni ampie e fenomenali che coprono e risolvono un intero episodio.

Il Corano smaschera il disordine che, nella Bibbia, circonda la crocifissione di Gesù. Per oltre 2000 anni, gli editori della Bibbia sono stati esortati ad armonizzare le diciotto tensioni che seguono e che il Corano allevia con un singolo verso.

Come un Giudice che decide su un caso di omicidio, Allah, per mezzo del Corano, smonta la prova presuntiva contenuta nella Bibbia, affermando che c’è un ragionevole dubbio. Elencate in ordine cronologico, ci sono le 18 dichiarazioni della Bibbia che precedono il giudizio nel Corano:

Supposizioni risposte?

Gesù non risponde alle accuse, nella sua udienza davanti a Pilato (Matteo, 27:11-14) Vs. Gesù risponde a tutte le accuse alla sua udienza davanti a Pilato (Giovanni, 18:33-37).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi punto 138).

118. Troppo pesante?

Errore: Chi portò la croce? Obbligarono Simone a portare la croce di Gesù (Matteo, 27:32), (Luca, 23:26) & (Marco, 15:21) Vs. Gesù portò lui stesso la croce (Giovanni, 19:17).

Spiegazione: I sostenitori della Bibbia tentano di razionalizzare questa disparità proponendo Gesù che collassa dopo la flagellazione e l’interrogatorio, e ritenendo congruente che Simone porti la croce. Il problema posto da questo ipotizzato scenario è che esso fa conseguire più domande che risposte.

Confutazione: Primo, se Gesù cadde e non portò la croce, perché nessuno dei discepoli documenta la “caduta di Gesù”?  Secondo, se Giovanni, per dimostrare la divinità di Gesù, senz’altro cancellò i dettagli che lo vedono troppo cadente, allora sorge un dubbio: quali altre cancellazioni sono state apportate per non screditare la divinità di Gesù? Nel contempo, d’altra parte, è soltanto nella testimonianza di Giovanni che troviamo delle affermazioni derogatorie che suggeriscono che Gesù sia divino.  Terzo, nel Vangelo di Giovanni si menziona un numero ancora inferiore di dettagli minori, ad esempio, (L’ora esatta in cui Gesù fu posto sulla croce, Giovanni, 19:14) ecc. Come si può, allora, non considerare i fatti riportati da un discepolo (Simone) che partecipò alla crocifissione di Gesù?

Realizziamo che il suggerimento che vede il discepolo Giovanni “estromettere” questo avvenimento è inaccettabile, e getta un’ombra di sfiducia ancor più ampia sulla narrazione biblica di Giovanni.

Correzione: (Vedi punto 138).

119. Su cosa posero Gesù?

 Errore: In (Marco, 15:32) ci viene detto che Gesù fu posto su una “croce” per essere crocifisso:

“«Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano”.

Il termine qui utilizzato per “croce”, nell’edizione greca, è “stauros”, tuttavia, in (1 Pietro 2:24) ci viene detto che Gesù fu crocifisso sul “legno”:

“Egli, che ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, sul legno, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le cui lividure siete stati sanati”.

Il termine dell’edizione greca che, in questo verso, indica “legno” è “xulon”.

Spiegazione: I propagandisti biblici tentano di razionalizzare questa disparità proponendo un errore di traduzione dal testo greco, ma, come vediamo, persino i versi in greco usano parole diverse per descrivere l’oggetto ligneo utilizzato per sconfiggere Gesù. Certo, sia un albero che una croce possono essere usati allo stesso modo, come un palo, un bastone, una staffa, perché tutti i termini sono collegati, nel significato lessicale dei due. Tuttavia questa relazione non scusa il fatto che siano stati utilizzati due termini differenti. Un albero ed una croce possono avere anche significati opposti nel dizionario. Perciò, mostrando un uguale grado di differenza nei significati.

Confutazione: Primo, suggerire un errore di traduzione della Bibbia dal greco è inaccettabile, perché i Cristiani sostengono che la Bibbia sia divina e che sia l’esatta parola di Dio in ogni lingua.  Secondo, i termini corrispondenti usati in greco sono divergenti e i loro significati non sono identici. Terzo, una simile spiegazione cerca di collegare degli elementi dal loro stato primario a quello completo, il che è un processo lungo assente tra i passi. Ad esempio, “fu ucciso con una roccia” o “fu ucciso con una scultura”, due armi contraddittorie, illustrano due testimonianze discordanti ed inaffidabili.

Correzione: (Vedi punto 138).

120. Padre o Abba?

 Errore: Cosa disse Gesù mentre – si presume – era sulla croce? “Padre” (Matteo, 26:39) Vs. “Abba”, (Marco, 14:36).

Spiegazione: Errore di traduzione.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [F] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: (vedi punto 138).

121. L’ultima preghiera?

 Errore: C’è un enigma che riguarda le ultime parole prima della ipotizzata crocifissione. Gesù pregò Dio per impedire di essere messo in croce?

“E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!»” (Matteo, 26:39).

Qui vediamo Gesù che prega di essere salvato:

“E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu»” (Marco, 14:36).

“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Luca, 22:42).

Il problema maggiore consiste nella testimonianza di Giovanni:

“Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora!” (Giovanni, 12:27).

Gesù, qui, dice che non intende pregare per essere salvato.

Nota: la frase di Gesù che è inserita nella narrazione di Giovanni viene pronunciata durante la Pasqua Ebraica, al Tempio di Gerusalemme, prima della prova impostagli dai Farisei.

Il problema centrale, qui, è che Giovanni, da un lato, rappresenta Gesù che nega di voler pregare e, dall’altro, omette la preghiera di Gesù durante la crocifissione. In (Giovanni, 19:16-30) non c’è alcuna preghiera, elemento che invece viene documentato dagli altri tre discepoli. Invece, viene mostrato un Gesù forte e silenzioso.

Concludiamo che alla base delle quattro storie ci sia una rete di inganni. Se iniziamo dai primi tre discepoli e li paragoniamo al Gesù ritratto dal Vangelo di Giovanni, che nega di voler pregare per la propria salvezza, allora tutti e tre riportano una testimonianza falsa. Tuttavia, se tutti e tre, in realtà, hanno davvero visto Gesù che chiedeva di essere risparmiato, allora fu Giovanni il testimone falso, perché egli asserisce che Gesù non ha proferito alcuna supplica, né ha desiderato farla. Questo è un tentativo continuo messo in opera da Giovanni per rafforzare la figura di Gesù, caratterizzandolo in modo che porti lui stesso la croce, senza l’aiuto di Simone, e non abbia bisogno dell’aiuto di Dio nemmeno quando è in croce.

Spiegazione: Gli apologeti dicono che Gesù affrontò la morte in modo nobile e tuttavia non entusiasta.

Confutazione: Gesù non è sconvolto e afferma che non chiederà di essere salvato, perciò, di nuovo, abbiamo nel Vangelo di Giovanni un Gesù coraggioso, mentre, negli altri tre Vangeli, non solo Gesù non è affatto entusiasta di affrontare la morte, ma chiede a gran voce di evitarla.

Correzione: (Vedi punto 138).

122. Le ultime parole?

 Errore: Un’altra alterazione si riscontra nelle presunte ultime parole di Gesù prima di morire:

“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Luca, 23:46) Vs. “Tutto è compiuto!” (Giovanni, 19:30) Vs. “E Gesù, emesso un alto grido, spirò” (Matteo, 27:50).

Spiegazione: 1) I propagandisti biblici tentano di razionalizzare la disparità proponendo che la prossimità dei due discepoli distorse le loro descrizioni. 2) Un altro tentativo di spiegazione vede Luca utilizzare le ultime parole che ritenne fossero necessarie per la sua versione del Vangelo, che si concentra sull’umanità di Gesù. Mentre Giovanni, sotto costrizione, sviò le parole di Gesù verso il compimento del messaggio salvifico.

Confutazione: 1) Questa disparità può essere scusata nel caso in cui ci siano due testimoni di un incidente stradale che forniscono versioni opposte, dovute al differente punto di osservazione dal quale hanno assistito all’incidente stesso. Tuttavia non è accettabile scusare racconti differenti tra autori biblici che sostengono di documentare le parole di Dio. 2) Questa affermazione pone più domande che risposte, ed è simile a Giovanni che non dice chi portò la croce.

L’aggiunta, la cancellazione o l’alterazione intenzionale delle parole o delle azioni di Gesù per compiacere la propria interpretazione personale della figura di Gesù è blasfemia, e dovrebbe perciò comportare, per l’intero libro, il titolo “L’opinione di Luca o di Giovanni sulla Bibbia”, piuttosto che “La Bibbia”. Perché, invece di avere un racconto fedele di quanto accadde, ci vengono lasciate congetture, ipotesi, e, come ammettono i difensori della Bibbia, alterazioni che soddisfano se stesse. In conclusione, la distinzione mostra una mancanza di rispetto da parte di entrambi gli autori, che scambiano le precise – e presunte – ultime parole del Gesù morente per soddisfare la propria ingordigia.

Correzione: (vedi punto 138).

123. Cosa diedero da bere a Gesù?

 Errore: Gli diedero da bere del vino misto a mirra (Marco, 15:23) Vs. Gli diedero dell’aceto mescolato con fiele ( Matteo, 27:34).

Spiegazione: 1) I propositori biblici tentano di razionalizzare la disparità proponendo che a Gesù siano state date due bevande diverse in due diversimomenti;2) Un’altra spiegazione diffusa vede mischiati insieme mirra e fiele.

Confutazione: 1) Anche se questa è una spiegazione speranzosa, non è coerente con il testo. Qui di seguito ci sono i versi, in ordine, tratti da Matteo e Marco, comprese entrambe le volte in cui a Gesù viene dato da bere:

MATTEO

MARCO

Dall’inizio della crocifissione

Dall’inizio della crocifissione

27:34 “Gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo non volle berne”. (Il greco “vino” è “ozos”, che è una mistura di vino aspro o aceto ed acqua).

15:23 “E gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese”. (Il greco “vino” è “oinos”, che significa, semplicemente, vino).

Diverse ore dopo

Diverse ore dopo

27:48 “E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere”. (Il greco “aceto” è “ozos”, o aceto, come sopra).

15:36 “Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere”. (Il greco “aceto” è “ozos”).

 

Perciò, la scusa delle “bevande differenti in momenti diversi” è valida soltanto seesaminiamo la testimonianza di un solo discepolo.  2) Un’analisi parallela respinge questa scusa delle bevande mescolate, perché vediamo che Marco e Matteo riportano in ogni caso due bevande diverse.

Questa è un’altra giustificazione inconsistente, perché la mescolanza delle due non viene menzionata, mentre lo è in altre parti della Bibbia:

“Per chi s’indugia a lungo presso il vino, per quei che vanno a gustare il vinotagliato” (Proverbi, 23:30).

“Il tuo argento è diventato scoria, il tuo vino migliore è diluito con acqua” (Isaia,
1:22).

Perciò, se il vino fosse stato mescolato con qualcos’altro, anche con una cosasemplice come l’acqua, questo sarebbe stato detto. In conclusione, se la mirrafosse stata aggiunta per migliorare il sapore del vino, Marco non l’avrebbe menzionata a parte, e se egli reputò giusto entrare nei dettagli al punto di

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menzionare la mirra, avrebbe certamente parlato anche del fiele, che però non cita affatto.

Correzione: (Vedi punto 138).

124. Due ladroni lo insultavano?

 Errore: Quanti ladroni crocifissi insultavano Gesù?

“«Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, affinché vediamo e crediamo!» Anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano” (Marco, 15:32).

Entrambi i ladri crocifissi deridevano Gesù.

Vs.

“Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio?»” (Luca, 23:39-40).

Soltanto un ladro derise Gesù, l’altro lo difese.

Spiegazione: I propagandisti biblici tentano di razionalizzare questa disparità suggerendo al lettore di essere meno letterale o accurato. Essi suppongono che si debba dare un’interpretazione immaginosa del testo. Lo scenario artificiale che ci viene chiesto di accettare vede all’inizio Gesù deriso da entrambi i ladri, e in seguito il pentimento di uno di loro.

Confutazione: Sappiamo che questo ragionamento è falso perché se uno dei due ladri si fosse pentito, il suo rimorso sarebbe stato documentato, così come i Vangeli riportano il pentimento del centurione che stava ai piedi delle croci (per i dettagli dell’episodio in questione, vedi punto 128).

In tutta la Bibbia, se avviene un pentimento, specialmente se alla presenza di Gesù, esso viene narrato. Perciò, se non avviene, non viene menzionato, e questo è il caso del criminale.

Un altro problema che viene presentato da questa sequenza di Luca è che essa contrasta moltissimo con quella di Marco. In Marco, il quale afferma che entrambi i criminali insultarono Gesù, si riporta poi che Gesù urlò due volte e fu tormentato fino alla morte da un terzo uomo presente all’esecuzione (Marco, 15:36). Questo racconto si pone in palese contraddizione con il Gesù profetico ritratto da Luca.

Mentre in Marco tre presenti insultarono fino alla sua morte Gesù che urlava, Luca documenta un rimprovero da parte dell’altro ladro, che, fino a quel momento, era stato in silenzio. Questa contestazione da parte del ladro, poi, conduce ad un onorevole monologo profetico (anche se ormai fuori tempo massimo) da parte di Gesù, monologo che Marco non prende in considerazione: “Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso»” (Luca, 23:43).

In conclusione, più si esaminano i dialoghi avvenuti sulla croce, più numerose sono le discrepanze che si riscontrano. Passiamo da due ladroni che ingiuriano, e da Gesù che urla per due volte, in Marco, ad un solo ladrone e un solo urlo. Perciò, vediamo una differenza maggiore rispetto ad un semplice presunto pentimento, che, apparentemente, non si verificò.

125. Ci vedremo in Paradiso

 Errore: Gesù, nel giorno della crocifissione [Venerdì], fa una promessa prematura del Paradiso al prigioniero crocifisso insieme a lui (Luca, 23:43), tuttavia la Domenica Gesù afferma di non essere ancora “salito al Padre” (Giovanni, 20:17).

Spiegazione: 1) La particolarità del periodo di tempo che intercorre tra il Sabato e la Domenica è spesso dibattuta per la differenza di punteggiatura che esiste tra il greco e l’italiano, scusa che insulta ulteriormente il nostro Creatore asserendo che Dio abbia contribuito ad enunciati impropri;  2) È quello che si dice, ma non ciò che significa. Lo Spirito di Gesù andò immediatamente in Paradiso, ma il suo corpo no.

Confutazione: 1) La scusa di un errore di traduzione o di punteggiatura è inaccettabile alla Luce del meraviglioso ed autentico Corano (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni). 2) Se Gesù avesse voluto dire che il suo corpo non era ancora andato in Paradiso, avrebbe specificato dicendo: il mio corpo, invece di dire: Io (come un tutto unico) non sono ancora salito al Padre. Il Vangelo parla del corpo più di 120 volte:

“Tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna” (Matteo, 5:29).

Gesù differenzia spesso tra se stesso ed il proprio corpo:

“Questo è il mio corpo, che è dato per voi” (Luca, 22:19). Perciò, non è scusabile che egli non menzioni, o non specifichi, che soltanto il suo corpo non ha visto Dio, come invece asseriscono i difensori della Bibbia.

Un altro motivo per il quale la scusa inerente al solo spirito è erronea è che, secondo i Cristiani, Gesù era Dio, perciò i loro spiriti erano già una sola cosa. Di conseguenza, non c’è ragione perché il solo spirito debba ascendere, e la riunificazione debba avere luogo nel giorno di Domenica, come afferma Gesù.

La terza ragione che invalida questa scusa è che essa accuserebbe Gesù di essere un bugiardo! Se la sua anima (spirito) era già salita a Dio e ritornata, allora solo un Gesù bugiardo avrebbe detto: “Non sono ancora salito al Padre”.

Correzione: (Vedi punto 138).

126. Quando cadde la tenda?

 Errore: Gesù morì prima che il velo del tempio si fosse strappato?

Si (Matteo, 27:50-51; Marco, 15:37-38) Vs. No (Luca, 23:45-46).

Spiegazione: Luca scrisse gli eventi in ordine inverso.

Confutazione: Questo è un ragionamento selettivo, che non tiene in considerazione il fatto che il resto del Vangelo di Luca non sia scritto in ordine inverso. Perciò, per perdonare questa contraddizione, non possiamo accettare che solo questa parte sia invertita ed ignorare il resto dell’ordine cronologico presente in Luca.

Correzione: (Vedi punto 138).

127. L’orario?

 Errore: Gesù all’ora sesta era sulla croce (Marco, 15:33) Vs. Gesù all’ora sesta era in tribunale di fronte a Pilato (Giovanni, 9:14).

Inoltre

“Era l’ora terza quando lo crocifissero” (Marco, 15:25) Vs. All’ora sesta Gesù non era ancora stato crocifisso (Giovanni, 19:14).

Spiegazione: Matteo, Marco e Luca usarono un sistema di numerazione delle ore del giorno (quello ebraico) diverso da quello usato da Giovanni (quello romano).

Confutazione: Primo, Giovanni era ebreo proprio come lo erano gli autori degli altri tre vangeli. Naturalmente, avranno utilizzato tutti lo stesso formato orario. Ad esempio, gli americani usano tutti le miglia per misurare la distanza, e non le indicherebbero in chilometri.

Secondo, sembra che Giovanni non stia usando un diverso formato orario. Egli parla proprio di un altro momento della giornata. Mentre negli altri Vangeli (Marco, 14:12-17) è ancora giorno, per Giovanni è notte:

“Egli dunque, preso il boccone uscì subito. Era notte” (Giovanni, 13:30).

Terzo, per compiacere gli apologeti, per un attimo supponiamo che Giovanni abbia utilizzato il formato orario romano. Quello che i Cristiani ignorano è che i romani dividevano la notte in vigilie di 3 ore, mentre gli ebrei in vigilie di 4 ore.

“Alla quarta vigilia, della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare” (Matteo, 14:25).

Anche (Marco, 6:48) dice “quarta vigilia”. Sono entrambe delle indicazioni del fatto che Matteo e Marco abbiano anch’essi fatto uso del formato romano. Perciò se Giovanni usò il formato romano, lo fecero anche Matteo e Marco, il che testimonia che la discrepanza esiste davvero.

Quarto, gli studiosi cristiani non sono unanimi sulla differenza dei formati orari tra romano ed ebraico come origine dell’errore.

Secondo l’Adam Clarke Commentary (Marco, 15:25), il passo (Giovanni, 19:14) dovrebbe riportare “L’ora terza”, perciò c’è un errore di copiatura del manoscritto.

Correzione: (Vedi punto 138).

128. L’elogio

 Errore: I tre vangeli “sinottici” – ossia, che sono simili al punto da poter essere letti con un solo sguardo - non sono molto sinottici nemmeno quando raccontano l’episodio del centurione che vede morire Gesù e si pente.

Mentre infatti Matteo scrive: “Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: «Veramente,costui era Figlio di Dio»” (Matteo 27:54).

Specificando che si tratta di una conversione collettiva;

Marco e Luca non sembrano sapere assolutamente nulla del pentimento dei soldati che erano di guardia insieme al centurione. 

“E il centurione che era lì presente di fronte a Gesù, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Veramente, quest’uomo era Figlio di Dio!»” (Marco 15:39).

“Il centurione, veduto ciò che era accaduto, glorificava Dio dicendo: «Veramente, quest’uomo era giusto»” (Luca 23:47).

Il che è strano, perché una conversione collettiva che, tra l’altro, vede protagonisti proprio i soldati che, materialmente, avevano giustiziato Gesù e i cui commilitoni si erano giocati ai dadi i suoi vestiti, sarebbe sicuramente stata notata, oltre che da Matteo, anche da altri. Infine, “Figlio di Dio” e “giusto” non sono sinonimi. Per l’ennesima volta, abbiamo delle testimonianza scoordinate.

129. La conferma della morte?

 Errore: Giuseppe di Arimatea chiede a Pilato il corpo di Gesù, e Pilato non sa che è morto; soltanto dopo avere mandato un centurione a controllare ed avere ricevuto la conferma permette a Giuseppe di prendere il corpo (Marco, 15, 43­45) Vs. Pilato autorizza i soldati a fratturare le gambe dei condannati per assicurarsi che muoiano tutti, poi permette a Giuseppe di rimuovere il cadavere (Giovanni, 19:31-33, 38).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi punto 138).

130. La scritta sulla croce?

 Errore: Cosa c’era scritto esattamente sulla croce?

“Questi è Gesù, il Re dei Giudei” (Matteo, 27:37); “Il Re dei Giudei” (Marco, 15:26); “Questi è il Re dei Giudei” (Luca, 23:38); “Gesù il Nazareno, il Re dei Giudei” (Giovanni, 19:19).

Spiegazione: Errore di traduzione.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: (Vedi punto 138).

131. Notti di sepoltura?

 Errore: Gesù restò sepolto per tre giorni e tre notti (Matteo, 12:40) Vs. Gesù restò sepolto per un giorno e due notti (Marco, 15:42,43; Giovanni 20:1).

Spiegazione: È ciò che si dice ma non ciò che si intende. Gli studiosi della Bibbia si adoperano per risolvere questo problema. Essi si spingono fino a dire che un giorno, in questo particolare verso, non significa un giorno completo di 24 ore.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni). Quello che gli apologeti non comprendono è che se anche il giorno viene esteso oppure accorciato, uno dei due versi conflittuali sarà sempre incoerente con l’altro.

Se un giorno corrisponde a 12 ore invece di 24, c’è sempre un conflitto con (Matteo, 12:40), che dice tre giorni, mentre (Giovanni, 20:1) dice uno. E se dovessimo allungare la durata dei giorni, lo stesso conflitto permarrebbe. Se ci si attende che crediamo che un giorno, in un verso, è più breve, di conseguenza dobbiamo abbreviare i giorni in tutta la Bibbia, il che provocherebbe la permanenza del problema che vede da una parte tre giorni e dall’altra uno.

Correzione: (Vedi punto 138).

132. Un sudario imbottito di spezie?

 Errore: Il corpo di Gesù viene avvolto in spezie prima della sepoltura (Giovanni, 19:39-40) Vs. Gesù fu avvolto solo in un lenzuolo di lino, e le spezie furono preparate dopo la sepoltura.

Spiegazione: (Marco, 16:1) parla di aggiungere ulteriori spezie, e non menziona le spezie che senz’altro c’erano già.

Confutazione: In realtà, la sepoltura del cadavere avvolto in spezie costituisce una parte fondamentale degli usi funerari ebraici, perciò sarebbe imprudente affermare che Marco non le nomini, quando invece racconta particolari minuti e insignificanti come le spezie presenti nelle bevande che furono somministrate a Gesù (Marco, 15:23). Inoltre, Marco non riferisce “ulteriori spezie”: al contrario, il suo Vangelo dice chiaramente “spezie”.

Correzione: (Vedi punto 138).

133. Chi furono i visitatori della tomba?

 Errore: I quattro vangeli ci forniscono quattro elenchi diversi delle persone che fecero visita alla tomba di Gesù, scoprendo la presunta resurrezione. Nei varitesti, esse sono, rispettivamente:

Maria di Magdala e l’altra Maria (Matteo, 28:1); Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome (Marco, 16:1); Maria di Magdala, Giovanna, Maria la madre di Giacomo, ed altre donne: in totale almeno 5 persone (Luca, 23:55, 24:1, 10). Maria di Magdala, sola (Giovanni, 20:1).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: (Vedi punto 138).

134. Chi disse della resurrezione?

 Errore: Un giovane in abito bianco disse alle donne dove si trovava Gesù (Marco, 16:5) Vs. “Due uomini… in vesti sfolgoranti”, più avanti descritti come angeli (Luca, 24:4 e 24:23). Vs. Maria non trovò nessuno e ritornò dicendo: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!” (Giovanni, 20:2).

Spiegazione: Maria di Magdala, avendo visto la tomba aperta (Giovanni, 20:1), tornò indietro per dirlo ai discepoli, mentre le altre due donne alla tomba entrarono e videro gli angeli.

Confutazione: In realtà gli apologeti non considerano il fatto che le donne videro l’angelo rotolare via la pietra che ostruiva l’ingresso alla tomba (Matteo, 28:2-5), così, se Maria di Magdala vide la tomba aperta, vide sicuramente l’angelo mentre la apriva (come si può non vedere un angelo che rotola un macigno?). Questo, a meno che il racconto non sia impreciso.

Correzione: (Vedi punto 138).

135. Toccato?

Errore: Maria e le altre donne incontrarono Gesù sulla strada del ritorno dalla loro prima ed unica visita alla tomba. Esse gli presero i piedi e lo adorarono (Matteo 28:9) Vs. Maria incontrò Gesù alla sua seconda visita alla tomba, appena fuori dalla tomba stessa. Quando vide Gesù, lei non lo riconobbe. Lo scambiò per il giardiniere. Pensava ancora che il corpo di Gesù riposasse in qualche luogo, e domandò dove si trovasse. Tuttavia, quando Gesù disse il nome di lei, all’improvviso Maria di Magdala lo riconobbe e lo chiamò “Maestro”. Gesù le disse: “Non mi toccare…” (Giovanni, 20:11-17).

Spiegazione: Soltanto le testimonianze degli uomini erano legali, nel primo secolo, perciò nella Bibbia si ritrovano delle narrazioni incomplete. Non tutte le testimonianze delle donne furono messe per iscritto, perché, a quel tempo, dal punto di vista legale, esse non erano legittimate.

Confutazione: Allora, perché inserirle nella Bibbia, provocando delle discrepanze? Questi racconti non sono solo incompleti, sono approssimativi. Una versione racconta che Gesù fu toccato, abbracciato ed adorato, e l’altra vede Gesù che non viene nemmeno riconosciuto e dà ordine di non toccarlo.

Correzione: (Vedi punto 138).

136. Permettere a Gesù di morire?

 Errore: Gesù, neonato, fu salvato dalla morte (Matteo, 2:13), e in alcune occasioni si salvò (Giovanni, 7:1, 8:59, 12:36-37). Allora, perché non fu salvato dalla croce?

Spiegazione: Non era ancora giunto il suo momento.

“Allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora” (Giovanni, 7:30).

Confutazione: Non c’è un significato cronologico nella presunta data della crocifissione. Infatti, se essa avesse dovuto avere un valore sacrificale, avrebbe dovuto avvenire quando Gesù era bambino (Esodo, 12:5).

“Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre”.

Correzione: (Vedi punto 138).

137. Corpi differenti?

 Errore: Gesù, dopo la resurrezione, apparve in un corpo diverso (Marco, 16:12) Vs. Gesù non apparve in un corpo diverso dopo la resurrezione (Luca, 24:34).

Spiegazione: Errore del copista. (Marco, 16:9-20) non si trova in molti antichi manoscritti.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [F] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Gli studiosi della Bibbia confermano che ai loro occhi fu fatta vedere una persona che era diversa da Gesù (Luca, 24:16). Questo fatto aggiunge ulteriore perplessità alla Bibbia, perché se Gesù appariva come qualcun altro, allora, inevitabilmente, la persona sulla croce era qualcuno che era stato fatto sembrare Gesù. Questo, nel Corano, ha perfettamente senso. Altrimenti, non ci sarebbe una spiegazione logica al perché l’aspetto fisico di Gesù fu trasformato in quello di qualcun altro. (Continua al punto 138).

138. Gesù fu ascoltato?
 Errore: Le preghiere vengono esaudite? Cioè, lo sono state quelle di uno dei più retti Profeti, Gesù? L’umile sarà esaudito: “Se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese” (2 Cronache, 7:14). Il coscienzioso e il puro saranno esauditi: “Se tu cercherai Dio e implorerai l’Onnipotente, se puro e integro tu sei, fin d’ora veglierà su di te e ristabilirà la dimora della tua giustizia” (Giobbe, 8:5-6). Chi teme Dio sarà esaudito: “Egli adempie il desiderio di quelli che lo temono, ode il loro grido, e li salva” (Salmi, 145:19).

Il giusto sarà esaudito: “L’Eterno è lontano dagli empi, ma ascolta la preghiera dei giusti”.

Persino Gesù stesso insegna che le preghiere sono esaudite; le preghiere sono esaudite pubblicamente:

“Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente” (Matteo, 6:6).

Le preghiere di tutti sono esaudite:

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa” (Matteo, 7:7­8).

Se due persone pregano insieme (ad esempio, Gesù e Maria o la Trinità), le loro preghiere saranno esaudite:

“In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà” (Matteo, 18:19).

I credenti saranno ascoltati:

“Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta” (Giovanni, 9:31).

Vediamo come ai giusti, in generale, sia concessa la redenzione su richiesta. Considerando questi prerequisiti, le azioni e le parole di Gesù lo qualificano ampiamente all’ottenimento della salvezza.

Poi, vediamo Gesù che tentò di guadagnarsi la salvezza pregando Dio di liberarlo:

“E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!»” (Matteo, 26:39); (Marco, 14:36) e (Luca, 22:42).

Qui, Gesù, sentendo imminente l’esecuzione, prega Dio di concedergli la libertà. Tuttavia, contrariamente a tutte le promesse che affermano che il giusto sarà salvato, la sua preghiera disperata resta inascoltata:

“Ma Gesù, dando un forte grido, spirò” (Marco, 15:37) e (Matteo, 27:50).

Qui Gesù grida una seconda volta, senza che siano riportate delle parole, e muore, mentre in Luca e Giovanni sono riportate parole diverse. Tuttavia l’esito – la morte – è lo stesso.

“Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò” (Luca, 23:46) O “E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò” (Giovanni, 19:30).

In tre Vangeli su quattro, Gesù grida almeno una volta e prega di essere salvato. In tutti e quattro, Gesù sembra essere morto, mostrando che Dio ha ignorato le sue preghiere.

Aggiungendo la beffa al danno, a causa di queste preghiere apparentemente inascoltate, Gesù viene ritratto come un uomo miscredente, dubbioso ed ansioso che desidera essere salvato e poi rifiutato e colpito:

“Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»” (Matteo, 27:46).

Le religioni non cristiane considerano queste preghiere inascoltate una esclusione di Gesù. Ossia, egli non soddisfaceva i criteri necessari alla salvezza, mentre il Corano insegna che la Preghiera di Gesù fu esaudita.

Spiegazione: Dio voleva che Gesù morisse, per questo le sue preghiere per la salvezza non ricevettero risposta.

Confutazione: Cosa? Qui gli apologeti cristiani confondono la Bibbia ancora di più. Da una parte i Cristiani dichiarano che Gesù è Dio, e, come abbiamo letto, Gesù, ovviamente, voleva essere salvato, perciò il Dio trino voleva essere salvato dalla croce. Tuttavia, per spiegare la contraddizione, i Cristiani dicono che, in quel momento, Gesù non era Dio, e che il Vero Dio non voleva Gesù salvo. Poi cercano di mettere lo stesso piede in due scarpe diverse: di avere, cioè, da una parte il sacrificio e dall’altra la salvezza. I Cristiani sostengono che la loro Trinità sia Un solo Dio. Se è così, come può il loro “Dio Unico” volere due cose diverse nello stesso momento? Qui scopriamo la loro falsità, perché non si può avere un Dio Unico che lotta contro Se Stesso per vivere.

Correzione: Allah, essendo l’Autorità Ultima, ha emanato un verdetto che sistema il caso della crocifissione:

“E dissero: “Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah!”. Invece non l’hanno né ucciso né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso” (Corano, 4:157).

Perciò, il Corano dimostra ciò che gli editori della Bibbia hanno tentato di nascondere. Basandoci sulle diverse testimonianze di Marco, Matteo, Luca e Giovanni, noi, la giuria, giudichiamo i difensori non colpevoli.

Se i Cristiani amano Gesù quanto dicono, non insisteranno che egli fu assassinato, con tutti gli elementi conflittuali che circondano l’omicidio, specialmente dal momento che, alcuni giorni dopo, fu ritrovato vivo.

139. Porgi l’altra guancia.

 Errore: Gesù disse: “non difendetevi” (Matteo, 5:39 e  26:52) Vs. Gesù disse: “difendetevi” (Luca, 22:36).

Spiegazione: Alcune parole della Bibbia devono essere considerate in senso letterale, invece che simbolico o metaforico. “Porgi l’altra guancia” significa, in senso figurato, “sii morale”.

Confutazione: In realtà, porgi l’altra guancia fu un comandamento letterale perché Gesù stesso dimostrò questa legge:

“Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?»” (Giovanni, 18:22-23).

Piuttosto che attaccare l’ufficiale o farlo scomparire nel nulla (poiché i Cristiani affermano che Gesù sia Dio), Gesù ragiona con la guardia.

Ciò significa che se il tuo nemico ti attacca, devi permettergli di farlo senza reagire. Bisogna subire l’aggressione senza restituirla.  Se i Cristiani, nella storia, avessero permesso ai loro nemici di aggredirli senza difendersi, come ordinò Gesù, oggi non ci sarebbe più nessun Cristiano.

Correzione: Il Corano salva la Bibbia riguardo alla regola data da Gesù, chiarendo che, quando si è aggrediti, è meglio avere pazienza e perdonare l’aggressore. Ma se l’aggressione continua, ci viene permesso di rivalerci solo nella misura in cui siamo stati danneggiati:

“Se punite, fatelo nella misura del torto subito. Se sopporterete con pazienza, ciò sarà [ancora] meglio per coloro che sono stati pazienti” (Corano, 16:126).

Perciò, ci viene accordato il permesso di respingere l’attacco, di proteggerci, anche se Dio preferisce il perdono.

140. Figlio dell’uomo o di Maria?

 Errore: Nella Bibbia, Gesù viene definito 85 volte “figlio dell’uomo”. È logico sostenere che gli scribi abbiano mutato la parola (Maria) in (uomo). Poiché le donne, in tutta la Bibbia, hanno uno status molto basso, è probabile che gli editori della Bibbia si sino riferiti a Gesù come al figlio di un “uomo”, piuttosto che di una “donna”. Il termine greco per donna, nella Bibbia, è “oudemia”, mentre quello che indica uomo perde “mia”. Così vediamo come la parola donna possa essere stata abbreviata – come lo è stata – in uomo.

Se la Bibbia fosse esente da alterazioni e cambiamenti, avrebbe chiamato Gesù, propriamente, “figlio di Maria”. Egli, infatti, come Adamo, non ha un padre, quindi è semplicemente illogico chiamare Gesù figlio dell’uomo. Gli scrittori biblici si vergognarono a definire l’origine di Cristo da una donna?

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Poiché i due sessi, nel Corano, sono considerati uguali, e l’orgoglio

o l’ego maschile non ha un ruolo nella creazione del Corano, Gesù fu – ed è – correttamente definito “figlio di Maria”, mentre la Bibbia lo etichetta ancora figlio “dell’uomo”.

Qualsiasi siano state le motivazioni politiche o personali degli autori biblici, grazie a Dio, esse sono assenti nel Corano:

“Quando gli angeli dissero: “O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro, uno dei più vicini” (Corano, 3:45).

141. Maria è una vergine o una giovane?

 Errore: Ebrei e Cristiani disputano tra di loro sull’uso di (Isaia, 7:14) come conferma della nascita di Gesù:

“Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Isaia, 7:14).

Tuttavia gli studiosi ebrei attestano che questo passo parla di una giovane, non di una vergine, concludendo perciò che questa non sia una profezia.

Il problema riguarda il termine ebraico che indica vergine, cioè “almah”. Secondo lo Strong’s Concordance, significa “vergine, giovane donna 1) in età da marito 2) giovane o appena sposata”, perciò la parola “almah” non sempre significa vergine. Inoltre, c’è un termine ebraico che indica vergine più precisamente: “bethulah”.

Spiegazione: Entrambe costituiscono delle argomentazioni valide.

Confutazione: Ai giorni di Gesù, le leggi in materia di adulterio erano estremamente rigorose, anche mortali. Perciò, a meno che la giovane non sia identificata in una donna sposata, allora, nel 99% dei casi, è una vergine.

Nota: Maria non viene chiamata prostituta o adultera, come la Bibbia definisce le donne non sposate dalla sessualità promiscua, dimostrando ulteriormente che è una vergine, come lo erano la maggior parte delle donne giovani ai tempi di Gesù.

Correzione: Il Corano concretizza il fatto che Maria fosse una vergine:

“E Maria, figlia di ‘Imrân, che conservò la sua verginità; insufflammo in lei del Nostro Spirito. Attestò la veridicità delle Parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una delle devote” (Corano, 66:12).

142. Gesù giudica?

 Errore: Gesù giudica (Giovanni, 5:22, 27, 9:39) Vs. Gesù non giudica (Giovanni, 3:17, 8:15, 12:47).

Spiegazione: Gesù l’uomo non giudica, ma Gesù che ritornerà nella sua seconda venuta giudicherà.

Confutazione: Quando la Bibbia affermò che Gesù giudica, non specifica “durante la sua seconda venuta”, perciò la contraddizione resta.

Correzione: Il Corano insegna che il Giudizio Finale spetta a Dio soltanto, non a Gesù:

“Se una parte di voi crede nel messaggio con il quale sono stato inviato ed un’altra parte non crede, siate pazienti e sopportate fino a che Allah giudichi tra di noi! Egli è il migliore dei giudici” (Corano, 7:87).

“Segui ciò che ti è stato rivelato e sopporta con pazienza, finché Allah giudichi. Egli è il migliore dei giudici”(Corano, 10:109).

143. Gesù demonizzato?

Errore: In una lampante svista della Bibbia, Gesù professa di essere Lucifero, una falla grave assente dal Corano. Gesù e Satana nella Bibbia hanno lo stesso nome: “Stella del mattino”. “Come mai sei caduto dal cielo, o astro mattutino, figliuol dell’aurora?! Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni?!” (Isaia, 14:12). Persino il KJV OT Hebrew lexicon afferma che “stella del mattino” significa: Lucifero, portatore di luce, re di Babilonia e Satana. Sconvolgente, Gesù attribuisce questo titolo a se stesso: “Io Gesù ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io son la radice e la progenie di Davide, la lucente stella mattutina” (Apocalisse, 22:16). I Cristiani fanno spesso uso di questo metodo di auto-attribuzione da parte di Gesù nel tentativo di dimostrarne la divinità, ad esempio: “Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi»” (Esodo, 3:14). Questi Cristiani, poi, per cercare di spiegare che Gesù è Dio, collegano a questo passo tratto dall’Esodo: “Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono»” (Giovanni, 8:58). Spiegazione: Errore di traduzione. Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni). Correzione: In conclusione, mentre la Bibbia, erroneamente, demonizza Gesù, il Corano lo definisce: “Parola di verità” (Corano, 19:34); “Servo di Allah” (19:30);

“Il Messia” (Corano, 9:31) e “Uno Spirito da Lui [Dio] proveniente” (Corano, 4:171).

144. Gesù mentì?

 Errore: La Bibbia racconta che Gesù mentì:

“[Gesú disse:] «Andate voi a questa festa; io non ci vado, perché il mio tempo non è ancora compiuto». Dette loro queste cose, restò nella Galilea. Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto” (Giovanni 7:8-10).

Spiegazione: Non era una bugia, perché Gesù non andò alla festa nel modo che i suoi fratelli desideravano. Essi volevano che Gesù vi si recasse apertamente, e Gesù vi partecipò di nascosto.

Confutazione: Il problema non sta nella segretezza o meno della partecipazionedi Gesù alla festa. È costituito dal fatto che egli disse: “Io non ci vado”, e, non appena i suoi fratelli se ne andarono, mancò alla propria parola e vi andò anch’egli.

Correzione: Il Corano non conferma che questa bugia sia stata pronunciata, invece dice che Gesù è la parola di Dio, perciò la Verità e l’affermazione della Verità:

“Quando gli angeli dissero: “O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia , Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro, uno dei più vicini” (Corano, 3:45).

“Questo è Gesù, figlio di Maria, parola di verità della quale essi dubitano” (Corano, 19:34).

145. Una testimonianza autentica?

 Errore: La testimonianza di Gesù è vera (Giovanni, 8:14) Vs. La testimonianza di Gesù è falsa (Giovanni, 5:31).

Spiegazione: Tutti gli uomini sono bugiardi, perciò Gesù l’uomo fu una testimonianza falsa di fronte agli Ebrei, ma Gesù Dio fu un testimone veridico.

Confutazione: Qui gli apologeti ci donano ulteriore confusione. Un bugiardo non può essere un uomo onesto. E un uomo onesto non è un bugiardo. Tuttavia, un uomo onesto può mentire, ma sarebbe degradante chiamare Dio bugiardo o falso testimone.

Correzione: Il Santo Corano spiega che Gesù non era Dio, ma che la sua testimonianza è Vera. Gesù, nel Corano, viene inviato da Dio per essere un testimone, e il Corano stesso non dice mai che la testimonianza di Gesù è falsa:

“Non vi è alcuno della Gente della Scrittura che non crederà in lui prima di morire. Nel Giorno della Resurrezione testimonierà contro di loro” (Corano, 4:159).

146. Predicare a tutto il mondo?

 Errore: Non predicate ai Samaritani (Matteo, 10:5-6) Vs. Predicate ai Samaritani (Giovanni, 4:4-41; Atti 8:5, 14, 15, 25).

Spiegazione: Entrambe le frasi sono corrette. All’inizio Gesù venne soltanto per gli Ebrei. Dopo che gli Ebrei lo ebbero rifiutato, e dopo la presunta resurrezione, i discepoli dovevano predicare ai Gentili, come spiega Paolo:

“Del Giudeo prima, e poi del Greco” (Romani, 1:16).

Confutazione: Ci sono molti problemi in questa scusa:

Primo, perché non andare dai Gentili fin dall’inizio, specialmente se consideriamo il fatto che Gesù trascorse dieci anni in Egitto (Matteo, 2:13-23)?

Secondo, i Cristiani affermano che Gesù è Dio, e la Bibbia dice che Dio non cambia idea (1 Samuele, 15:29). Perciò, Gesù non può passare dal maledire i Gentili al salvarli.

Terzo, quando Gesù fu – si presume – risorto, avrebbe potuto viaggiare per il mondo predicando, invece rimase in Israele.

Quarto, dopo la resurrezione, e anche dopo che Gesù lasciò la Terra, ai discepoli fu sempre comandato di non predicare ai Gentili (Atti, 11:2-3).

Correzione: Il Corano chiarisce che Gesù fu inviato soltanto ai figli di Israele:

“E quando Gesù figlio di Maria disse: «O Figli di Israele, io sono veramente un Messaggero di Allah a voi [inviato], per confermare la Torâh che mi ha preceduto, e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà “Ahmad”». Ma quando questi giunse loro con le prove incontestabili, dissero: «Questa è magia evidente»” (Corano, 61:6).

“… E quando ti difesi dai Figli d’Israele allorché giungesti con le prove. Quelli di loro che non credevano, dissero: «Questa è evidente magia»” (Corano, 5:110).

147. Pastore o Agnello?

 Errore: Gesù è il Pastore (Giovanni, 10:11) Vs. Gesù è l’Agnello (Giovanni, 1:29).

Spiegazione: Gesù fu entrambi; egli guidò la gente ad accettare il suo sacrificio.

Confutazione: Se egli venne per insegnare (Pastore), avrebbe insegnato per il resto della sua vita naturale; se venne per essere sacrificato (agnello), avrebbe consentito che lo prendessero e lo uccidessero quando cercarono di catturarlo da bambino (Matteo, 2:14), perché un agnello sacrificale è valido soltanto se è giovanissimo:

“Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell'anno; potrete prendere un agnello o un capretto” (Esodo, 12:5).

Correzione: Il Corano ci dice che Gesù venne come Pastore (maestro e Profeta), con l’intenzione di dare la saggezza, non di spargere il proprio sangue:

“Quando Gesù portò le prove evidenti disse: «Sono venuto a voi con la saggezza e per rendervi esplicita una parte delle cose su cui divergete. Temete Allah e obbeditemi»” (Corano, 43:63).

148. Cristo è maledetto?

 Errore: Gesù è maledetto (Galati, 3:13) Vs. Cristo non è maledetto (Salmi, 72:17).

Spiegazione: Gesù fu entrambe le cose: maledetto sulla Terra e benedetto nell’Aldilà.

Confutazione: Gli apologeti vogliono abbassarsi a nuove profondità per evitare una disparità. È sconvolgente che essi vogliano chiamare “Maledetto” il loro presunto Dio e salvatore, mentre la Bibbia dice che è Satana il maledetto (Genesi, 3:14).

Correzione: Il Corano corregge l’insulto fatto dalla Bibbia al Profeta Gesù, dicendo che Gesù fu benedetto sulla terra e nell’Aldilà:

“Quando gli angeli dissero: “O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro, uno dei più vicini” (Corano, 3:45).

149. Disceso all’Inferno?

 Errore: Gesù discese all’Inferno:

“Anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. E in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione; essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua” (1 Pietro 3:18-20).

Nota: (1 Pietro 3:18-20) è così reiterato nel Credo Apostolico: “Gesù Cristo… il quale fu concepito di Spirito Santo, nato dalla vergine Maria; soffrì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi…”.

Vs.

Gesù ascese al Cielo (Luca, 23:43).

Spiegazione: “Gli spiriti che attendevano in prigione” erano angeli in Paradiso che Gesù tentò di salvare; perciò Gesù andò in Paradiso, non all’Inferno.

Confutazione: Affermare che Gesù cercò di salvare gli angeli, per evitare l’imbarazzante dichiarazione biblica che Gesù discese all’Inferno, piuttosto che in Paradiso, è un affronto reso ai passi e credi biblici che dicono cosa diverse. Una lettura selettiva non farà si che si possa evitare la discesa di Gesù all’Inferno, nella Bibbia.

Primo, il motivo per il quale le anime non salvate in (1 Pietro 3:18-20) non erano angeli è che esse risalivano ai “giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca”. Sappiamo che gli angeli furono creati prima degli uomini (Giobbe, 38:4-7).

Secondo, sappiamo che Gesù non stava salvando degli angeli del Paradiso che non furono salvati, perché, secondo la Bibbia, il Paradiso è il posto dei giusti, mentre la dimora degli angeli non salvati è l’Inferno (Matteo, 25:41).

In (2 Pietro, 2:4) gli angeli imprigionati sono nel “Tartaro”, una parola greca usata per descrivere un luogo “più basso dell’Inferno”). Perciò, in uno sforzo di difendere Gesù dal suo essere stato nell’Inferno, i Cristiani hanno mostrato che egli si recò al “Tartaro”, un luogo più basso dell’Inferno.

Nota: Alcuni Cristiani cercano di insinuare che il Santo Corano suggerisce che Gesù andrà all’Inferno, perché coloro che adorano gli idoli, e i loro idoli, andranno all’Inferno (Corano, 21:98). Il Gesù del Vangelo è simile, e tuttavia differente, al Gesù del Corano, nel quale non ci sono ambiguità che riguardano l’entità di Gesù. Il Gesù islamico non andrà all’inferno, perché i Musulmani non adorano il Gesù del Corano. Gli idoli ai quali il Corano si riferisce possono essere le croci e le statue sparse nella maggior parte delle Chiese.

Correzione: Il Corano corregge l’insulto biblico diretto al Profeta Gesù dicendo che Gesù andò in Paradiso, non all’Inferno:

“Ma Allah lo ha elevato fino a Sé. Allah è eccelso, saggio” (Corano, 4:158).

150. Il primo ad essere risorto?

 Errore: Gesù fu il primo a risorgere (1 Corinzi, 15:20) Vs. Altre persone furono fatte risorgere prima di Gesù (1 Re 17:22; 2 Re 13;21).

Spiegazione: Le altre persone furono resuscitate, mentre quella di Gesù fu una resurrezione, poiché egli era immortale.

Confutazione: Nello sforzo teso a correggere una discrepanza, i biblisti aggiungono altre contraddizioni. Primo, se Gesù fosse davvero stato immortale, tanto per cominciare, non sarebbe morto.

Secondo, la Bibbia, usa il termine “risorto” e non “resuscitato”, come preferirebbero gli apologeti.

Correzione: Il Corano corregge la Bibbia indicando che ci furono delle resurrezioni prima dell’epoca di Gesù, e non dice mai che Gesù fu risorto:

“O colui che passando presso una città in completa rovina [disse]: “Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?”. Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese: “Quanto [tempo] sei rimasto?”. Rispose: “Rimasi un giorno o una parte di esso”. “No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne”. Davanti all’evidenza disse: “So che Allah è onnipotente”” (Corano, 2:259).

151. Primogenito?

 Errore: “Egli [Gesú] è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà” (Colossesi, 1:15-16).

Nella Bibbia c’è un’importante confusione che riguarda la creazione di Gesù: esse avvenne all’inizio, come fu per Adamo, o secoli dopo, per mezzo di Maria? Una cosa è chiara, e cioè che Gesù fu generato. Perciò, per definizione, egli non è il Creatore.

Spiegazione: Si tratta di un’errata traduzione del termine greco “prototokos”, che andrebbe letto “preminente” invece di “primogenito”. Cosa che fa di Gesù il Creatore e non il creato.

Confutazione: (Vedi risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni).

Correzione: Il Corano ci insegna che Adamo fu il primogenito, e che Gesù fu fatto nascere in un modo analogo alla creazione di Adamo:

“Egli è Colui che vi ha creati da un solo individuo, e che da esso ha tratto la sua sposa affinché riposasse presso di lei. Dopo che si unì a lei, ella fu gravida di un peso leggero, con il quale camminava [senza pena]. Quando poi si appesantì, entrambi invocarono il loro Signore Allah: «Se ci darai un [figlio] probo, Ti saremo certamente riconoscenti»” (Corano, 7:189).

“In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo che Egli creò dalla polvere, poi disse: “Sii” ed egli fu” (Corano, 3:159).

152. Maria fu una peccatrice?

 Errore: I Protestanti dibattono con i  Cattolici sulla condizione di Maria. Poiché ella pregò il Salvatore,  essi sostengono che fu una peccatrice (Luca, 1:46) Vs. I Cattolici sostengono che nacque senza peccato (Luca, 1:28).

Spiegazione: Entrambi hanno argomentazioni valide.

Correzione: Il Santo Corano corregge le molte concezioni errate che riguardano la madre del Messia. Il Corano conferma che Maria fu purificata, perciò inizialmente si trovava in stato di imperfezione, e fu poi resa pura:

“E quando gli angeli dissero: “In verità, o Maria, Allah ti ha eletta; ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo” (Corano, 3:42).

153. Ipocrita?

 Errore: La Bibbia insulta Gesù ritraendolo come un ipocrita. Egli, nella Bibbia, dice: “Chi gli dice: pazzo [al proprio fratello], sarà sottoposto al fuoco della Geenna” (Matteo, 5:22) mentre, poco dopo, Gesù dice che chiunque ascolti le sue parole e non le metta in pratica è un pazzo (Matteo, 7:26).

Andando più avanti, in (Matteo, 23:17-19) Gesù chiama due volte i Farisei stolti e ciechi. In (Matteo, 25:2-3. 8) Gesù paragona le vergini che non presero l’olio a pazzi. Perciò Gesù commette, da ipocrita, lo stesso peccato contro cui predica nella Bibbia.

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che significa.

Confutazione: (Vedi risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Il termine “pazzo” non ha un duplice significato. Che la frase sia pronunciata con rabbia o dolcemente (Gesù fece entrambe le cose), il termine ha sempre lo stesso significato.

Correzione: Dio, nel Santo Corano, cancella l’accusa di ipocrisia ascritta a Gesù. Il Corano chiarisce che Gesù fu un uomo retto, onorato, e predicò la Buona Novella di Allah, non parole oscene:

“Quando Gesù portò le prove evidenti disse: «Sono venuto a voi con la saggezza e per rendervi esplicita una parte delle cose su cui divergete. Temete Allah e obbeditemi” (Corano, 43:63).

“Mandammo poi sulle loro orme i Nostri messaggeri e mandammo Gesù figlio di Maria, al quale demmo il Vangelo. Mettemmo nel cuore di coloro che lo seguirono dolcezza e compassione; il monachesimo, invece, lo istituirono da loro stessi, soltanto per ricercare il compiacimento di Allah. Non fummo Noi a prescriverlo. Ma non lo rispettarono come avrebbero dovuto. Demmo la loro ricompensa a quanti fra loro credettero, ma molti altri furono empi” (Corano, 57:27).

“O credenti, siate gli ausiliari di Allah, così come Gesù figlio di Maria chiedeva agli apostoli: «Chi sono i miei ausiliari [nella causa di] Allah?». Risposero gli apostoli: «Noi siamo gli ausiliari di Allah». Una parte dei Figli di Israele credette, mentre un’altra parte non credette. Aiutammo coloro che credettero contro il loro nemico ed essi prevalsero” (Corano, 61:14).

154. Il perdono prima di Gesù?

 Errore: La gente prima di Gesù andò in Paradiso (2 Re, 2:11) Vs. Nessuno andrà in Paradiso se non avrà accettato Gesù (Giovanni, 10:9, 14:6).

Spiegazione: La Bibbia conferma che i profeti precedenti credettero in Dio (Giacomo, 2:23), che è come dire – secondo l’opinione cristiana - che credettero in Gesù.

Confutazione: Secondo Paolo, credere in Gesù non era sufficiente; bisognava che la persona accettasse il presunto sacrificio compiuto in Gesù (Romani, 5:9). Questo non fu possibile per i popoli precedenti, perché Gesù non era ancora giunto sulla Terra.

Correzione: Il Santo Corano esplica un sistema equo di salvezza, che si basa sulla responsabilità delle creazioni di Dio passate e future:

“…Nessuno porterà il peso di un altro” (Corano, 39:7).

E

“Invero Allah non commette ingiustizie, nemmeno del peso di un solo atomo. Se si tratta di una buona azione, Egli la valuterà il doppio e darà ricompensa enorme da parte Sua” (Corano, 4:40).

155. Disse ogni cosa?

 Errore: Gesù disse ogni cosa ai suoi discepoli (Giovanni, 15:15) Vs. Gesù non disse tutto ai suoi discepoli (Giovanni, 16:12).

Spiegazione: È ciò che si dice ma non quello che significa. (Giovanni, 15:15) parla al presente, non al futuro.

Confutazione: (Vedi risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Il problema è che questi seguaci della Bibbia credono che Gesù stesso sia Dio, perciò, nella prospettiva cristiana, (Giovanni, 15:15) dice: “Ogni cosa che so da me stesso l’ho fatta conoscere a voi”. Questa rimane una contraddizione diretta con (Giovanni 16:12), che afferma come ci siano ancora molte cose che saranno dette. Sorge una domanda: Dio ha imparato qualcosa di nuovo, tra un capitolo e quello che segue?

Correzione: Il Corano corregge e conferma che Gesù fu onesto quando disse “C’erano ancora molte cose che saranno dette da qualcun altro”.

“A coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nell’Ingil, colui che ordina le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose buone e vieta quelle cattive, che li libera del loro fardello e dei legami che li opprimono. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno»” (Corano, 7:157).

156. Abolì la Legge?

 Errore: Gesù non giunse per abolire la Legge (Matteo, 5:17-19; Luca, 16:17) Vs. Gesù abolì la Legge (Efesini, 2:13-15, Ebrei 7:18-19).

Spiegazione: Si presume che le leggi avrebbero dovuto essere seguite fino alla resurrezione. Dopo la resurrezione, esse erano abolite:

“Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato” (1 Corinzi, 5:7).

Confutazione: È colpevole affermare che le leggi, che furono seguite per millenni, siano state create per essere soltanto temporanee. Il Dio di Abramo e di Gesù dice che le leggi sono eterne:

“Statuto perenne”, “Per tutte le generazioni”, “Segno perpetuo”, “Legge eterna”, “Legge perpetua”, “Debito perenne”, “Statuto perpetuo”, “Legge perenne”, “…I tuoi giusti decreti durano in eterno” (Esodo, 27:21; 28:43; 29:28; Levitico, 6:18, 22; 7:34, 36: 10:9, 15; 23:14, 21, 41; 24:3; Numeri, 10:8; 15:15; 18:8, 11, 19, 23; 19:10; Deuteronomio, 5:29; Salmi, 119:160), e “Una legge a cui non bisogna né aggiungere né togliere nulla” (Deuteronomio, 4:2; 12:32).

Gesù conferma che le Leggi sono per tutte le generazioni, e dovranno essere rispettate per sempre: (Matteo, 8:4, 26:19, Giovanni, 7:10).

Le azioni dicono molto di più delle parole, e, oltre alle azioni che vedono Gesù rispettare le Leggi Eterne, egli inoltre dice:

“Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto” (Matteo, 5:17-18).

In conclusione, il Dio di Abramo, nella Bibbia, i Profeti e il Messia dicono tutti che le leggi sono eterne. I Giusti hanno un solo Nemico, che svia gli uomini per mezzo dell’indolenza.

Correzione: Dio, per mezzo del Santo Corano, spiega che a darci la Salvezza è una combinazione di Fede ed Opere:

“A Lui [spetta] la vera invocazione! Quelli che invocano all’infuori di Lui non rispondono loro in alcunché, sono come colui che tende le mani verso l’acqua affinché giunga alla sua bocca, ma essa non vi giunge: vana è l’invocazione dei miscredenti” (Corano, 13:14).

Il Santo Corano spiega che le opere vanno a nostro beneficio:

“Il Giorno in cui ogni uomo avrà dinanzi ciò che avrà fatto di bene e ciò che avrà commesso di male, e si augurerà che tra lui e tutto questo ci sia un tempo immenso. Allah vi mette in guardia da Sé Stesso. Allah è indulgente con i servi” (Corano, 3:30).

“Credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, raccomandano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole e gareggiano in opere di bene. Questi sono i devoti” (Corano, 3:114).

“Avranno una dimora di Pace presso il loro Signore. Egli è il loro alleato per quello che hanno fatto” (Corano, 6:127).

Il Santo Corano ci insegna che Gesù giunse solo per chiarire le scritture precedenti, non per cambiarle, e per promuovere la legge più importante, adorare il nostro Creatore:

“Quando Gesù portò le prove evidenti disse: «Sono venuto a voi con la saggezza e per rendervi esplicita una parte delle cose su cui divergete. Temete Allah e obbeditemi. In verità Allah è il mio e vostro Signore. AdorateLo allora. Ecco la retta via»” (Corano, 43:63-64).

(VIII.) La Trinità

157. Re di tutti?

Errore: C’è un problema pluridimensionale, nella Bibbia, per l’affermazione che Gesù sia il Re dei Re. Primo, nella sua vita, Gesù non dichiarò mai di essere il Re dei Re, solo il Re degli Ebrei:

[Il Re degli Ebrei] “Allora Pilato prese a interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici»” (Marco, 15:2).

Secondo, poco dopo che Gesù ebbe dichiarato di essere il Re dei Giudei, fu sconfessato:

[Il Re smentito] “«Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano” (Marco, 15:32).

Terzo, dopo che Gesù fu scomparso, Paolo, nel tentativo di deificarlo, dice:

[Re di tutti] “Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re…» (Apocalisse, 17:14).

Il problema dell’appellativo “Re di tutti”, attribuito da Paolo a Gesù, ha tre dimensioni:1) Gesù non disse mai di essere il Re di tutti, solo degli Ebrei;  2) Si presume che Gesù sia morto sulla croce, screditando il suo stato di Re;  3) Il titolo “Re dei Re” è già proprio di un altro uomo:

“Artaserse, re dei re, al sacerdote Esdra, scriba della legge del Dio del cielo, salute perfetta…” (Esdra, 7:12).

Perciò, il titolo “Re dei Re” che, nella Bibbia, riguarda Gesù, non solo non è rivendicato da Gesù stesso, anzi, egli lo scredita, ma è anche in conflitto con altri “uomini” che portavano il titolo.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Nel Santo Corano, contrariamente a quanto avviene nella Bibbia, [(Ezechiele, 26:7), (1 Re, 10:23), (Esdra, 7:12) e (Apocalisse, 17:14)], nessuno che non sia Dio viene chiamato “Re dei Re”:

153

“Sia esaltato Allah, il Re, il Vero. Non aver fretta di recitare prima che sia conclusa la rivelazione, ma di’: «Signor mio, accresci la mia scienza»” (Corano, 20:114).

E

“Glorifica Allah ciò che è nei cieli e sulla terra, il Re, il Santo, l’Eccelso, il Saggio” (Corano, 62:1).

E

“Egli è Allah, Colui all’infuori del Quale non c’è altro dio, il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Custode, l’Eccelso, Colui che costringe al Suo volere, Colui che è cosciente della Sua grandezza. Gloria ad Allah, ben al di là di quanto Gli associano” (Continua fino a 186).

158. Il Santo?

 Errore: “Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio” (Giovanni, 6:69) Vs. “Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo” (Marco, 10:18).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non quello che significa. Sorprendentemente, gli apologeti reinterpretano (Marco, 10:18) in questo modo: “Comprendete di chiamarmi Dio”.

Confutazione:  (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni). Gli studiosi della Bibbia ignorano il contesto, tuttavia il passo precedente smonta la loro interpretazione:

“Un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono…»” (Marco, 10:17).

Perciò Gesù fu chiamato maestro, come lo furono altri uomini tra i quali Barnaba e Simeone (Atti, 13:1).

Infatti, secondo Paolo, un “maestro” è il quarto nella catena delle autorità:

“Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, delle lingue” (1 Corinzi, 12:28).

Il primo è Dio, i secondi sono gli apostoli (ovviamente Paolo ha un’alta considerazione di se stesso), terzi nella linea della religiosità sono i Profeti, e quarti i Maestri. Perciò, è eccessiva l’assunzione del termine biblico “Maestro” (Marco, 10:17) da parte degli studiosi biblici, che la fanno passare in testa alla gerarchia spirituale.

L’uomo che si avvicina Gesù non ha motivo di chiamarlo “divino”; al contrario, si stava semplicemente complimentando con Gesù in quanto “intelligente”.

Un “buon maestro” è intelligente, informato e colto. A questo punto, Gesù contesta l’uomo dicendo: “Nessuno è buono, se non Dio solo”, intendendo dire: soltanto Dio possiede tutta la conoscenza, è eccelso in saggezza. Comprendiamo questo significato poiché Gesù lo ripete in questo passo:

“La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato” (Giovanni, 7:16).

Il secondo motivo per cui sappiamo che la parola “maestro” in (Marco, 10:17) non ha un significato divino è che, in tutto il testo della Bibbia, non ci si riferisce mai a Dio con il termine “Maestro”.

In conclusione, per i Cristiani, snaturare un passo nel quale Gesù nega chiaramente di essere il Santo (e non nega di essere un “maestro” – il quarto nella linea di autorità religiosa) è un disservizio reso all’umanità.

Correzione: “Egli è Allah, Colui all’infuori del Quale non c’è altro dio, il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Custode, l’Eccelso, Colui che costringe al Suo volere, Colui che è cosciente della Sua grandezza. Gloria ad Allah, ben al di là di quanto Gli associano” (Corano, 59:23) (Continua fino a 186).

159. La Pace?

 Errore: “Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce…” (Colossesi, 1:19-20) Vs. “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Matteo, 10:34).

Spiegazione: È ciò che si dice ma non ciò che si intende. C’è una distinzione tra lo scopo ed il risultato.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni). Vediamo ancora che, anche se ci concentriamo soltanto sul risultato (piuttosto che sullo scopo che si persegue con l’“inviare una spada sulla terra”), Gesù giunse e ci lasciò con dei disordini, sin dalla sua nascita.

“Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi” (Matteo, 2:16).

E dopo che Gesù se ne andò:

“Ma giunsero da Antiochia e da Icònio alcuni Giudei, i quali trassero dalla loro parte la folla; essi presero Paolo a sassate e quindi lo trascinarono fuori della città, credendolo morto” (Atti, 14:19).

Vediamo che, quando Gesù giunse sulla Terra e quando la lasciò, ci furono dei disordini, come accadde nel caso di tutti gli altri Profeti, e non la pace. Fino ai nostri giorni, le guerre continuano. L’affermazione falsa secondo cui Gesù riconciliò “ogni cosa “facendo la pace con il suo sangue” non possiede alcuna validità. “Tutte le cose” non erano – e non sono – in pace. La Bibbia, invece, dice

– sbagliando - che Gesù stabilì la pace.

Correzione: Il Santo Corano chiarisce che Dio, diversamente da Gesù, può veramente portare la pace, ma quella pace si realizza con la libertà degli uomini di sceglierla. Se gli uomini cercano l’amore, riceveranno l’amore, così il Corano ci fornisce molteplici correzioni:  1) Non c’è fu alcun incondizionato sacrificio di sangue nel Corano e  2) Dio insegna come ottenere davvero la Pace:

“E quando Abramo disse: “Fanne una contrada sicura e provvedi di frutti la sua gente, quelli di loro che avranno creduto in Allah e nell’Ultimo Giorno”, disse [il Signore]: “E a chi sarà stato miscredente concederò un godimento illusorio e poi lo destinerò al castigo del Fuoco. Che tristo avvenire!”” (Corano, 2:126).

Perciò Dio rispose alla preghiera del Profeta Abramo, ma specificò le condizioni della pace:

“Con essi Allah guida sulla via della salvezza quelli che tendono al Suo compiacimento. Dalle tenebre li trae alla luce, per volontà Sua li guida sulla retta via” (Corano, 5:16).

La pace non viene donata incondizionatamente a chiunque per mezzo di un sacrificio di sangue, come sostiene la Bibbia; invece, ci sono varie condizioni concrete che devono essere realizzate perché si possa ricevere la Pace da Colui che dà la Pace:

“Se inclinano alla pace, inclina anche tu ad essa e riponi la tua fiducia in Allah. Egli è Colui che tutto ascolta e conosce” (Corano, 8:61).

Oltre alle condizioni per avere la pace sulla Terra, il Corano chiarisce come il luogo della Pace ultima sia il Paradiso, dove è realizzata la vera tranquillità:

“Colà la loro invocazione sarà: «Gloria a Te, Allah»; il loro saluto: «Pace»; e l’ultima delle loro invocazioni [sarà]: «La lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi»” (Corano, 10:10).

“Allah chiama alla dimora della pace e guida chi Egli vuole sulla Retta via” (Corano, 10:25).

In conclusione, Dio ci insegna che:  1) la pace sulla Terra è possibile a determinate condizioni;2) coloro che ricercano sinceramente la pace la riceveranno;  3) il luogo ultimo della pace è il Paradiso.  Infine, nel Corano, Dio, e non Gesù, è la Fonte della Pace:

“Egli è Allah, Colui all’infuori del Quale non c’è altro dio, il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Custode, l’Eccelso, Colui che costringe al Suo volere, Colui che è cosciente della Sua grandezza. Gloria ad Allah, ben al di là di quanto Gli associano” (Corano, 59:23) (Continua fino a 186).

160. Fidato?

 Errore: “… Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Giovanni, 14:1) Vs. “«Andate voi a questa festa; io non ci vado, perché il mio tempo non è ancora compiuto». Dette loro queste cose, restò nella Galilea. Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto” (Giovanni, 7:8-10).

Spiegazione: Non fu una bugia, perché Gesù non si recò alla festa nel modo in cui desideravano i suoi fratelli. Essi volevano che lui vi partecipasse apertamente, e Gesù vi andò privatamente.

Confutazione: Il problema non è se Gesù intendeva andare alla festa privatamente invece che sotto gli occhi di tutti. Il fatto è che, nella Bibbia, Gesù dice: “Io non vado” e, non appena i suoi fratelli se ne vanno, manca alla parola data e va anche lui.

Correzione: Il Corano ci mostra che noi possiamo riporre la nostra fiducia in Dio: “Confida nel Vivente che mai non muore, lodaLo e glorificaLo. Egli basta a Se stesso nella conoscenza dei peccati dei Suoi servi” (Corano, 25:58).

E “Due dei loro, timorati e colmati da Allah di grazia, dissero: «Entrate dalla porta; quando sarete dentro, trionferete. Confidate in Allah se siete credenti»” (Corano, 5:23).

E

“…Il nostro Signore possiede la scienza di ogni cosa. In Allah riponiamo la nostra fiducia. O Signor nostro, giudica secondo verità, tra noi e il nostro popolo; Tu sei il Migliore dei giudici» (Corano, 8:89).

Vediamo come Allah sia il Degno di Fiducia, mentre, quando – si dice - Gesù fu sulla croce,  la gente non aveva fiducia in lui (Marco, 15:32) (Continua fino a 186).

161. Il Protettore?

 Errore: La Bibbia afferma che coloro che sono una cosa sola con Gesù saranno da lui protetti: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo…” (Giovanni, 10:19).

Oltre al fatto che, secondo la Bibbia, Gesù (nonostante i ripetuti tentativi) non protesse nemmeno se stesso sulla croce, vediamo anche che nemmeno l’autoproclamatosi apostolo “numero uno” di Gesù [Paolo]  è al sicuro, nonostante la presunta promessa di sicurezza pronunciata da Gesù:

“Ma giunsero da Antiochia e da Icònio alcuni Giudei, i quali trassero dalla loro parte la folla; essi presero Paolo a sassate e quindi lo trascinarono fuori della città, credendolo morto” (Atti, 14:19).

Perciò, Gesù non ebbe il potere di proteggere se stesso o coloro che gli erano devoti.

Spiegazione: Dio voleva che Gesù morisse, per questo la preghiera di Gesù per la propria salvezza non fu esaudita.

Confutazione: Qui gli apologeti Cristiani confondono la Bibbia ancora di più. Da una parte, i Cristiani affermano che Gesù è Dio, e, come abbiamo letto, ovviamente Gesù desiderò essere salvato; perciò, sembrerebbe che il dio uno e trino volesse essere protetto dalla croce.

Tuttavia, per spiegare la contraddizione, i Cristiani cercano di fornire una spiegazione plausibile: dicono che, in quel momento, Gesù non era Dio, e che il Vero Dio non voleva salvare Gesù.

I Cristiani tentano di mettere lo stesso piede in due scarpe diverse per avere, insieme, il sacrificio e la  salvezza. Essi affermano che la loro Trinità sia Un Solo Dio. Se è così, come può il loro “Dio Unico” volere due cose diverse nello stesso momento? Qui scopriamo il punto debole, perché non è possibile che un Dio Unico combatta contro Se Stesso per vivere.

Correzione: Il Santo Corano corregge questo errore multiplo compiuto dalla Bibbia, dicendo:

“Allah è il patrono di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce. Coloro che non credono hanno per patroni gli idoli che dalla luce li traggono alle tenebre. Ecco i compagni del Fuoco in cui rimarranno in eterno” (Corano, 2:257).

Il Potere di Protezione di Dio scese su Gesù nel momento in cui egli chiese di essere protetto (Corano, 4:157), così come la protezione di Dio fu accordata al Profeta Muhammad (saas):

“Muhammad sedeva sotto un albero, quando un pagano armato di spada gli si avvicinò per ucciderlo. Il pagano chiese: “Chi ti proteggerà?”. Muhammad rispose: “Allah”. In quel momento, il pagano si lanciò in avanti, inciampò in un tronco d’albero e la spada gli cadde. Muhammad raccolse la spada, la restituì al pagano e gli chiese: “Chi ti avrebbe protetto?”. Il pagano rispose: “Nessuno”. Da quel giorno, il pagano divenne Musulmano ed uno dei più intimi Compagni del Profeta” (Volume 5, Libro 59, Numero 460: Narrato da Jabir bin ‘Abdullah) (Continua fino a 186).

162. Forte e Potente?

 Errore: “È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Colossesi, 2:10) Vs. “Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato” (Giovanni, 5:30).

Spiegazione: Bisogna comprendere il contesto del verso.

Confutazione: (Vedi risposta lettera [C] nella Mappa delle Confutazioni) Il contesto prosegue chiaramente dicendo come Gesù sia finito, senza il suo Creatore.

Correzione: “Non hanno viaggiato sulla terra? Non hanno visto ciò che è avvenuto a coloro che li precedettero, che [pure] erano più forti di loro? Nulla, nei cieli e sulla terra, potrebbe annullare [la potenza di] Allah. In verità Egli è sapiente, potente” (Corano, 35:44) 

E

“E invero giunsero ammonimenti alla gente di Faraone. Smentirono tutti quanti i Nostri segni, perciò Li afferrammo con la presa di un possente, onnipotente” (Corano, 54:41-42).

163. L’Onnipotente?

 Errore: “Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi” (Romani, 14:9) Vs. “Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me” (Giovanni, 14:28). 

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Il Figlio è inferiore al Padre nel rango, non nella sua natura.

Confutazione: (Vedi risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Almeno, dagli studiosi della Bibbia, abbiamo una parziale confessione del fatto che Gesù è inferiore a Dio. Riassumendo, se Gesù è inferiore al suo Creatore in foggia, forma o funzione (come egli stesso ammette), allora, logicamente, Gesù non è uguale a Dio. Ad esempio: non si può avere una quantità di lavoro minore rispetto al proprio collega ed affermare di lavorare allo stesso modo. Si può dire di fare lo stesso lavoro, ma, analiticamente, il lavoro affidato ad uno è maggiore di quello affidato all’altro. Il presidente e il vicepresidente non sono uguali, anche se, nella loro compagnia, agiscono come uno solo.

Correzione: “I timorati saranno tra Giardini e ruscelli, in un luogo di verità, presso un Re onnipotente” (Corano, 54:54-55).

E

“Egli è Colui che domina i Suoi servi, e manda incontro a loro i custodi. E quando la morte si presenta a uno di voi, i Nostri angeli lo richiamano senza negligenza alcuna” (Corano, 6:61) (Continua fino a 186).

164. Il Creatore?

Errore: “Poiché per mezzo di lui [Gesú] sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà” (Colossesi, 1:16) Vs. “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Luca, 1:31).

C’è confusione a proposito del momento in cui Gesù fu creato: all’inizio, come avvenne per Adamo, oppure secoli dopo, per mezzo di Maria? Una cosa è chiara, e cioè che Gesù fu creato e, per definizione, non è il Creatore.

Spiegazione: Traduzione errata del termine greco “prototokos”, che andrebbe tradotto in “pre-eminente” invece che in “primogenito”, facendo di Gesù il Creatore invece che il creato.

Confutazione: (Vedi risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni) La Bibbia è zeppa di errori di traduzione. I traduttori possono utilizzare uno qualsiasi dei molti significati di parole vaghe per insinuare la divinità di molti personaggi in essa rappresentati, Gesù compreso. L’unico problema di questa insinuazione è che essa contraddice altre parti della Bibbia che sconfessano la loro divinità.

Correzione: Il Santo Corano, che è mantenuto autentico nella sua lingua originale (l’arabo), spiega che Gesù fu “creato” come Adamo (Corano, 3:59), e che soltanto Dio è il Creatore:

“[Coloro che hanno intelletto…] che in piedi, seduti o coricati su un fianco ricordano Allah e meditano sulla creazione dei cieli e della terra, [dicendo]: “Signore, non hai creato tutto questo invano. Gloria a Te! Preservaci dal castigo del Fuoco”” (Corano, 3:191).

165. Il Perdonatore?

 Errore: In un Vangelo c’è l’affermazione: “il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati” (Marco, 2:10), mentre nel Vangelo di Luca, Gesù dimostra di non possedere alcuna autorità per perdonare:

“Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno»” (Luca, 23:34).

Questo passo dimostra che Gesù, di per sé, non possedeva il potere incondizionato di perdonare. Anche Gesù stesso conferma la sua mancanza di potere:

“Non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio” (Matteo, 20:23).

Correzione: “Dì: “Se avete sempre amato Allah, seguitemi. Allah vi amerà e perdonerà i vostri peccati. Allah è perdonatore, misericordioso”” (Corano, 3:31) (Continua fino a 186).

166. L’Onnisciente

 Errore: “[Cristo], nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Colossesi, 2:3) Vs. Gesù non sa dove si trova il cadavere di Lazzaro: “«Dove l’avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!»” (Giovanni, 11:34), e “Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre” (Marco, 13:32).

Spiegazione: Poiché Gesù assume una forma corporea umana, non conosce ogni cosa.

Confutazione: Qui abbiamo, da parte degli studiosi della Bibbia, un’altra confessione che Gesù non era uguale a Dio, confessione che, perciò, scredita la Trinità. Per giustificare (Marco, 13:32), essi confermano la contraddizione in (Colossesi 2:3), che afferma che Gesù conosce ogni cosa, mentre lo stesso Gesù riconobbe la propria ignoranza.

CORREZIONE: “Di’: «Nessuno di coloro che sono nei cieli e sulla terra conosce l’invisibile, eccetto Allah». E non sanno quando saranno resuscitati” (Corano, 27:65).

E

“Dì: «Allah sa meglio quanto rimasero». Appartiene a Lui il segreto dei cieli e della terra. Ha il miglior udito e la migliore vista. All’infuori di Lui non avranno patrono alcuno ed Egli non associa nessuno al Suo giudizio” (Corano, 18:26) (Continua fino a 186).

167. L’Altissimo?

 Errore: “Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Filippesi, 2:9) Vs. “Ora, questo «è salito» che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra?” (Efesini, 4:9).

E “Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito. E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l’arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l’acqua” (1 Pietro, 3:18-20).

Nota: (1 Pietro, 3:18-20) è così reiterato nel Credo Apostolico: “Gesù Cristo… il quale fu concepito di Spirito Santo, nato dalla vergine Maria; soffrì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi…”.

Spiegazione: 1) Gesù discese agli inferi per cercare di salvare alcuni dei condannati; 2) I condannati erano angeli del Paradiso che Gesù cercò di salvare.

Confutazione:

1) Questo conferma che Gesù non è il più in alto, poiché la sua dimora fu la più bassa di tutta la Bibbia. Dio, nel Corano, è sempre l’Altissimo, il Supremo;  2) Affermare che Gesù cercò di salvare degli angeli, per evitare l’imbarazzante dichiarazione biblica che egli discese all’Inferno, piuttosto che andare in Paradiso, è un affronto reso ai passi ed ai credi biblici chiari che dicono cose diverse. Una lettura selettiva non garantirà di sfuggire alla discesa di Gesù all’Inferno contenuta nella Bibbia.

Primo, il motivo per il quale le anime non salvate in (1 Pietro, 3:18-20) non furono degli angeli è che essi provengono dal “tempo di Noè, mentre si preparava l’arca”. Sappiamo che gli angeli furono creati prima degli uomini (Giobbe, 38:4-7).

Secondo, sappiamo che Gesù non stava salvando degli angeli del Paradiso che non erano stati salvati perché, secondo la Bibbia, il Paradiso è un posto riservato ai giusti, mentre la dimora degli angeli non salvati è l’Inferno (Matteo, 25:41).

In (2 Pietro, 2:4) gli angeli imprigionati si trovano nel “Tartaro”, un termine greco che viene usato per descrivere un posto “più in basso dell’Inferno”. Perciò, nello sforzo di difendere Gesù dall’essere stato all’Inferno, lo hanno esposto all’essersi recato nel “Tartaro”, un posto ancora più in basso.

Nota: alcuni Cristiani cercano di insinuare che il Santo Corano suggerisce che Gesù andrà all’Inferno, perché coloro che adorano gli idoli, e i loro idoli, andranno appunto all’Inferno (Corano, 21:98).  Il Gesù del Vangelo è simile, e tuttavia differente, dal Gesù del Corano. Nel Corano non ci sono ambiguità a proposito della natura di Gesù. Gesù non andrà all’Inferno, perché i Musulmani non adorano Gesù, e Gesù non chiese mai di essere adorato. Gli idoli ai quali si riferisce il Corano possono essere le croci e le statue sparse in molte Chiese.

Correzione: Senza discussioni, il Santo Corano conferma che Dio è l’Altissimo: “Allah! Non c’è altro dio che Lui, il Vivente, l’Assoluto. Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l’Altissimo, l’Immenso” (Corano, 2:255) (Continua fino a 186).

168. Colui che Apprezza?

 Errore: “Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere” (Apocalisse, 22:12) Vs. “Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Matteo, 7:22-23).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Mentre Gesù, nella Bibbia, non presta fede a coloro che compiono il bene, il Santo Corano mostra come Dio ci dia responsabilità ed apprezzamento:

“Questa è la [buona] novella che Allah dà ai Suoi servi che credono e compiono il bene. Dì: «Non vi chiedo alcuna ricompensa, oltre all’amore per i parenti». A chi compie una buona azione, Noi daremo qualcosa di migliore. In verità Allah è perdonatore, riconoscente” (Corano, 42:23).

E

“E che Allah li compensi pienamente e aggiunga della Sua Grazia. Sì, Egli è perdonatore, riconoscente” (Corano, 35:30).

E

“Se fate ad Allah un prestito bello, Egli ve lo raddoppierà e vi perdonerà. Allah è riconoscente” (Corano, 64:17) (Continua fino a 186).

169. Il Forte?

Errore: “Al Dio unico, nostro Salvatore per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potere prima di tutti i tempi, ora e per tutti i secoli. Amen” (Giuda, 25) Vs. “Mentre uscivano, trovarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la croce di Gesù” (Matteo, 27:32).

Nota: Secondo i commentari biblici, compreso il Matthew Henry Complete Commentary, i Romani diedero la croce a Simone perché: 1) Essa era troppo pesante per Gesù; 2) Il peso della croce fece collassare Gesù, e i Romani stessi temevano che egli potesse svenire o morire prima di raggiungere il luogo dell’esecuzione.

Spiegazione: In un tentativo di evitare la contraddizione in (Giovanni, 19:17), che non parla di Simone che aiuta Gesù a portare la croce, gli apologeti concedono che a portarla furono Simone e Gesù insieme, perché la croce stessa era troppo pesante e Gesù troppo debole per trasportarla da solo.

Confutazione: Siamo d’accordo che Gesù potesse essere troppo debole per portare da solo la croce, perché gli uomini hanno delle debolezze, mentre Dio non ne ha.

Correzione: Il Santo Corano spiega che Dio non ha debolezze, mentre nella Bibbia appare averne:

“Non considerano Allah nella Sua vera realtà. In verità Allah è forte e possente” (Corano, 22:74).

E

“Allah è dolce con i Suoi servi e concede a chi vuole. Egli è il Forte, l’Eccelso” (Corano, 42:19) (continua fino a 186).

170. Colui che tutto vede?

 Errore: “Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me” (Giovanni, 10:14) Vs. Gesù non sa dove sia stato posto il cadavere di Lazzaro: “«Dove l’avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!»” (Giovanni, 11:34).

Spiegazione: I Trinitari concedono che, poiché Gesù aveva forma corporea umana, non poteva vedere ogni cosa.

CONFUTAZIONE: Siamo d’accordo sul fatto che Gesù non potesse vedere ogni cosa, come cercano di affermare altri Trinitari.

CORREZIONE: Il Santo Corano spiega che Allah vede ogni cosa di noi:

“D’ora in poi non ti è più permesso di prendere altre mogli e neppure di cambiare quelle che hai con altre, anche se ti affascina la loro bellezza, eccetto le schiave che possiedi. Allah osserva ogni cosa” (Corano, 33:52). 

171. Esaudisce le preghiere?

 Errore: “Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò” (Giovanni, 14:14) Vs. Gesù, apparentemente, prega se stesso – o Dio? – per essere salvato dalla croce, secondo i Trinitari.

“Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»” (Matteo, 27:46).

Spiegazione: Dio desiderava che Gesù morisse, per questo le preghiere di Gesù per essere salvato non furono esaudite.

Confutazione: Qui gli apologeti Cristiani confondono la Bibbia ancora di più. Da una parte, i Cristiani affermano che Gesù è Dio, e, come abbiamo letto, Gesù voleva ovviamente essere salvato; perciò, il Dio Trino Cristiano desiderava essere salvato dalla croce. Tuttavia, per spiegare la contraddizione, i Cristiani cercano di mettere un piede in due scarpe dicendo, in quel momento, Gesù non era Dio, e il e il Vero Dio non voleva che Gesù fosse salvato. Cercano di avere nello stesso momento il sacrificio e la salvezza. I Cristiani dichiarano che la loro trinità è un Dio Unico. Se è così, come può il loro “Dio Unico” volere due cose diverse nello stesso momento? Qui scopriamo la loro fallacia, perché non si può avere un Dio Unico che combatte contro Se Stesso per vivere.

Correzione: Dio, nel Santo Corano, differenzia tra persone buone e cattive, per quanto riguarda l’esaudire le loro preghiere:

“Il vostro Signore ha detto: «InvocateMi, vi risponderò. Coloro che per superbia non Mi adorano, entreranno presto nell’Inferno, umiliati»” (Corano, 40:60) (Continua fino a 186).

172. L’Unico?

 Errore: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Giovanni, 1:14) Vs. “Anche” Davide è un figlio primogenito:

“Annunzierò il decreto del Signore. Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato»” (Salmi, 2:7).

Spiegazione: I commentari biblici differiscono l’uno dall’altro sul fatto che se Davide fosse una manifestazione di Gesù o se fosse anch’egli un figlio generato da Dio.

CONFUTAZIONE: Ogni volta che un personaggio della Bibbia ha attributi uguali o superiori a Gesù (Ebrei, 7:3-4), gli apologetici ignorano tutto il contesto in cui sono inseriti i personaggi e sostengono che si tratti di un’altra manifestazione di Gesù, per evitare il fatto che Gesù non sia stato unico.

Correzione: Dio, nel Corano, mostra come non ci sia nessuno uguale ad Allah, l’Unico Creatore, mentre i Profeti furono persone con molti tratti in comune tra di loro:

“Il vostro Dio è il Dio Unico, non c’è altro dio che Lui, il Compassionevole, il Misericordioso” (Corano, 2:163) (Continua fino a 186).

173. L’Ultimo?

 Errore: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine” (Apocalisse, 22:13) Vs. “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future” (Giovanni, 16:12-13).

Nota: (Giovanni, 16:12-13) è considerata una delle molte predizioni del Profeta Muhammad (saas) e del Santo Corano, come evidenzia questa ricerca.

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che significa. È una predizione sullo Spirito Santo, non su Muhammad.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni). Primo, i Trinitari sostengono che lo Spirito Santo, Dio e Gesù sono tutti una sola ed unica entità, mentre Gesù, in (Giovanni, 16:12-13), stava ovviamente parlando di qualcuno che non è lui stesso. Gesù parla di sé in (v. 12) “Ho”, poi passa dal pronome personale “Io” ad “Egli”, piuttosto che mantenere costante il pronome personale “Io”. Gesù non dice: “Tornerò più avanti per finire di parlare”.

Secondo, un’altra ragione per la quale sappiamo che lo Spirito Santo e Gesù non sono una cosa sola è quanto si dice in (Matteo, 12:31):

“Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata”.

Tuttavia, dopo che i ladri che stavano a fianco di Gesù sulla croce lo derisero e insultarono, Gesù ne perdonò uno e gli disse che sarebbe andato in Paradiso (Luca, 23:43).

Terzo, Gesù ammette di non avere nient’altro da dire: Gesù afferma di aver detto tutto ciò che il Padre gli aveva ordinato di dire:

“…Perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi” (Giovanni, 15:15).

Il che conferma che una persona diversa da Gesù dirà altre cose. Ad esempio, sarebbe un sintomo di schizofrenia se qualcuno dicesse: “Ho detto tutto ciò che mi è stato detto, e tornerò per dire altre cose, e mi glorificherò e non dirò altre cose da me provenienti, ma solo cose che ho detto a me stesso”.

Ognuno ha la libera scelta di seguire le complicazioni dei Trinitari, o credere che (Giovanni, 16:12-13) sia la logica predizione del Profeta Muhammad (saas), perché il nostro Dio amorevole non ci avrebbe lasciati per oltre 2000 anni senza un’altra guida.

Correzione: Dio, nel Corano, dice:

“Egli è il Primo e l’Ultimo, il Palese e l’Occulto, Egli è l’Onnisciente” (Corano, 57:3) (Continua fino a 186).

174. L’Equo

 Errore: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Giovanni, 1:9) Vs. ad una donna di Canaan, che richiese una benedizione per sua figlia, Gesù risponde:

“Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele” (Matteo, 15:24).

Persino quando lei chiede aiuto e implora, le viene detto:

“Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini” (Matteo, 15:24).

Nella Bibbia avviene che, alla fine, Gesù la aiuta, ma soltanto dopo aver tergiversato, litigato ed averla insultata chiamandola – tra le righe – “cagna”.

Spiegazione: 1) È ciò che si dice ma non ciò che si intende. Gesù usò delle metafore comuni tra i Gentili (i non Ebrei); 2) Gesù prese la donna come esempio, per mostrare ai propri discepoli che anche i Gentili dovrebbero ricevere delle benedizioni.

Confutazione:

1) (Vedi Risposta lettera [F] nella Mappa delle Confutazioni). Ebree o Gentili, queste metafore sono degli insulti e costituiscono una barriera ulteriore che va attraversata per poter ricevere una benedizione. Questa viene rimandata a causa dell’appartenenza etnica della donna. 2) Nella Bibbia, Gesù, ovviamente, non cercava di insegnare niente ai suoi discepoli, a proposito dei Gentili, che non fosse continuare ad evitarli ed evitare di concedere loro benedizioni:

“Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele»” (Matteo, 10:5-6).

Persino dopo che Gesù fu partito:

“Intanto quelli che erano stati dispersi dopo la persecuzione scoppiata al tempo di Stefano, erano arrivati fin nella Fenicia, a Cipro e ad Antiochia e non predicavano la parola a nessuno fuorché ai Giudei” (Atti, 11:19).

Correzione: Dio, nel Santo Corano, è rapido nel ricompensare tutte le persone che hanno ricercato una ricompensa:

“Tra le genti del Libro, ci sono alcuni che credono in Allah e in quello che è stato fatto scendere su di voi e in quello che è stato fatto scendere su di loro, sono umili davanti ad Allah e non svendono a vil prezzo i segni Suoi. Ecco quelli che avranno la mercede da parte del loro Signore. In verità Allah è rapido al conto” (Corano, 3:199).

E

“Coloro che commettono il male credono che Noi li tratteremo alla stessa stregua di coloro che credono e compiono il bene, come se fossero uguali nella loro vita e nella loro morte? Come giudicano male!” (Corano, 45:21) (Continua fino a 186).

175. Colui che riunisce?

ERRORE: “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo, 18:20) e “E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre” (Giovanni, 10:16) Vs. Quando un gruppo armato giunse per catturare Gesù, i suoi discepoli, invece di rimanere al suo fianco per garantirne la sicurezza, lo disconobbero, si dispersero e fuggirono da lui:

“Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono” (Marco, 14:50).

SPIEGAZIONE: Tutti coloro che si trovavano insieme a Gesù dovevano fuggire affinché si compisse la profezia (Zaccaria, 13:7).

CONFUTAZIONE: Primo, indubbiamente fu predetto che tutti i seguaci di Cristo lo avrebbero abbandonato, quindi questa predizione conferma che Gesù non è qualcuno che unisce; invece, la paura di essere associati a Cristo ne fa un dispersore. Secondariamente, un esame più attento di (Zaccaria, 13:7) sfata l’idea che la figura predetta sia Gesù:

“Avverrà che, se qualcuno profetizzerà ancora, suo padre e sua madre che l’hanno generato gli diranno: “Tu non vivrai, perché proferisci menzogne nel nome dell’Eterno”. Così suo padre e sua madre che l’hanno generato lo trafiggeranno perché profetizza”. (Zaccaria, 13:3).

Dal passaggio precedente, vediamo che l’individuo predetto nasce da un uomo e una donna. Gesù non ha un padre; secondariamente, Maria credette in Gesù perché le fu predetto dall’angelo Gabriele.

In conclusione, che la diserzione dei discepoli sia stata predetta o meno, in ogni caso resta il fatto che Gesù non è un uomo che riunisce; invece, fece si che molta gente fuggisse da lui, come avvenne nel caso di molti retti Profeti, inviati con il messaggio di Dio, perché soltanto Dio, e non un messaggero, può riunire gli uomini.

Correzione: Oltre un miliardo di Musulmani si riuniscono ogni giorni, spalla a spalla e piede a piede, per lodare il nostro Creatore:

“«Signor nostro, in verità sei Tu che radunerai gli uomini in un Giorno a proposito del quale non v’è dubbio alcuno»; Allah certamente non manca alla Sua promessa” (Corano, 3:9) (Continua fino a 186).

176. La Guida?

Errore: “A lui apre il portinaio; le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori. E, quando ha fatto uscire le sue pecore, va davanti a loro; e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce” (Giovanni, 10:3-4) Vs. “Allora egli ordinò ai suoi discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Messia” (Matteo, 16:20; 8:4; 17:9; Marco, 7:36; 8:30; 9:9; Luca, 5:14; 8:56; 9:21).

Spiegazione: 1) Bisogna comprendere il contesto del verso. Gesù non voleva dire niente a nessuno fino a che non fosse resuscitato dai morti; 2) Gesù non voleva essere sopraffatto dai suoi seguaci (Marco, 7:36).

Confutazione: 1) Gesù, nella Bibbia, contraddice il proprio ordine, poiché disse a qualcuno di essere il Messia prima della crocifissione:

“La donna gli disse: «Io so che il Messia, che è chiamato Cristo, deve venire; quando sarà venuto lui ci annunzierà ogni cosa». Gesù le disse: «Io sono, colui che ti parla»” (Giovanni, 4:25-26).

E

“Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo, il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». E Gesù disse: «Sì, io lo sono. E voi vedrete il Figlio dell’uomo sedere alla destra della Potenza e venire con le nuvole del cielo»” (Marco, 14:61-62).

Perciò la prima scusa viene invalidata, perché, nella Bibbia, Gesù stesso contravvenne a quell’ordine e non chiese o impedì alla donna cui lo confessò di dirlo ad altri (Giovanni, 4:28-29).

2) Se Gesù non voleva essere sopraffatto dai propri seguaci, allora questo fatto lo invalida come ultima e vera fonte di guida, perché la Vera Guida vuole che tutti conoscano la Verità.

Correzione: Dio nel Corano è la Vera Guida:

“Ad ogni profeta assegnammo un nemico scelto tra i malvagi. Ti basti il tuo Signore come guida e ausilio!” (Corano, 25:31) (Continua fino a 186).

177. Il Paziente?

 Errore: “Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo facesse conoscere in me, per primo tutta la sua clemenza, per essere di esempio a coloro che per l’avvenire avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna” (1 Timoteo, 1:16) Vs. Gesù mostra una sorprendente mancanza di pazienza, maledicendo – si presume – un albero di fichi perché non aveva prodotto frutti fuori stagione:

“Il giorno seguente, quando furono usciti da Betania, egli ebbe fame. Veduto di lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere se vi trovasse qualche cosa; ma, avvicinatosi al fico, non vi trovò niente altro che foglie; perché non era la stagione dei fichi. Gesù, rivolgendosi al fico, gli disse: «Nessuno mangi mai più frutto da te!» E i suoi discepoli udirono” (Marco, 11:12-14).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. L’albero di fico simboleggia Israele, e Gesù era frustrato e maledisse Israele per non avere prodotto frutto.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Ci sono molteplici errori in questa scusa, oltre all’ammissione che Gesù non è paziente. Primo, come sappiamo, Gesù disse ai suoi discepoli di non predicare ancora ad Israele, quindi è illogico che egli maledica Israele prima ancora di cercare di salvarlo. Secondo, la frase “perché non era la stagione dei fichi” è conflittuale con la scusa che il fico sia una metafora per Israele. Come confessano i commentari biblici, Gesù, semplicemente, aveva fame e non poteva aspettare.

Correzione: Dio, nel Santo Corano, non diventa impaziente come Gesù, al contrario è caratterizzato da pazienza infinita:

“Se Allah punisse gli uomini per ciò che si meritano, non lascerebbe alcun essere vivente sulla terra. Ma Egli li rinvia fino ad un termine stabilito. Poi, quando giungerà il termine loro... [sapranno che] Allah osserva attentamente i Suoi servi” (Corano, 35:45).

E

“O voi che credete, rifugiatevi nella pazienza e nell’orazione. Invero Allah è con coloro che perseverano” (Corano, 2:153) (Continua fino a 186).

178. L’Occulto?

ERRORE: “Disse ancora: “Tu non puoi veder la mia faccia, perché l’uomo non mi può vedere e vivere”” (Esodo, 33:20) e “Nessuno ha mai visto Dio” (Giovanni, 1:18) Vs. “Gesù gli rispose: «Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto»” (Giovanni, 18:20).

SPIEGAZIONE: Gesù non era Dio sulla Terra.

CONFUTAZIONE: Siamo d’accordo; Gesù non è Dio nemmeno in Cielo, perché Dio non perde la propria “condizione” di Dio ovunque si trovi (Giosué, 2:11).

CORREZIONE: Il Corano corregge questo conflitto della Bibbia:

“Egli è il Primo e l’Ultimo, il Palese e l’Occulto, Egli è l’Onnisciente” (Corano, 57:3) (Continua fino a 186).

179. Il Sostentatore?

 Errore: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete” (Giovanni, 6:35) Vs. Gesù, in una evidentissima contraddizione, non provvede cibo nemmeno a se stesso quando ha fame:

“Il giorno seguente, quando furono usciti da Betania, egli ebbe fame. Veduto di lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere se vi trovasse qualche cosa; ma, avvicinatosi al fico, non vi trovò niente altro che foglie; perché non era la stagione dei fichi”. (Marco, 11:12-13).

SPIEGAZIONE: 1) È quello che si dice, ma non quello che si intende. L’albero di fico simboleggia Israele, e Gesù era frustrato e maledisse Israele per non aver prodotto frutto. 2) Gesù parla di fame spirituale, non fisica.

Confutazione: 1) (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Ci sono molteplici errori in questa scusa, oltre all’ammissione che Gesù non placa la propria fame perché, come sappiamo, Dio basta a Se Stesso. Primo, come sappiamo, Gesù disse ai suoi discepoli di non predicare ancora ad Israele, quindi è illogico che egli maledica Israele prima ancora di cercare di salvarlo. Secondo, la frase “perché non era la stagione dei fichi” è conflittuale con la scusa che il fico sia una metafora per Israele. Come confessano i commentari biblici, Gesù, semplicemente, aveva fame e non poteva aspettare. Terzo, invece di far produrre frutti al fico, Gesù lo maledisse, così che esso non avrebbe potuto più saziare né la sua fame né quella dei suoi discepoli.

2) Gesù non riuscì nemmeno a saziare la propria fame spirituale, perché, dopo aver pregato ardentemente, disse:

“E, verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?» cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»” (Matteo, 27:46).

Inoltre, la fame fisica è di fatto connessa a quella spirituale. Poiché Gesù usa il cibo come metafora, egli si reca nel deserto per astenersi dal cibo, come sfida spirituale:

“Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame” (Matteo, 4:1-2).

Correzione: Vediamo nel Corano che Dio è il Sostentatore di tutti, compreso Gesù (Corano, 4:157):

“Non chiedo loro nessun sostentamento e non chiedo che Mi nutrano. In verità Allah è il Sostentatore, il Detentore della forza, l’Irremovibile” (Corano, 51:57-58).

Qui Allah mostra che Egli non ha bisogno di alcun cibo da parte di nessuna creatura (alberi compresi), ed è Colui che fornisce a tutti il sostentamento. Inoltre, il contesto di questo verso implica che il “sostentamento” può essere spirituale o fisico: “ Guai a coloro che non credono…” (Corano, 51:60) (Continua fino a 186).

180. L’Eterno?
 Errore: “ Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!” (Ebrei, 13:8) Vs. Vediamo che Gesù l’uomo ha cessato di esistere: “ Ma Gesù, dando un forte grido, spirò” (Marco, 15:37). Spiegazione: Gesù doveva compiere ciò che dicono le Scritture. Confutazione: Questo conferma che Gesù non era eterno. In quanto uomo, Gesù non era Dio. Correzione: Il Santo Corano descrive un Dio Realmente Eterno: “Allah! Non c’è altro dio che Lui, il Vivente, l’Assoluto. Non Lo prendon mai sopore né sonno” (Corano, 2:255). Perciò, non soltanto Dio, nel Corano, non muore, ma nemmeno dorme!

E
“Allah, non c’è dio all’infuori di Lui, il Vivente, l’Assoluto” (Corano, 3:2).

E

“Confida nel Vivente che mai non muore, lodaLo e glorificaLo. Egli basta a Se stesso nella conoscenza dei peccati dei Suoi servi” (Corano, 25:58) (Continua fino a 186).

181. Dio ha paura di noi?

ERRORE: “Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del Signore tuo Dio, allora il Signore colpirà te e i tuoi discendenti con flagelli prodigiosi: flagelli grandi e duraturi, malattie maligne e ostinate” (Deuteronomio, 28:58-59)

E

[Gesù, secondo i Trinitari, parla di se stesso:] “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna” (Matteo, 10:28; Luca, 8:50, 12:4)

Vs.

“Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo” (Giovanni, 7:1)

“Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio” (Giovanni, 8:59)

E

“«Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figli di luce». Queste cose disse Gesù; poi se ne andò e si nascose da loro” (Giovanni, 12:36­37).

Durante l’infanzia, Gesù rimase nascosto in Egitto per 10 anni per evitare la morte:

“Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo»” (Matteo, 2:13).

Spiegazione: 1) Non era ancora giunto il momento in cui egli doveva morire: “Non è ancora giunta la mia ora” (Giovanni, 2:4; 8:20). Confutazione: Gli agnelli sacrificali devono essere uccisi nella prima infanzia: “Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno ” (Esodo, 12:5).

Sappiamo che nell’infanzia Gesù sfuggì alla morte (Matteo, 2:13). 2) Persino quando giunse il cosiddetti “suo momento”, Gesù mostrò un’intensa paura, urlando per due volte:

“E Gesù, emesso un alto grido, spirò” (Matteo, 27:50).

In conclusione, che Gesù dovesse morire da bambino o da adulto, egli compì ogni sforzo per evitare la morte. Correzione: Contrariamente alla morte, il Corano mostra un Dio Senza Paura: “O Profeta, temi Allah e non obbedire né ai miscredenti né agli ipocriti. In verità

Allah è sapiente, saggio” (Corano, 33:1). “O credenti, non anticipate Allah e il Suo Messaggero e temete Allah! Allah è audiente, sapiente” (Corano, 49:1) (Continua fino a 186).

182. Genera? Errore: I Cristiani dichiarano che Dio generò se stesso: “Dio disse a Gesù: “Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato” (Ebrei, 5:5). Spiegazione: Errore di traduzione. Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni). Correzione: Dio non è paragonabile ad alcuno, come il Corano ci mostra:

“Dì: “Egli Allah è Unico, Allah è l’Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è uguale a Lui” (Corano, 112:1) (Continua fino a 186).

183. I Trinitari sono pigri?

Errore: I Trinitari affermano che non dobbiamo più svolgere l’opera che ci fu comandata da Dio. Il loro ragionamento è che: (1) non potremmo emanare delle leggi (Romani, 3:10) e (2) Gesù era Dio, e la sua morte sulla croce rimosse i peccati passati e futuri. Perciò non c’è più alcuna ragione per seguire le Leggi di Dio, che hanno migliaia di anni:

“Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede” (Romani, 10:4).

“Sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma per mezzo della fede in Gesù Cristo” (Galati, 2:16).

E

“Così la legge è per noi come un pedagogo che ci ha condotto a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede” (Galati, 3:24).

Vs.

Come abbiamo già mostrato, e come dicono (contraddicendosi) i Trinitari, “Gesù non fu Dio sulla Terra”. Oltre all’incapacità di Gesù di sostituire le leggi o togliere i peccati associati alle leggi, per i Trinitari c’è un ulteriore ostacolo all’affermazione secondo cui queste sono “troppo dure” perché le si metta in pratica:

“Quando obbedirai alla voce del Signore tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge; quando ti sarai convertito al Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima. Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica. Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano” (Deuteronomio, 30:10-18).

Inoltre, Gesù promise a molte persone il Paradiso prima di – si presume – portare a compimento la Legge per mezzo della pretesa resurrezione: “Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli” (Matteo, 5:19).

“Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di essi è il regno dei cieli” (Matteo, 5:10).

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” (Matteo, 5:3).

“Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli»” (Matteo, 19:14).

Infine, Gesù stesso insegnò che seguire i comandamenti e le leggi è la via verso la salvezza:

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo, 7:21).

Spiegazione: Si ritiene che le leggi dovessero essere rispettate fino alla resurrezione. Dopo la resurrezione, erano abolite.

“Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!” (1 Corinzi, 5:7).

Confutazione: È colpevole affermare che le leggi, che furono seguite per millenni, siano state fatte per essere temporanee. Sia il Dio di Abramo che quello di Gesù affermano che le leggi sono per sempre:

“Statuto perenne”, “Per tutte le generazioni”, “Segno perpetuo”, “Legge eterna”, “Legge perpetua”, “Debito perenne”, “Statuto perpetuo”, “Legge perenne”, “…I tuoi giusti decreti durano in eterno” (Esodo, 27:21; 28:43; 29:28; Levitico, 6:18, 22; 7:34, 36: 10:9, 15; 23:14, 21, 41; 24:3; Numeri, 10:8; 15:15; 18:8, 11, 19, 23; 19:10; Deuteronomio, 5:29; Salmi, 119:160), e “Una legge a cui non bisogna né aggiungere né togliere nulla” (Deuteronomio, 4:2; 12:32).

Gesù conferma che le Leggi sono per tutte le generazioni, ed eterne, rispettandole lui stesso (Matteo, 8:4; 26:19; Giovanni, 7:10).

Le azioni contano più delle parole, e, oltre alle azioni di Gesù che rispetta le Leggi Eterne, egli afferma anche:

“Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto” (Matteo, 5:17-18).

In conclusione, Dio, i Profeti e il Messia dicono tutti che le Leggi durano per sempre. I Giusti hanno un Nemico, colui che svia le persone con l’indolenza.

Correzione: Dio, per mezzo del Santo Corano, spiega che è una combinazione di Fede ed Opere a darci la Salvezza:

“A Lui [spetta] la vera invocazione! Quelli che invocano all’infuori di Lui non rispondono loro in alcunché, sono come colui che tende le mani verso l’acqua affinché giunga alla sua bocca, ma essa non vi giunge: vana è l’invocazione dei miscredenti” (Corano, 13:14).

Il Santo Corano spiega che le opere vanno a nostro beneficio:

“Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia” (Corano, 33:36) (Continua fino a 186).

184. Il Verbo?

 Errore: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Giovanni, 1:1).

E

“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Giovanni, 1:14).

Vs.

“Ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall’alto e discende dal Padre della luce, nel quale non c’è variazione né ombra di cambiamento” (Giacomo, 1:17).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Questo passo parla dell’essenza di Dio, che non diventa uomo.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Gli studiosi della Bibbia hanno confuso un miracolo di Dio in una creazione di Dio.

“Il Verbo”, nel contesto biblico, delinea  il metodo usato da Dio per creare la vita: “Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu” (Genesi, 1:3).

Con una parola, Dio creò la fonte di energia del nostro pianeta, il sole. Il sole e la parola di Dio divennero una cosa sola; ciò non significa che noi adoriamo il sole, né che il sole sia Dio, come credevano le antiche culture.

Vediamo nuovamente che Dio crea molte creature viventi, oltre a Gesù, con una “parola”:

“Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo»” (Genesi, 1:20).

Contrariamente al popolo di Faraone, noi non adoriamo delle immagini. Se seguiamo la logica dei Trinitari, coloro che furono creati con la “parola” sono considerati divini.

Perciò, nel tessuto della Bibbia, vediamo che il verbo che diviene carne è un’azione comune, e non denota divinità.

Correzione: Il Santo Corano spiega perfettamente questo punto, affermando:

“Ella disse: “Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?”. Disse: “È così che Allah crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo “Sii” ed essa è” (Corano, 3:47).

“In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo che Egli creò dalla polvere, poi disse: “Sii” ed egli fu” (Corano, 3:59).

185. Adorare un uomo?

 Errore: La maggioranza dei Cristiani crede che Gesù sia Dio incarnato, perciò questi Cristiani venerano Gesù. Essi giustificano la loro adorazione di Gesù con i seguenti versi:

“Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra” (Matteo, 2:11).

“Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono” (Matteo, 28:9).

“E hanno cambiato la gloria dell’incorruttibile Dio con l’immagine e la figura dell’uomo corruttibile” (Romani, 1:23).

Tuttavia, la Bibbia dice anche:

“Io sono il Signore: questo è il mio nome; non cederò la mia gloria ad altri, né il mio onore agli idoli” (Isaia, 42:8).

E

“Io sono il Signore, non cambio” (Malachia, 3:6).

E

“Dio non è un uomo da potersi smentire, non è un figlio dell’uomo da potersi pentire” (Numeri, 23:19).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: La confusione inerente la liceità o meno dell’adorazione degli idoli viene risolta nel Corano:

“E quando Allah dirà: «O Gesù figlio di Maria, hai forse detto alla gente: “Prendete me e mia madre come due divinità all’infuori di Allah?”», risponderà: «Gloria a Te! Come potrei dire ciò di cui non ho il diritto? Se lo avessi detto, Tu certamente lo sapresti, ché Tu conosci quello che c'è in me e io non conosco quello che c’è in Te. In verità sei il Supremo conoscitore dell’inconoscibile»”.

Chiaramente, dobbiamo adorare soltanto Dio:

“Ho detto loro solo quello che Tu mi avevi ordinato di dire: “Adorate Allah, mio Signore e vostro Signore”. Fui testimone di loro finché rimasi presso di loro; da quando mi hai elevato [a Te], Tu sei rimasto a sorvegliarli. Tu sei testimone di tutte le cose” (Corano, 116-117).

In conclusione, i Trinitari diffondono la credenza secondo cui Gesù, lo Spirito Santo e Dio sono uguali al 100%, e costituiscono tutti parte di un Dio uno e trino. Questi Cristiani cercano di giustificare questa nozione con l’equazione matematica (1 X 1 X 1 = 1), tuttavia, secondo le spiegazioni degli studiosi biblici, il valore di Gesù non è del tutto uguale a quello di Dio.

Per loro stessa ammissione, Gesù sulla Terra fu inferiore a Dio in cielo.

Perciò, l’equazione reale è (0,5 X 0,5 X 1 = 0,25). Simbolicamente, affermando che Gesù faccia parte di una trinità, il dio uno e trino diviene una frazione.

(IX.) L’Aldilà

186. Come eliminare il peccato

 Errore: I Cristiani affermano che la sola via che porta alla salvezza passa attraverso il sangue: “Poiché la vita della carne è nel sangue. Perciò vi ho concesso di porlo sull’altare in espiazione per le vostre vite; perché il sangue espia, in quanto è la vita” (Levitico, 17:11).

Vs.

“Ci sono più metodi per rimediare ad un peccato: fare la carità (Esodo, 30:15-16) e (Numeri, 31:50), l’incenso (Numeri, 16:46-47).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: L’Islam insegna che non c’è una sola via che conduce alla salvezza, poiché questa viene dalle opere e dalla fede insieme:

“A Lui [spetta] la vera invocazione! Quelli che invocano all’infuori di Lui non rispondono loro in alcunché, sono come colui che tende le mani verso l’acqua affinché giunga alla sua bocca, ma essa non vi giunge: vana è l’invocazione dei miscredenti” (Corano, 13:14).

“Risponderanno: «Non vi recarono le prove evidenti vostri messaggeri?». Diranno: «Sì!». E quelli: «Invocate allora!». Ma l'invocazione dei miscredenti è destinata al fallimento” (Corano, 40:50). 

“In verità coloro che avranno creduto e avranno compiuto il bene, avranno assolto l’orazione e versato la decima, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti” (Corano, 2:277).

187. Nati peccatori?

 Errore: I bambini nascono puri, senza peccato (Levitico, 11:44; 19:2; 20:7) Vs. I bambini nascono malvagi peccatori (Salmi, 58:3).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. (Salmi, 58:3) parla del potenziale che può portare a commettere il peccato, non dell’essere un reale peccatore.

182

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Il linguaggio ed il contesto utilizzati indicano chi è peccatore, non chi lo sarà nel futuro.

“Questi empi si sono corrotti fin dal grembo materno”. Il passo non dice “si corromperanno”, il verbo indica che i bambini nascono corrotti:

“Questi bugiardi si sono sviati fin dalla nascita”

non: “si svieranno in età adulta”.

Inoltre, anche Paolo fa propria l’assurdità che i bambini siano peccatori, affermando:

“Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Romani, 5:12).

Correzione: Il Corano corregge l’errore che vede i bambini malvagi in modo innato, o fa loro ereditare il peccato commesso dalle generazioni precedenti:

“Invero creammo l’uomo nella forma migliore” (Corano, 95:4)

“Ognuno pecca contro se stesso: nessuno porterà il fardello di un altro” (Corano, 6:164).

“Nessuno porterà il peso di un altro. Ritornerete poi al vostro Signore ed Egli vi informerà in merito a ciò che avrete fatto, poiché Egli conosce quello che c’è nei petti” (Corano, 39:7).

188. La stessa ricompensa?

 Errore: Gesù, descrivendo il Paradiso in una parabola, dice che coloro che lavorano più duramente per la loro ricompensa e coloro che avranno lavorato meno saranno ricompensati nella stessa misura (Matteo, 20:1-16) Vs. “Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere” (Apocalisse, 22:12).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Alcune persone non hanno l’opportunità di lavorare duramente quanto le altre, per questo in (Matteo, 20) tutti vengono ricompensati allo stesso modo.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Gli operai che lavorarono un’ora soltanto, paragonati a quelli che lavorarono nove ore, ebbero la stessa opportunità di lavorare quante ore desiderassero, ma essi non erano ispirati o motivati a trovare la salvezza quanto lo furono coloro che avevano lavorato nove ore:

“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna” (Matteo, 20:1).

Qui vediamo che il padrone di casa uscì “all’alba” e trovò gli operai che lavorarono per 9 ore pronti e desiderosi di essere salvati. Così come i primi uccelli del mattino trovano il cibo migliore, anche coloro che ricercano con forza la Misericordia di Dio la troveranno.

Quanto agli operai che lavorarono soltanto un’ora:

“Uscito ancora verso l’undicesima ora, ne trovò altri che se ne stavano disoccupati” (Matteo, 20:6).

Questi operai non si curarono di cercare lavoro se non ore dopo i primi, forse dopo un giorno trascorso a commettere peccati, e lavorarono soltanto per necessità, piuttosto che perché lo volevano, come i lavoratori del mattino. Perciò vediamo che gli operai ebbero tutti la stessa opportunità di alzarsi presto al mattino, ma quelli che lavorarono riluttanti, rispetto a quelli che lo fecero prontamente, non ricevettero un’adeguata ricompensa.

Correzione: Il Corano migliora la Bibbia nel fatto che Dio è un Giudice equo, che ci chiede conto delle nostre responsabilità:

“Invero Allah non commette ingiustizie, nemmeno del peso di un solo atomo. Se si tratta di una buona azione, Egli la valuterà il doppio e darà ricompensa enorme da parte Sua” (Corano, 4:40).

189. Chi è Satana?

 Errore: Nella Bibbia non è chiaro se Satana sia o meno un angelo caduto:

Satana è libero di agire come desidera (Giobbe, 1:6-7; 2:1-2; Matteo, 4:1; 1 Pietro 5:8) Vs. Gli angeli che si ribellarono a Dio sono imprigionati (Giuda 6).

Spiegazione: 1) È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Gli angeli saranno imprigionati in futuro, non lo sono già attualmente;

“Ed ecco, essi si misero a gridare, dicendo: «Che vi è tra noi e te, o Gesù, Figlio di Dio? Sei tu venuto qui, per tormentarci prima del tempo?»” (Matteo, 8:29).

2) Ci sono due differenti tipi di angeli caduti: quelli che sono in catene e quelli che non lo sono.

Confutazione: 1) (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Qui gli studiosi della Bibbia tentano di giocare di nuovo con le parole, confondendo le forme al passato, al presente e al futuro impiegate nel passo:

“Se Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li cacciò nel tartaro tenendoli in catene di tenebre infernali, per esservi custoditi per il giudizio” (2 Pietro, 2:4).

Vediamo che i verbi al tempo passato sono: “risparmiò”, “avevano peccato”, “cacciò”.

Agli occhi di un qualsiasi lettore appare ovvio che gli angeli caduti furono cacciati nel Tartaro nel passato, sono tenuti incatenati nel presente e saranno giudicati nel futuro.

2) “… non risparmiò gli angeli che avevano peccato…” (2 Pietro, 2:4) dimostra che nessuno, tra gli angeli che avevano peccato, venne risparmiato. Gli apologeti, al contrario, suggeriscono che ne furono risparmiati alcuni. Non c’è nulla che indichi l’esistenza di due diversi generi di angeli caduti. C’è soltanto una contraddizione che, da una parte, vede gli angeli malvagi liberi, e dall’altra, gli stessi in catene.

Correzione: Il Nobile Corano specifica che Satana era un Jinn (un tipo diverso di creatura, fatta di fuoco – Corano, 15:97), non un Angelo:

“E quando dicemmo agli angeli: «Prosternatevi davanti ad Adamo», si prosternarono, eccetto Iblis, che era uno dei jinn e che si rivoltò all’Ordine di Allah. Prenderete lui e la sua progenie come alleati in luogo di Me, nonostante siano i vostri nemici? Un pessimo scambio per gli ingiusti” (Corano, 18:50).  

190. Maschi vergini?

 Errore: In un affronto arrecato al 99% degli esseri umani che popolano questo mondo, la Bibbia fa una dichiarazione incongrua, asserendo che soltanto persone di una certa razza, un certo genere e un certo stato civile si troveranno di fronte a Dio:

“Centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini” (Apocalisse, 14:3-4).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Il Santo Corano corregge questa limitazione posta a coloro che hanno l’opportunità di accedere al Paradiso, affermando chiaramente ed apertamente che il Paradiso è aperto a chiunque si sforzi per ottenerlo:

“Quanto a coloro che, uomini o donne, operano il bene e sono credenti, ecco coloro che entreranno nel Giardino e non subiranno alcun torto, foss’anche [del peso] di una fibra di dattero” (Corano, 4:124).

Inoltre, essere una donna sposata è, in realtà, una benedizione, non una condizione contaminata:

“Nelle notti del digiuno vi è stato permesso di accostarvi alle vostre donne; esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro” (Corano, 2:187).

191. Essere poveri è una maledizione?

Errore: Abbiate delle ricchezze da far ereditare ai vostri nipoti (Proverbi, 13:22; 1 Timoteo, 5:8) Vs. Non abbiate alcuna proprietà (Matteo, 6:19). Spiegazione: Gesù non disse mai di dare via tutto ciò che si possiede. Confutazione: Non è vero. Gesù, quando un uomo giusto che rispettava tutti i comandamenti (Luca, 18:21) gli domandò cosa dovesse fare per ottenere la vita eterna, gli rispose: “Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli” (Luca, 18:22). Inoltre, per quanto riguarda l’accumulo delle ricchezze terrene, Gesù dice: “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli” (Matteo, 19:24). Pietro conferma che i discepoli diedero via tutto quello che possedevano:

“Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?»” (Matteo, 19:27).

E Gesù, ancora una volta, dichiara che, per avere dato via tutto ciò che avevano, saranno ricompensati nel Paradiso:

“E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele»” (Matteo, 19:28).

Perciò abbiamo qui una diretta contraddizione. Paolo insegna ad accumulare tesori, mentre Gesù insegna ai giusti a dare via tutto ciò che hanno.

Correzione: Nel Corano, essere poveri oppure ricchi non costituisce un indicatore di rettitudine. Infatti, Dio ci mette alla prova sia con la ricchezza che con la povertà:

“Sicuramente vi metteremo alla prova con terrore, fame e diminuzione dei beni, delle persone e dei raccolti. Ebbene, dà la buona novella a coloro che perseverano” (Corano, 2:155).

E

“In verità abbiamo voluto abbellire la terra di tutto quel che vi si trova per verificare chi di loro opera al meglio” (Corano, 18:7).

Ci vengono imposte molte prove e tribolazioni, e il Tesoro Ultimo è in Paradiso. Perciò essere poveri non è una maledizione, né noi siamo dannati perché non possediamo abbastanza denaro da permetterci di “prenderci cura” dei nostri nipoti (Proverbi, 13:22).

192. Raccogliere ciò che si è seminato?

 Errore: Alcuni seminano grano e raccolgono spine (Geremia, 12:13) Vs. Alcuni seminano ma non raccolgono nulla (Michea, 6:15) Vs. Alcuni raccolgono senza aver seminato (Matteo, 25:26; Luca, 19:22) Vs. Un uomo raccoglie ciò che semina (2 Corinzi 9:6; Galati, 6:7).

Spiegazione: La prima è una semina materiale, perciò è ingiusta; la seconda è la semina spirituale dell’aldilà, perciò è giusta.

Confutazione: Questo sarebbe accettabile se non fosse per il passo che afferma che il giusto raccoglie quello che ha seminato in questa vita, e parla quindi in termini materialistici:

“Ecco, il giusto riceve la sua retribuzione sulla terra, quanto più l’empio e il peccatore!” (Proverbi, 11:31) perché (Matteo, 25:26; Luca 19:22) parlano dei malvagi che, in senso materiale, ricevono più dei giusti.

Perciò, anche se è in termini materialistici, questo passo si pone in contraddizione con (Proverbi, 11:31).

Correzione: Il Corano è molto chiaro sul fatto che gli uomini ottengano quello che meritano. Senza dubbio, Dio è Giusto e Generoso. Le persone sono punite severamente se fanno il male e largamente ricompensate se fanno il bene:

“Invero Allah non commette ingiustizie, nemmeno del peso di un solo atomo. Se si tratta di una buona azione, Egli la valuterà il doppio e darà ricompensa enorme da parte Sua” (Corano, 4:40).

193. Il Giusto è Immortale?

 Errore: Il giusto, nella Bibbia, è immortale: “Al giusto non può capitare alcun danno, gli empi saranno pieni di mali” (Proverbi, 12:21) Vs. Il giusto, nella Bibbia, è mortale:

“Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l’altare. In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione” (Matteo, 23:33-36).

Spiegazione: (Proverbi, 12:21) parla soltanto di alcuni giusti, non di tutti.

Confutazione: Sappiamo che la Bibbia ha universalmente insegnato il falso concetto secondo cui i giusti sono immortali. Questo si basa su altri passi, che affermano:

“Prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno” (Marco, 16:18).

In un affronto reso ai difensori della Bibbia, Marco ci insegna che tutti i giusti possono bere il veleno del serpente e sopravvivere, evitando la morte. Questa è una diretta contraddizione a quanto riporta la stessa Bibbia in riguardo a tutti i giusti che sono morti.

Correzione: Il Corano spiega che tutti gli esseri umani, buoni o cattivi, non sono immortali:

“Dì [loro]: «La fuga non vi sarà utile. Se fuggite la morte o l’essere uccisi, non avrete altro che breve gioia»” (Corano, 33:16).

“Abbiamo decretato per voi la morte e non potremo essere sopravanzati” (Corano, 56:60).

La medicina e la tecnologia possono avere la capacità di rallentare il processo di invecchiamento e quindi di posticipare la morte, ma, per Volontà di Dio, alla fine, noi tutti moriremo. L’angelo della morte giungerà a noi tutti, e non potremo impedire che egli ci porti via da questa terra.

194. C’È Luce all’Inferno?

 Errore: L’Inferno è un luogo di tenebra (Matteo, 8:12) Vs. L’Inferno è un luogo di luce (Marco, 9:48).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. Il fuoco simboleggia un luogo di distruzione, e l’oscurità il luogo destinato ai perduti.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Sappiamo che quando la Bibbia parla di fuoco intende il fuoco letterale, perché, in un altro passo, un uomo, all’Inferno, dice:

“…intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura” (Luca, 16:24).

Di nuovo, sappiamo che questo passo parla letteralmente di una fiamma da questa altra citazione:

“Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo” (Apocalisse, 19:20).

Correzione: L’Inferno è senza dubbio un luogo invaso dalle fiamme, e il Corano spiega che l’oscurità a cui Gesù si riferisce è il liquido rovente che viene versato sui malvagi:

“Così sarà. E allora che assaggino acqua bollente e acqua fetida” (Corano, 38:57).

Perciò, al contrario degli apologeti biblici, che cercano di cambiare il significato delle parole e di pensare in modo metaforico invece di utilizzare la logica, il Corano spiega che il liquido usato è scuro, come la lava e il fumo vulcanico.

“[È] il Fuoco attizzato di Allah” (Corano, 104:6).

Una fiamma accesa è il luogo dell’inferno, e il liquido che là ricoprirà i malvagi è scuro e bollente. Perciò, tutto questo viene descritto nei dettagli nel Santo Corano.

195. Ancora una possibilità?

 Errore: La Bibbia afferma che, una volta che un credente ha perduto la fede, non potrà mai ritornare a Dio:

“Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, che hanno gustato il dono celeste, sono diventati partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro. Tuttavia se sono caduti, è impossibile rinnovarli una seconda volta portandoli alla conversione, dal momento che per loro conto crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all’infamia” (Ebrei, 6:4-6).

Spiegazione: I teologi Cristiani differiscono nell’interpretazione di questi passi. Alcuni concedono che la salvezza può essere persa, altri dicono che si tratta di un errore di traduzione: “Caduti” dovrebbe essere in realtà “sviati”, indicando che c’è ancora speranza.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni) Che si sia “caduti” oppure “sviati”, è “impossibile” ritornare (v. 6). Perciò, questi apologeti offrono una speranza falsa ignorando il contesto.

Correzione: Il Santo Corano riconosce che le persone “cadono” o “si perdono”, allontanandosi dalla loro religione; tuttavia esso non abbandona le loro speranze, come fa la Bibbia. Il Santo Corano spiega che Dio ci accorda più di una singola possibilità di pentirci ed essere salvati:

“Coloro che credettero e poi negarono, ricredettero e poi rinnegarono, non fecero che accrescere la loro miscredenza. Allah non li perdonerà e non li guiderà sulla via” (Corano, 4:137).

Nel Corano, a coloro che si sviano viene concessa un’altra possibilità. Al contrario, nella Bibbia coloro che deviano dalla retta via, anche una sola volta, non possono ritornare a Dio.

196. Salvati per sempre?

 Errore: La Bibbia sostiene che la salvezza può essere perduta: “Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, che hanno gustato il dono celeste, sono diventati partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro. Tuttavia se sono caduti, è impossibile rinnovarli una seconda volta portandoli alla conversione, dal momento che per loro conto crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all’infamia” (Ebrei, 6:4-6).

Tuttavia, altrove la Bibbia dice che la salvezza è definitiva:

“Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano” (Giovanni, 10:28; Romani, 8:38-39; Efesini, 1:13).

Spiegazione: I teologi Cristiani differiscono nell’interpretazione di questi passi. Alcuni concedono che la salvezza può essere persa, altri dicono che si tratta di un errore di traduzione: “Caduti” dovrebbe essere in realtà “sviati”, indicando che c’è ancora speranza.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni) Che si sia “caduti” oppure “sviati”, si è sempre “fuori”, perciò è possibile perdere la salvezza, come confermano altre parti della Bibbia:

“Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette l’iniquità e agisce secondo tutti gli abomini che l’empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà” (Ezechiele, 18:24).

E

“Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo precetto che era stato loro dato” (2 Pietro, 2:20-21).

Questi due ulteriori passi, oltre a dimostrare che un credente si può perdere, si spingono più avanti, affermando che gli apostati soffriranno o, addirittura, saranno uccisi. Il loro destino eterno cambia perché non sono più liberati, e la loro rettitudine è cancellata.

Correzione: Il Santo Corano afferma, senza contraddizioni, che le persone “cadono” o “si smarriscono” dalla loro religione. La salvezza è un obiettivo di tutta una vita. Il Corano non le abbandona come la Bibbia. Esso spiega che Dio ci concede più di una sola possibilità di pentirci e ritornare:

“Coloro che credettero e poi negarono, ricredettero e poi rinnegarono, non fecero che accrescere la loro miscredenza. Allah non li perdonerà e non li guiderà sulla via” (Corano, 4:137).

197. Essere castrati è meglio?

Errore: La Bibbia consente – e addirittura incentiva – l’autocastrazione.

“Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca” (Matteo 19:12).

“Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te” (Matteo 18:8).

Spiegazione: La Bibbia parla in senso figurato.

Confutazione: Migliaia di persone, nel corso della storia Cristiana, sono divenute monaci eunuchi sulla base della motivazione proveniente dalla Bibbia. I primi Cristiani credevano che questi passi andassero interpretati alla lettera, e perciò seguirono testualmente il consiglio. Inoltre, (Matteo 19:12) sottolinea come il significato sia letterale, poiché cita l’esempio di coloro che sono nati eunuchi, ed afferma poi che chi diviene come loro avrà il paradiso. Anche se i Cristiani moderni possono essersi secolarizzati senza l’attuazione di questa antica norma, l’autocastrazione è tuttora un fenomeno Cristiano su cui esiste un’ampia documentazione.

Correzione: Il Santo Corano ci insegna ad amare noi stessi e a proteggere il nostro corpo:

“Siate generosi sul sentiero di Allah, non gettatevi da soli nella perdizione, e fate il bene, Allah ama coloro che compiono il bene” (Corano, 2:195).

“O voi che credete, non divorate vicendevolmente i vostri beni, ma commerciate con mutuo consenso, e non uccidetevi da voi stessi . Allah è misericordioso verso di voi” (Corano, 4:29).

L’Islam insegna a pregare e a digiunare per evitare le tentazioni, piuttosto che a praticare l’orrenda autocastrazione insegnata dalla Bibbia.

ALTRI MODI

198. Ricompensati sulla Terra o in Paradiso?

 Errore: “Ecco, il giusto è ripagato sulla terra, tanto più lo saranno l’empio e il peccatore” (Proverbi, 11:31) Vs. “Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi»” (Matteo, 19:21; 1 Corinzi 3:12-15; Apocalisse 22:12).

Spiegazione: La ricompensa ha inizio sulla Terra e si completa in Paradiso.

Confutazione: Questa è un’ipotesi priva di fondamento. Una nozione costruita e priva di sostanza. Molti credenti soffrono in questa vita senza ricompense. Inoltre, molti giusti hanno molto meno di ciò che hanno i malvagi.

Perciò, garantire che la ricompensa abbia inizio in questa vita è una bugia ed una cosa impossibile. Anche se una ricompensa parziale iniziasse sulla terra, ciò non elimina l’affermazione per cui i giusti avranno una ricompensa maggiore di quella dei malvagi sulla Terra.

Lo stesso Paolo soffrì una morte atroce in questa vita, presumendo che sarebbe stato ricompensato nell’altra (Atti, 14:19).

Infatti Paolo dice che il giusto “soffre” in questa vita (non viene premiato), e sarà invece remunerato nell’altra, screditando perciò l’affermazione per cui, in questa vita, saremo ricompensati di più rispetto ai malvagi, per essere stati giusti:

“Se abbiam costanza nella prova, con lui altresì regneremo” (2 Timoteo, 2:12).

In totale contraddizione con Salomone, Paolo afferma che ai giusti è garantita la sofferenza – e non la ricompensa – sulla Terra:

“Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2 Timoteo, 3:12).

Correzione: Il Santo Corano non afferma irrazionalmente che i tesori della Terra siano un riflesso della rettitudine. Invece, esso spiega che alcuni ricevono in questa vita delle ricompense che servono da prova per la vita più importante ed eterna, l’Aldilà:

“Allah dà generosamente a chi vuole e lesina a chi vuole. Essi si rallegrano di questa vita che in confronto all’Altra non è che godimento effimero” (Corano, 13:26).

193

“Egli è Colui che vi ha costituiti eredi della terra e vi ha elevato di livello, gli uni sugli altri, per provarvi in quel che vi ha dato. In verità il tuo Signore è rapido al castigo, in verità è perdonatore, misericordioso” (Corano, 6:165).

“In verità abbiamo voluto abbellire la terra di tutto quel che vi si trova per verificare chi di loro opera al meglio” (Corano, 18:7). 

Alcuni giusti sono ricompensati in questa vita. Il Corano, contrariamente alla Bibbia, spiega come la ricompensa in Paradiso sarà maggiore:

“E Allah diede loro ricompensa in questa vita e migliore ricompensa nell’altra. Allah ama coloro che fanno il bene” (Corano, 3:148).

Perciò viene illustrato chiaramente che alcune persone giuste sono ricompensate in entrambe le vite, e il Corano non commette l’errore di dire che i retti saranno ricompensati maggiormente sulla Terra. Invece, la ricompensa Migliore è in Paradiso.

199. La morte all’Inferno?

 Errore: La Bibbia afferma che i peccatori saranno annientati:

“Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco” (Apocalisse, 20:14; 2 Tessalonicesi, 1:9) mentre, al contrario, altrove essa dice che i peccatori vivranno nell’aldilà una vita di torture:

“Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura” (Luca, 16:23-24).

Spiegazione: È ciò che si dice, ma non ciò che si intende. La morte, in (Apocalisse, 20:14) non è fisica, ma forse spirituale, come quella vissuta da Adamo scacciato dal giardino dell’Eden.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [E] nella Mappa delle Confutazioni) Poiché la Bibbia non parla di rigenerazione della pelle, come invece fa il Corano, dobbiamo logicamente e scientificamente considerare la parola “morte” in senso letterale. Ogni corpo umano gettato nel fuoco e in esso intrappolato muore all’Inferno, come la Bibbia – conflittualmente – afferma.

CORREZIONE: Il Santo Corano evidenzia che all’Inferno la pelle dei dannati sarà rigenerata; perciò essi manterranno la possibilità di percepire il fuoco:

“Presto getteremo nel Fuoco coloro che smentiscono i Nostri segni. Ogni volta che la loro pelle sarà consumata, ne daremo loro un’altra, sí che gustino il tormento. In verità Allah è eccelso e saggio” (Corano, 4:56).

“Brucerà nel Fuoco più grande, in cui non morrà e non vivrà” (Corano, 87:12-13). 

200. Sentire il fuoco?

 Errore: La pelle umana bruciata avverte il calore? Secondo la Bibbia, i peccatori saranno tormentati all’Inferno:

“Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura” (Luca, 16:23-24).

E

“Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli” (Matteo, 25:41).

Tuttavia, secondo i medici, la pelle bruciata non possiede più le capacità sensoriali, a causa dei danni subiti dalle terminazioni nervose. La pelle diventa dura e addirittura brucia come carbone. Perciò, l’idea che i dannati dell’Inferno continueranno ad avvertire il dolore, con il meccanismo illustrato dalla Bibbia, è inspiegabile e scientificamente scorretta.

Correzione: Il Corano insegna che la pelle viene rigenerata:

“Presto getteremo nel Fuoco coloro che smentiscono i Nostri segni. Ogni volta che la loro pelle sarà consumata, ne daremo loro un’altra, sí che gustino il tormento. In verità Allah è eccelso e saggio” (Corano, 4:56).

201. La Terra durerà in eterno?

ERRORE: “Una generazione se ne va, un’altra viene, e la terra sussiste per sempre” (Ecclesiaste, 1:4; Salmi, 78:69; 104:5) Vs. “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Luca, 21:33; 2 Pietro, 3:10).

Spiegazione: Errore di traduzione. L’espressione “per sempre” dovrebbe, in realtà, essere tradotta “per molto tempo”.

Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni) Di nuovo i Cristiani tentano di reinventare i significati delle parole per liberarsi da una delle centinaia di contraddizioni.

Correzione: Il Santo Corano conferma che la Terra non durerà in eterno; al contrario, ci sarà un giorno in cui essa sarà distrutta:

“Quando la terra sarà spianata, rigetterà quello che ha in seno e si svuoterà” (Corano, 84:3-4).

202. Il Paradiso è eterno? Errore: “I credenti erediteranno la vita eterna nel Paradiso (1 Pietro, 1:4) Vs. I cieli passeranno (Salmo 102:25-26); Luca 21:33; 2 Pietro, 3:10). Spiegazione: Errore di traduzione. Confutazione: (Vedi Risposta lettera [I] nella Mappa delle Confutazioni) Correzione: Il Santo Corano, contrariamente alla Bibbia, spiega che ci sono diversi livelli nel cielo: “Colui che ha creato sette cieli sovrapposti senza che tu veda alcun difetto nella creazione del Compassionevole. Osserva, vedi una qualche fenditura?” (Corano, 67:3). Perciò, quando il primo è distrutto, ai giusti sono riservati i livelli più alti. Il livello terrestre sicuramente crollerà nel Giorno del Giudizio:

“Il Giorno in cui le nuvole del cielo si apriranno e scenderanno di discesa gli angeli” (Corano, 25:25).

203. Sperimentare la tentazione?

 Errore: I Cristiani sostengono che Dio ebbe bisogno di inviare Gesù sulla Terra per conoscere le tentazioni della carne e poterle quindi sconfiggere:

“Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo” (Luca, 4:1-2).

“Infatti ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne” (Romani, 8:3).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Allah è l’Onnipresente; Dio non ha avuto bisogno di inviare nessuno per conoscere le tentazioni proprie degli uomini.

Allah non ha bisogno di scendere sulla Terra perché è già a conoscenza di ogni cosa, e non ha bisogno di vedere nulla poiché Egli già tutto vede:

“In verità siamo stati Noi ad aver creato l’uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l’animo suo. Noi siamo a lui più vicini della sua vena giugulare” (Corano, 50:16).

204. Chi rubò?

 Errore: I Cristiani affermano che Gesù è Dio. Tuttavia, quando Gesù fu circondato da una folla, qualcuno gli rubò parte della sua forza:

“Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire, gli si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò. Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Mentre tutti negavano, Pietro disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia». Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me»” (Luca, 8:43-46).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dio, nel Corano, ha la piena conoscenza e consapevolezza di ciò che viene o non viene sottratto:

“Allah ben conosce coloro che si defilano di nascosto. Coloro che si oppongono al suo comando stiano in guardia che non giunga loro una prova o non li colpisca un castigo doloroso” (Corano, 24:63).

205. Tutti i peccati sono uguali?

 Errore: I Cristiani affermano che tutti i peccati hanno la medesima conseguenza, perciò non c’è differenza tra l’immodestia e l’omicidio:

“Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto” (Giacomo, 2:10).

Vs.

“«Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene»” (Luca, 7:41-43).

Il “debito” si riferisce ai peccati commessi da una persona contro Dio. Sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento ci sono molti riferimenti che indicano come peccati diversi siano puniti in modi differenti, il che dimostra che non tutti i peccati sono uguali. Alcuni peccati ci allontanano da Dio più di altri.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dio, nel Corano, è un Giudice equo che ci confronta con un sistema basato sulla responsabilità, nel quale ogni decimo di bene o di male viene preso in considerazione prima di emettere il verdetto:

“In quel Giorno gli uomini usciranno in gruppi, affinché siano mostrate loro le loro opere. Chi avrà fatto [anche solo] il peso di un atomo di bene lo vedrà, e chi avrà fatto [anche solo] il peso di atomo di male lo vedrà” (Corano, 99:6-8).

206. Prescelti incondizionatamente?

ERRORE: La Bibbia parla degli Ebrei come di uomini scelti da Dio su tutti gli altri uomini. Senza che sia data alcuna importanza a ciò che fanno, essi sono prescelti da Dio, incondizionatamente, su tutti:

“Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra. Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli - siete infatti il più piccolo di tutti i popoli” (Deuteronomio, 7:6-7).

Dio, nella Bibbia, non scelse gli Ebrei perché erano senza peccato:

“Sappi dunque che non a causa della tua giustizia il Signore tuo Dio ti dà il possesso di questo fertile paese; anzi tu sei un popolo di dura cervice” (Deuteronomio, 9:6).

Invece, la Bibbia dice che tutti gli Ebrei sono prescelti incondizionatamente, su tutti gli altri esseri umani, a causa di una promessa che era stata fatta ai loro progenitori:

“Ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re di Egitto” (Deuteronomio, 7:8).

Vs.

“Non siete voi per me come gli Etiopi, Israeliti? Parola del Signore. Non io ho fatto uscire Israele dal paese d’Egitto, i Filistei da Caftòr e gli Aramei da Kir?” (Amos, 9:7).

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Dio, nel Corano, afferma che il favore accordato agli Ebrei fu condizionale:

“Decretammo nella Scrittura, contro i figli di Israele: “Per due volte porterete la corruzione sulla terra e sarete manifestamente superbi”. Quando si realizzò la prima [delle Nostre promesse], mandammo contro di voi servi Nostri, di implacabile valore, che penetrarono nelle vostre contrade: la promessa è stata mantenuta. Vi demmo quindi il sopravvento su di loro e vi corroborammo con ricchezze e progenie e facemmo di voi un popolo numeroso. Se fate il bene, lo fate a voi stessi; se fate il male, è a voi stessi che lo fate. Quando poi si realizzò l’ultima promessa i vostri volti furono oscurati ed essi entrarono nel tempio come già erano entrati e distrussero completamente quello che avevano conquistato. Forse il vostro Signore vi userà misericordia, ma se persisterete persisteremo. Abbiamo fatto dell’Inferno una prigione per i miscredenti” (Corano, 17:4-8).

Il Corano spiega che non è l’identità delle persone, ma le loro azioni, che fanno si che Dio doni la sua benevolenza ad un popolo. Si viene scelti per la propria fede, non per l’appartenenza etnica:

“Tra le genti del Libro, ci sono alcuni che credono in Allah e in quello che è stato fatto scendere su di voi e in quello che è stato fatto scendere su di loro, sono umili davanti ad Allah e non svendono a vil prezzo i segni Suoi. Ecco quelli che avranno la mercede da parte del loro Signore. In verità Allah è rapido al conto” (Corano, 3:199).

207. Amore Incondizionato?

 Errore: La Bibbia insegna che Dio amerà i peccatori (Matteo, 5:43-45; Romani, 5:6-10; 8:38-39) Vs. Dio non amerà i peccatori (Osea, 9:15):

“Per i loro misfatti li scaccerò dalla mia casa, non avrò più amore per loro; tutti i loro capi sono ribelli”.

Spiegazione: Nessuna.

Correzione: Sarebbe una punizione verso i Giusti, se Dio amasse i peccatori, poiché, allora, il Giudizio di Dio non avrebbe un valore di equità, e il Paradiso vedrebbe malvagi assassini vicini alle loro vittime, gettando la base di ulteriore violenza e di vendetta nell’Aldilà. Invece, Dio, nel Corano, è un Giudice giusto, e dà il suo amore a coloro che non lo rifiutano:

“Così Allah ricompenserà con la Sua grazia coloro che hanno creduto e compiuto il bene. In verità Egli non ama i miscredenti” (Corano, 30:45).

208. Suicidio biblico?

Errore: La Bibbia non contiene alcuna disposizione contro il suicidio. Al contrario, essa presenta una grande quantità di personaggi (in gran parte Profeti), che desiderarono suicidarsi, senza che subissero alcun rimprovero o punizione per le loro tendenze suicide.

Mosé era disperato per le lamentele degli Israeliti che capeggiava. Il peso della leadership era troppo pesante per poterlo sopportare. Egli chiese a Dio: “Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto…” (Numeri, 11:12-15).

Sansone era stato incatenato ai due pilastri centrali di un tempio. Egli li allontanò, causando in tal modo – consapevolmente – il crollo dell’edificio e il proprio suicidio (Giudici, 16:29-30).

In una guerra contro i Filistei, i figli di Saul Gionata, Abinadàb e Malkisuà restarono uccisi, e lo stesso Saul fu gravemente ferito. Egli chiese al proprio scudiero di ucciderlo, ma questi rifiutò. Perciò, egli prese una spada sulla quale si lasciò cadere. Anche lo scudiero si lasciò cadere sulla propria spada. Entrambi si suicidarono (1 Samuele, 31:4-6).

In un atto di malvagia intolleranza religiosa, Elia ordinò che 400 sacerdoti di Baal fossero messi a morte. Acab andò da Gezabele, dicendole che Elia aveva “aveva ucciso di spada tutti i profeti”. Ella giurò di uccidere Elia entro le 24 ore seguenti. Elia fuggì a Bersabea per salvarsi la vita, andò nel deserto, “desideroso di morire”. Disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri” (1 Re, 18:40 e 19:4).

Dio aveva minacciato di distruggere Ninive, una città con 120.000 abitanti. Ma il re ed i cittadini diedero ascolto a Giona, si pentirono dei propri peccati e digiunarono. Dio cambiò idea e non distrusse la città. Giona fu così irato, quando Dio mostrò la propria misericordia, che chiese a Dio di ucciderlo: “Meglio per me morire che vivere”. Egli ripetè la stessa richiesta a Dio il giorno seguente (Giona, 4:1-11).

Persino nel Vangelo, Paolo riflette se è meglio morire o vivere. Egli è forzato a decidere tra le due alternative, “essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne…” (Filippesi, 1:20-26).

Altri suicidi nella Bibbia: (1 Re, 16:18), (2 Samuele, 17:1-29), (Giudici, 9:52-54), (Matteo, 27:5), (Apocalisse, 9:1-10).

Spiegazione:

1) La Bibbia dice: “Non uccidere”; 2) La Bibbia dice: “Non essere troppo malvagio e non essere stolto. Perché vuoi morire prima del tuo tempo?” (Ecclesiaste, 7:17).

Confutazione:

1)    Il vago comandamento “Non uccidere”, ovviamente, non può essere interpretato alla lettera, perché la gente uccide in continuazione piante ed animali per cibarsene. Il contesto viene interpretato come: non bisogna uccidere un altro essere umano.

2)    Secondo il “Jamieson, Fausset, Brown Bible Commentary”, (Ecclesiaste 7:17) avverte che Dio sarà istigato ad anticipare il giorno di grazia (Romani, 2:5), perciò non è un avvertimento contro il suicidio. Inoltre, il contesto, nel passo (7:15) afferma che un uomo malvagio può avere una lunga vita, che il malvagio non dovrebbe sentirsi al sicuro, come viene spiegato nel “Matthew Henry Complete Commentary on the Whole Bible”. 

Correzione: Il Santo Corano ci dice, direttamente e specificamente, di amare noi stessi, non uccidendoci:

“Siate generosi sul sentiero di Allah, non gettatevi da soli nella perdizione, e fate il bene, Allah ama coloro che compiono il bene” (Corano, 2:195).

“O voi che credete, non divorate vicendevolmente i vostri beni, ma commerciate con mutuo consenso, e non uccidetevi da voi stessi . Allah è misericordioso verso di voi” (Quran 4:29).

209. La Bibbia odia se stessa

Errore:  Gli autori della Bibbia esprimono un disgusto diretto verso il fatto stesso di mettere la Bibbia per iscritto:

“…avete distorto le parole del Dio vivente…” (Geremia, 23:36).

“Come potete dire: Noi siamo saggi, la legge del Signore è con noi? A menzogna l’ha ridotta la penna menzognera degli scribi!” (Geremia, 8:8).

“Il Signore mi ha detto: «I profeti hanno predetto menzogne in mio nome; io non li ho inviati, non ho dato ordini né ho loro parlato. Vi annunziano visioni false, oracoli vani e suggestioni della loro mente»” (Geremia, 14:14).

Persino Gesù ammette che gli Scribi hanno omesso delle cose nella Bibbia: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle” (Matteo, 23:23).

Spiegazione: Gli scribi parlavano dell’essere corrotti in riguardo a questioni religiose differenti.

Confutazione: È interessante che i Cristiani confessino che gli autori della Bibbia siano stati corrotti. Come possiamo ritenere che essi furono corrotti in alcuni ambiti religiosi, e non in altri? Inoltre, gli scribi specificano che le loro “penne” trasformarono in menzogne le parole di Dio.

Correzione: Il Corano emana amore e fiducia in se stessi in questo passo:

“Noi abbiamo fatto scendere il Monito, e Noi ne siamo i custodi” (Corano, 15:9).

“Dì: «Se il mare fosse inchiostro per scrivere le Parole del mio Signore, di certo si esaurirebbe prima che fossero esaurite le Parole del mio Signore, anche se ne Noi ne aggiungessimo altrettanto a rinforzo»” (Corano, 18:109).

“In verità essi non credono al Monito che giunse loro, eppure questo è davvero un Libro venerato” (Corano, 41:42).

“Questo invece è un Corano glorioso, (impresso) su una Tavola protetta!” (Corano, 85:21-22).

Conclusione

Nello stesso modo in cui Mosé condusse gli Ebrei fuori dall’Egitto, anche il Corano ha diviso un mare di errori nella Bibbia per condurre gli esseri umani al Paradiso. Al termine di questa monumentale esplorazione, giungiamo a diverse conclusioni. Abbiamo scoperto che ciò che migliaia di editori della Bibbia non riuscirono a scoprire per migliaia di anni, il Corano lo mostra in maniera precisa e comprensibile.

Un’altra scoperta della nostra ricerca è che il Santo Corano consente l’esistenza di un equilibrio accettabile tra gli Ebrei e i Cristiani. Per gli Ebrei, Gesù da falegname diventa Messia; per i Cristiani, da Dio diviene Profeta. L’equilibrio fa si che sia gli Ebrei che i Cristiani possano accettarsi reciprocamente e condividere una fede plausibile in Gesù e nel suo Creatore.

Per gli Ebrei, il Corano rende la Salvezza più semplice. Per i Cristiani, la rende più difficile, fornendo nuovamente un livello di equilibrio, ad entrambe le parti, su cui queste possono essere d’accordo e che sono in grado di accettare. Inoltre, il Corano esplica meglio il destino della Terra e la vita dopo la morte. Sia nell’Ebraismo che nel Cristianesimo, i Rabbini ed i Sacerdoti vengono privati del “potere” di reinterpretare le scritture, facoltà che fece si che gli uomini deviassero dal sentiero di Dio.

Il pinnacolo di unità posto dal Corano tra Ebrei e Cristiani è il destino di Gesù. Cristo, nel Corano, non è usato come capro espiatorio. Non c’era bisogno che Gesù morisse per ottenere la salvezza, come avviene nel Cristianesimo. Il Corano afferma esplicitamente che gli Ebrei non uccisero Gesù, fatto che costituì un pretesto per molte crociate e, secondo molti storici, anche per l’Olocausto.

Nel Mein Kampf, l’autobiografia di Adolf Hitler, egli stesso proclama ripetutamente di compiere “l’opera di Dio”. In una celebrazione natalizia del 1926, Hitler disse: “Cristo fu il più grande combattente dell’antichità contro i nemici del mondo, gli Ebrei… L’opera che Cristo iniziò, ma non potè terminare, io

– Adolf Hitler – la concluderò”.

Gran parte della propaganda nazista etichettò gli Ebrei come “assassini di Cristo”. Io credo sinceramente che se Hitler e molti persecutori degli Ebrei avessero creduto, come insegna il Corano, che gli Ebrei non uccisero Gesù, allora milioni di vite sarebbero state risparmiate. Infatti, durante molte crociate e nell’Olocausto, le nazioni Musulmane, che consideravano gli Ebrei come fratelli monoteisti che non avevano assassinato Gesù, diedero loro rifugio e li protessero dai crociati che davano loro la caccia. Il Corano dirime tra gli Ebrei ed i Cristiani per unirli come fratelli e sorelle Musulmani.

203

Un’altra conclusione è che il Corano dona alle donne Ebree e Cristiane la libertà di parola, il diritto all’eredità e diritti coniugali che la Bibbia non rende loro disponibili. Il Corano rimuove la maledizione e la colpa delle donne, eliminando il rifiuto espresso da Dio ad Eva ed alle sue discendenti.

La tecnologia moderna ha fatto aumentare – e continuerà a farlo – la religione a più rapida crescita nel mondo, perché Internet e i più sviluppati motori di ricerca stanno consentendo alle persone di scoprire come l’Islam torreggi in verità su tutte le altre religioni, con una potenza che in passato non era concepibile.

Più approfonditamente siamo in grado di esaminare i testi, di mettere in evidenza le parole e le frasi per una comparazione, più ci è possibile scoprire la natura Divina del Corano. Questa è un’ulteriore prova che, nei giorni del Profeta Muhammad (saas), oltre un millennio prima che i computer apparissero sulla Terra, sarebbe stato impossibile, per un essere umano, apportare delle correzioni. Oggi soltanto la ricerca assistita dai personal computers ci mette in condizione di comprendere che queste correzioni esistono. Come i chirurghi usano gli endoscopi per scoprire dei passaggi nascosti nel corpo umano, così gli autori usano i computers per scoprire degli altri tipi di passaggi altrettanto nascosti. Entrambi, in questo modo, scoprono le opere di Dio e giungono ad informazioni dettagliate che non erano disponibili agli uomini prima che questi potenti strumenti di ricerca fossero inventati.

Siamo riusciti anche a sfatare molti miti, completando questo imponente lavoro. Abbiamo reso esplicito come il Corano migliori la Bibbia, piuttosto che imitarla. Inoltre, abbiamo stabilito che il Corano non proviene da Satana, come sostengono alcuni predicatori anti-Islamici. Infatti, poiché l’Islam riconferma la validità delle leggi contenute nella Bibbia, il Corano evidenzia il tentativo operato da Satana per sviare la gente da Dio. Satana, dall’inizio (Adamo ed Eva) tentò di fare si che le persone non obbedissero a Dio. Come, in principio, ingannò gli uomini con una mela rossa ed un albero marrone, ci riprovò in seguito con una croce marrone e del sangue rosso. Ciò significò che molti Cristiani furono condotti a ritenere di non essere più responsabili dell’obbedienza alle leggi di Dio e a sostenere che il sangue di Gesù crocifisso avesse cancellato i loro peccati e li avesse avvicinati a Dio. Questo è esattamente lo stesso tipo di manipolazione che Satana mise in atto su Adamo ed Eva: Satana disse ad Adamo e ad Eva che se avessero accettato la mela rossa dell’albero marrone sarebbero diventati più simili a Dio. La sinistra costante in entrambi gli scenari consiste nell’indicare delle scorciatoie che conducono a disobbedire a Dio. Nel Corano, questa scorciatoia di salvezza con cui, nel Vangelo, vengono tentati i Cristiani, viene rimossa. Al contrario, ci viene insegnato, come nell’Ebraismo, che ognuno è responsabile dei propri peccati: perciò, attenersi alle leggi ed avere fede in Dio costituiscono insieme – e non una cosa piuttosto che l’altra - la via verso la salvezza.

Ci sono molti altri miracoli nel Corano, di genere scientifico, matematico e letterario. Di conseguenza, il Corano costituisce non soltanto un Messaggio autonomo, ma anche la salvezza della Bibbia. Concludendo, mentre ci sono oltre 200 correzioni valide, se il lettore ne accetta con riluttanza anche una soltanto, allora comprende che il Corano costituisce un miglioramento della Bibbia, e non un attacco nei suoi confronti.  L’Islam è la religione a più rapida crescita in tutto il mondo perché, semplicemente, in esso la verità prevale. Ai tempi del Profeta Muhammad (saas), il rapporto tra Musulmani, Ebrei e Cristiani era di un Musulmano ogni milioni di Ebrei e Cristiani. Oggi è di un Ebreo ogni 100 Musulmani, e di un Musulmano ogni 2 Cristiani. Secondo l’“Almanac Book of Facts”, durante gli ultimi 10 anni, la popolazione è aumentata del 137%, la Cristianità del 46%, mentre l’Islam si è diffuso nella misura del 235%.

Invitiamo i lettori non Musulmani ad accettare l’Islam (la sottomissione a Dio) così come viene insegnato nel Santo Corano. Vi lasciamo con una traduzione di una lettera di invito all’Islam diretta dal Profeta Muhammad (saas) ai Re non Musulmani del Medio Oriente:

“Sia lode ad Allah, il Re, il Santo, il Pacificatore, il Guardiano della Fede, Colui che tutto osserva. Egli è Allah, non c’è altra divinità che Lui, il Signore Sovrano, il Santo, il Pacifico, Colui che preserva la Fede, il Guardiano, il Grandioso, Colui che obbliga, il Sublime. Sia glorificato Allah tra tutto ciò che Gli associano. E io testimonio che Gesù, figlio di Maria, è lo spirito di Allah e la Sua Parola che Egli diede a Maria la Vergine, la buona, la pura, così che lei concepì Gesù. Allah lo creò dal Suo Spirito e dal Suo Soffio, come creò Adamo di Sua Mano e dal Suo Soffio. Io vi chiamo ad Allah, l’Unico, senza associati, alla Sua obbedienza, e a seguirmi e a credere in ciò che mi è giunto, perché io sono il Messaggero di Allah. Sia pace su tutti coloro che seguono la vera guida”.

Possa Dio benedirvi con la fame di conoscenza e con la capacità di accettare la verità, una volta che la conoscenza vi sia giunta.

Invitiamo i Musulmani ad adempiere ai propri doveri invitando i non Musulmani all’Islam. Nello stesso sforzo compiuto da questa ricerca per i non Musulmani, abbiamo fatto questo libro anche per i Musulmani. Preghiamo che i Musulmani ritengano che questo libro accresca la sicurezza, ed abbia fornito loro l’ottimismo necessario perché invitino all’Islam i non Musulmani.

Dozzine di Università Bibliche offrono una laurea sempre più popolare specializzata nella risoluzione delle problematiche bibliche. Questi giovani e queste giovani passano anni delle loro vite per diventare apologeti. Invece, noi ti incoraggiamo, lettore, ad invitare questi studenti e addirittura i loro insegnanti a scoprire le correzioni apportate dal Corano alla Bibbia.

Nei miei dibattiti sia pubblici che privati con gli Ebrei e i Cristiani sul tema della religione comparativa, ho scoperto molto utile questa ricca opera, e la ritengo una riserva enciclopedica a tema [confutazioni e risposte]. 

Ognuno dei punti sui quali il Corano corregge la Bibbia, in questo libro, costituisce uno spunto per il dialogo sulle somiglianze e sulla superiorità del Corano. L’inizio e la fine del dibattimento tra te, il Musulmano, e il non Musulmano, sono già stati tracciati qui, per prepararti e fornirti lo strumento per mostrare con efficacia la Luce e l’Amore di Dio nel Corano ai non Musulmani. Nel Corano ci viene comandato più di diciassette volte, in modo specifico, di invitare sul sentiero di Allah la gente del Libro (gli Ebrei e i Cristiani). Ad esempio:

“Dì: “O gente della Scrittura, addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: [e cioè] che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni di noi come signori all’infuori di Allah”. Se poi volgono le spalle allora dite: “Testimoniate che noi siamo musulmani”” (Corano, 3:64).

Oltre ad invitare i Cristiani, dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per invitare gli Ebrei. Che i Musulmani invitino gli Ebrei all’Islam è molto raro. Dio ci ha dato il Corano per condividerlo sia con gli Ebrei che con i Cristiani. Il Profeta Muhammad (saas), per insegnarci con il suo esempio, invitò egli stesso gli Ebrei all’Islam e mandò anche dei Musulmani a convertire gli Ebrei, e promise loro che avrebbero ricevuto grandi benedizioni. In conclusione, la nostra disobbedienza, il pessimismo e la mancanza di fiducia verso l’invito degli Ebrei all’Islam ha fatto si che Israele sia il solo paese non Musulmano del Medio Oriente.

Il gruppo Trinitario-Cristiano “Jews for Jesus” (Ebrei per Gesù) ha convertito

300.000 Ebrei. Gli Ebrei hanno subito le Crociate e l’Olocausto per mano dei Cristiani, e la Cristianità insegna che le Leggi di Mosé sono come stracci da gettare via. Tuttavia, quasi mezzo milione di Ebrei ha accettato il Cristianesimo soltanto perché i Cristiani glielo hanno chiesto. Quindi, fai il tuo dovere e chiedi semplicemente, in modo educato, come ci viene ordinato di fare:

“Chiama al sentiero del tuo Signore con la saggezza e la buona parola e discuti con loro nella maniera migliore. In verità il tuo Signore conosce meglio [di ogni altro] chi si allontana dal Suo sentiero e conosce meglio [di ogni altro] coloro che sono ben guidati” (Corano, 16:125).

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Indice tematico

Adam, 207

Adamo, 25, 37, 45, 62, 82, 85, 86, 102, 103, 104, 105, 117, 140, 148, 161, 180, 185, 194, 204, 205

Angeli, 77

Animali, 55

Aronne, 31, 33, 34, 35, 70, 71, 72, 73, 74, 89, 114

Babilonia, 142

Caino, 36, 37 Catholics, 208 Cattolici, 148

David, 208 Davide, 34, 35, 75, 97, 98, 142, 166, 167 Diluvio, 88, 89

Ebrei, 3, 10, 11, 13, 16, 46, 57, 63, 69, 76, 82, 98, 107, 140, 143, 144, 151, 153, 167, 169, 174, 176, 190, 191, 198, 199, 203, 205, 206

Embriologia, 55

Faraone, 31, 38, 98, 160, 180

Gesù, 10, 12, 15, 16, 20, 21, 31, 35, 36, 38, 39, 45, 46, 53, 63, 64, 65, 66, 75, 76, 77, 80, 83, 85, 86, 90, 105, 107, 108, 110, 113, 114, 116, 117, 121, 122, 123, 124, 125, 126, 127, 128, 129, 130, 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137, 138, 139, 140, 141, 142, 143, 144, 145, 146, 147, 148, 149, 150, 151, 152, 153, 154, 155, 156, 157, 158, 159, 160, 161, 162, 163, 164, 165, 166, 167, 168, 169, 170, 171, 172, 173, 174, 175, 176, 177, 178, 180, 181, 183, 185, 186, 187, 189, 191, 193, 196, 197, 198, 203, 204, 205, 206

Giuseppe, 35, 90, 91, 92, 93, 132, 175

Golia, 97, 98

Halal, 59

Inferno, 35, 146, 147, 163, 166, 189, 194, 195, 199

Isacco, 35, 53, 94, 95, 96, 97

Ismaele, 35, 92, 93, 94, 95, 96, 97

Israele, 21, 23, 29, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 48, 60, 80, 81, 82, 85, 99, 100, 113, 122, 123, 128, 144, 145, 149, 153, 168, 169, 172, 173, 187, 199, 206

Jesus, 207, 208

Kosher, 59

Maria, 36, 113, 114, 117, 121, 134, 135, 137, 138, 140, 141, 143, 144, 146, 148, 149, 161, 163, 170, 180, 181, 205

Mosé, 21, 31, 32, 33, 34, 37, 38, 62, 63, 89, 98, 107, 108, 110, 111, 203, 206

Muhammad, 12, 31, 38, 39, 40, 71, 112, 159, 167, 168, 204, 205, 206, 207

Noè, 35, 53, 88, 89, 100, 146, 163

Poligamia, 75

Sabato, 62, 63, 64, 129

Salvezza, 65, 152, 179, 203

Satana, 26, 91, 102, 104, 142, 145, 184, 185, 204

Saul, 100, 101

Spirito, 14, 38, 39, 52, 69, 121, 129, 141, 142, 146, 163, 167, 168, 174, 181, 190, 191, 196, 205